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Lo sai che? I diritti di chi soffre di torcicollo

Lo sai che? Pubblicato il 18 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 settembre 2017

Il torcicollo è uno dei disturbi più diffusi, in grado di provocare disagi anche gravi. Vediamo quali sono le agevolazioni principali per chi ne soffre.

Il torcicollo è uno dei disturbi muscolari più diffusi. In Italia ne soffrono milioni di persone, soprattutto di mezza età.  Il torcicollo limita fortemente i normali movimenti del capo ed è provocato dalla contrattura dei muscoli laterali del collo. Le cause del torcicollo sono molteplici: raffreddamento, infiammazione, ernia cervicale, traumi (da cui deriva anche il cosiddetto colpo di frusta, cioè la distorsione del rachide cervicale), cattiva postura (soprattutto di chi studia o trascorre molto tempo al computer). Sebbene sia una condizione molto comune, spesso viene sottovalutata e non adeguatamente curata. Fatta questa doverosa premessa, vediamo quali sono i diritti di chi soffre di torcicollo.

Invalidità

Come anticipato, il torcicollo può scaturire da molteplici cause (ernia, artrosi, contrattura muscolare, ecc.). A seconda della sua gravità, la patologia può conferire al malato diritti e benefici contemplati dalla legge. Per quanto riguarda l’invalidità, le possibilità di ottenerla sono scarse. Secondo l’ordinamento italiano, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa (se in età da lavoro, cioè tra i 18 e i 65 anni), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età [1]. I benefici concessi variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto. L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99 %; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento [2], è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti [3] non annovera il torcicollo tra le patologie invalidanti, nemmeno quando è di tipo cronico.

Le detrazioni fiscali

Più facili da ottenere sono le agevolazioni fiscali. Per l’acquisto di tutte le medicine acquistate da chi soffre di torcicollo (ma lo stesso dicasi per tutte le altre patologie) è consentita la detrazione fiscale del 19%, salva la franchigia pari a 129,11 euro. Ciò significa che per determinare la detrazione bisognerà sottrarre dalla spesa medica l’importo della franchigia (129,11 euro), e sul risultato calcolare la percentuale del 19%, in modo che il contribuente possa scalare dalle tasse da pagare allo Stato l’importo così ottenuto nell’anno successivo a quello della spesa. La franchigia, però, segna anche il limite massimo al di sotto del quale il contribuente non avrà diritto ad alcuna detrazione. Lo stesso regime fiscale si applica anche alle spese sostenute per la fisioterapia, la ginnastica posturale o riabilitativa, l’acquisto di un materasso o, nei casi più gravi, di un collare ortopedico. I farmaci più comunemente usati per combattere il torcicollo sono quelli miorilassanti, cioè capaci di ridurre il tono della muscolatura, gli analgesici e gli antinfiammatori.

Torcicollo e lavoro

Chi soffre di torcicollo può ottenere dei giorni di malattia per assentarsi dal lavoro. Occorre ovviamente sottoporsi alla visita del proprio medico di famiglia. Il periodo di assenza viene determinato dal medico, il quale ha anche l’onere di trasmettere telematicamente il certificato all’Inps per favorire l’invio della visita fiscale a domicilio. Il periodo di malattia è retribuito e non può superare il cosiddetto periodo di comporto, ossia il tetto massimo fissato dal contratto collettivo, oltre il quale scatta il licenziamento.

note

[1] Legge n. 118/1971 e successive modifiche.

[2] Legge n. 18/1980.

[3] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.


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