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Lavoro occasionale e conseguenze sulla pensione

27 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 ottobre 2017



Chi lavora tutto l’anno con i nuovi voucher matura un anno di contributi per la pensione?

Un anno di lavoro occasionale, svolto cioè con i cosiddetti nuovi voucher (contratto di prestazione occasionale) vale soltanto 3 mesi ai fini della pensione. Se, poi, il lavoro occasionale è svolto a favore di un privato o una famiglia (libretto famiglia), i mesi di contributi che possono essere accreditati in un anno per la pensione sono solo due.

Questo, perché la gestione separata dell’Inps, che è la cassa a cui vengono versati i contributi per il lavoro occasionale, prevede che i contributi utili al diritto alla pensione siano calcolati sulla base di un minimale di reddito annuo (una sorta di “guadagno minimo”), pari a 15548 euro.

Se questo “guadagno minimo” non viene raggiunto non si è obbligati, come avviene per la gestione artigiani e commercianti, a pagare i contributi come se il reddito fosse stato realmente prodotto: tuttavia, la contribuzione viene ridotta in proporzione, per cui può capitare che, pur avendo lavorato per tutto l’anno, ai fini della pensione siano accreditati solo pochi mesi.

Ma cerchiamo di capire meglio quanto possono valere i periodi di lavoro occasionale per la pensione.

Contratto di prestazione occasionale e pensione

La retribuzione massima che un lavoratore può normalmente ricevere per il contratto di prestazione occasionale (in pratica, per il lavoro svolto a favore di imprese e professionisti con i nuovi voucher) è pari a 5mila euro annui (alcune categorie di lavoratori svantaggiati, come i disoccupati, gli studenti e i pensionati, possono ricevere compensi sino a 6250 euro).

Considerando che l’aliquota contributiva, cioè la percentuale di reddito corrispondente ai contributi da versare, è attualmente pari al 33% per le prestazioni di lavoro occasionale, questo significa che, se il lavoratore percepisce 5mila euro di compensi annui, si vede accreditare soltanto 1650 euro annui ai fini pensionistici, pari a 3 mesi di contributi nella gestione separata (un mese di contributi corrisponde a 427,57 euro).

Considerando il minimale annuo della gestione separata, difatti, che come abbiamo visto è pari a 15548 euro, per avere l’accredito di 12 mesi di contributi al lavoratore dovrebbe essere versata una contribuzione annua pari a 5130,84 euro, ossia il 33% del minimale annuale.

Non va molto meglio  a coloro che possono ricevere 6250 euro in quanto appartenenti alle categorie svantaggiate: per loro possono essere versati, al massimo, 2062,50 euro di contributi, che corrispondono a 4,82 mesi; non arrivando a 5 mesi di contribuzione, dunque, l’accredito annuale si limita a soli 4 mesi.

Libretto famiglia e pensione

Va ancora peggio per chi svolge lavoro occasionale per i privati attraverso il libretto famiglia: per loro l’aliquota contributiva è ancora più bassa, pari al 20,62%, quindi in un anno, considerando il compenso massimo pari a 5mila euro e il minimale mensile di 427,57 euro, possono essere accreditati non più di 1031 euro, corrispondenti a 2 mesi di contributi.

Secondo una differente interpretazione, i contributi da versare per avere l’accredito di un mese di contribuzione, per chi lavora col libretto famiglia, dovrebbero essere calcolati sulla base dell’aliquota propria del libretto famiglia, ossia sul 20,62% anziché sul 33%: in questo modo, per ottenere un mese di contributi sarebbero sufficienti 267,17 euro di contributi e l’accredito massimo annuo corrisponderebbe a 3 mesi di contributi (per arrivare a 4 mesi dovrebbero essere accreditati 1068,67 euro nell’anno).

In ogni caso, ciò che non cambierebbe è l’ammontare della pensione, in quanto la prestazione verrebbe calcolata col sistema contributivo, che si basa sulla somma dei contributi versati. Essendo questi piuttosto esigui, sarebbe molto basso anche l’assegno di pensione.

Convenienza dei nuovi voucher per arrivare alla pensione

Dai calcoli svolti emerge chiaramente che anche  il nuovo lavoro occasionale, così come i vecchi voucher, nonostante l’aumento dei contributi dovuti ha una scarsa utilità per la pensione. Non dimentichiamo, però, che il lavoro occasionale è uno strumento che serve soltanto a “coprire” le attività lavorative saltuarie, quindi non può sostituirsi al lavoro stabile, per il quale l’unico strumento è il contratto di lavoro subordinato.

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