Assegno di ricollocazione sino a 5mila euro per 500mila disoccupati

18 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 settembre 2017



Va a regime l’assegno di ricollocazione per il reimpiego dei disoccupati: mezzo milione di potenziali beneficiari.

Un assegno sino a 5mila euro per rientrare nel mercato del lavoro, del quale potrebbero beneficiare 500mila disoccupati ogni anno: sono questi i numeri previsti per l’entrata a regime della ricollocazione, una misura (ad oggi sperimentale) finalizzata a trovare un nuovo impiego alle persone con più difficoltà nel rioccuparsi.

L’assegno di ricollocazione, è bene precisarlo, sarà erogato sotto forma di voucher e potrà essere speso presso i centri o le agenzie per l’impiego o presso i delegati della Fondazione consulenti per il lavoro, che potranno incassarlo solo se riusciranno a trovare una nuova occupazione al beneficiario della misura.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funzionerà l’assegno di ricollocazione da quest’autunno in poi.

Chi ha diritto all’assegno di ricollocazione

Hanno diritto all’assegno di ricollocazione tutti coloro che percepiscono la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione, da almeno 4 mesi. L’adesione alla ricollocazione è volontaria e l’erogazione del voucher non fa perdere e non riduce la Naspi, così come non si perde per la mancata adesione alla misura.

A quanto ammonta l’assegno di ricollocazione

L’assegno di ricollocazione parte da un minimo di 250 euro e può arrivare, come anticipato, sino a 5mila euro. L’ammontare dell’assegno dipende dal profilo di occupabilità dell’interessato: in pratica, più è difficile trovare un nuovo lavoro al beneficiario, più alto sarà l’assegno.

Come richiedere l’assegno di ricollocazione

Per quanto riguarda la procedura per ottenere l’assegno di ricollocazione, il primo soggetto ad attivarsi è il sistema informativo unitario (Siu) dell’Anpal (l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro): una volta trascorsi 4 mesi di disoccupazione senza reimpiego, difatti, Il Siu invia un’apposita comunicazione al disoccupato.

Se questi decide di aderire alla ricollocazione, deve fare domanda per ottenere l’assegno:

  • telematicamente attraverso il Siu del portale Anpal;
  • rivolgendosi direttamente al centro per l’impiego competente, che deve rilasciare l’assegno entro 15 giorni, verificata la sussistenza dei requisiti.

Il beneficiario, se decide di accettare l’assegno, può scegliere l’ente accreditato ai servizi per il lavoro che gli erogherà il servizio di assistenza alla ricollocazione: in questo caso, viene sospeso il patto di servizio personalizzato sottoscritto con il centro per l’impiego competente, in quanto viene sostituito dalle misure di ricollocazione.

Perdita dell’assegno e della Naspi

Dopo il primo appuntamento, l’ente che si occupa della ricollocazione elabora il “programma di ricerca intensiva“, che deve essere sottoscritto dall’interessato, e assegna un tutor al disoccupato.

Il beneficiario dell’assegno di ricollocazione deve partecipare agli incontri concordati con l’ente ed accettare l’offerta congrua di lavoro che eventualmente gli sarà fatta.

In caso contrario, devono essere applicate le dovute sanzioni, che vanno da una prima riduzione della Naspi fino alla sua perdita totale.

Assegno di ricollocazione anticipato

A breve l’assegno di ricollocazione dovrebbe essere esteso anche a chi il lavoro non l’ha ancora perso, ma si trova in cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale.

Questi dipendenti a rischio licenziamento potrebbero dunque, grazie alle misure di ricollocazione, trovare un nuovo lavoro ancora prima di perdere definitivamente il vecchio impiego.

Assegno di ricollocazione delle Regioni

Non dimentichiamo, infine, che accanto all’assegno di ricollocazione esistono diverse misure, con la stessa finalità, riconosciute dalle singole Regioni:

  • la Campania prevede un assegno di ricollocazione per i disoccupati senza sostegno al reddito;
  • il Lazio ha previsto lo scorso anno una misura di ricollocazione per le donne con figli minori di 6 anni ed ha appena finanziato il Contratto di ricollocazione generazioni, una misura per disoccupati tra i 30 e i 39 anni, che aiuta anche chi vuole iniziare un’attività autonoma;
  • l’Emilia Romagna ha previsto un bonus per i lavoratori dell’edilizia con almeno 50 anni di età;
  • la Lombardia, dal 2013, ha previsto una dote unica per il lavoro, con oltre 155 milioni di sostegni prenotati;
  • in Veneto è partito lo scorso anno il programma Garanzia adulti, grazie al quale sono stati erogati bonus sino a 3mila euro ai disoccupati over 50 di lunga durata; sarà presto operativo anche l’Assegno per il lavoro, aperto a tutti i disoccupati che potranno ottenere direttamente i fondi dal centro per l’impiego, su base personalizzata;
  • in Sardegna è stato invece attivato il Cris (contratto di ricollocazione Sardegna) destinato a 2.700 disoccupati di lunga durata dell’isola;
  • in Umbria era possibile aderire, sino a qualche mese fa, alle agevolazioni del Pacchetto adulti;
  • in Sicilia è stato invece attivato da quest’estate il contratto di ricollocazione, a favore dei disoccupati con Isee sotto i 20mila euro, con misure di sostegno diverse a seconda delle fasce di età ed un’indennità di partecipazione che viene erogata direttamente al disoccupato;
  • a breve sarà operativa anche la dote unica lavoro della Calabria, che prevede, tra le varie attività, misure riservate a disabili e fasce deboli.
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