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Genitori benestanti: il figlio può evitare di lavorare?

19 Set 2017


Genitori benestanti: il figlio può evitare di lavorare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Set 2017



I miei genitori sono ricchi: se non mi andasse di lavorare fino a che età potrei essere mantenuto?

Che siano nati da un matrimonio o da una convivenza, è diritto di tutti i figli essere mantenuti dai genitori: non fino al raggiungimento della maggiore età (ossia con i 18 anni) ma fino all’indipendenza economica ossia fino a quando raggiungono un lavoro stabile e conforme alle proprie inclinazioni (chi ha studiato per fare il medico e, tuttavia, arrotonda la paghetta dei genitori facendo il barman la sera ha ugualmente diritto a essere mantenuto). Tale mantenimento non deve essere limitato solo allo stretto indispensabile per vivere, ma deve essere rapportato al tenore di vita della famiglia. In altri termini: genitori ricchi, mantenimento alto; genitori poveri, paghetta minima.

La Cassazione ha però chiarito che il diritto del figlio maggiorenne al mantenimento viene meno se questi, per propria colpa o inerzia, non si è messo in condizione di conseguire un titolo di studi o di procurarsi un reddito mediante un’idonea attività lavorativa o ha rifiutato ingiustamente un posto di lavoro. Si pensi al figlio fannullone che non si presenta alle sessioni di esami, che viene puntualmente bocciato o che non si dà da fare per trovare un lavoro. Quindi, in questo caso, anche il figlio di genitori benestanti non può evitare di cercare un lavoro se non vuol perdere il mantenimento. Inoltre, se il giovane viene assunto e tuttavia la paga non gli consente di godere del tenore di vita che gli garantivano i genitori, non può più rivendicare da questi alcuna integrazione o sostegno, anche se era abituato a ben altre spese. Allo stesso modo, qualora il figlio dovesse essere licenziato o perdere per qualsiasi altra ragione il posto di lavoro (anche se per dimissioni volontarie dettate da giusta causa come il mancato pagamento dello stipendio), non avrebbe diritto lo stesso al mantenimento; difatti il diritto al mantenimento, una volta perso, non può essere più rivendicato in seguito anche se viene meno l’indipendenza economica.

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