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Come recuperare buoni postali scaduti

20 Set 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Set 2017



I buoni postali scaduti non sono irrecuperabili: semplicemente, non sono più fruttiferi. Ma attenzione alla prescrizione.

Quante volte, cercando nella propria libreria un vecchi testo da rileggere, ci si è imbattuti in un tomo che nascondeva, come segnalibro, un grosso biglietto cartaceo? Oppure, più semplicemente, quanto spesso è capitato di dimenticare dei buoni sottoscritti tanti anni prima e lasciati poi a riposare nella cassaforte? Ebbene, uno dei quesiti maggiormente sollevati dai risparmiatori è quello riguardante la sorte dei buoni postali non riscossi nei tempi pattuiti. Rinviando anche alla lettura dell’articolo Quando scadono i buoni postali, vediamo come recuperare buoni postali scaduti.

Cosa sono i buoni postali

Come detto nell’articolo Come funzionano i buoni postali, i buoni fruttiferi postali sono strumenti di risparmio che garantiscono sempre la restituzione del capitale versato, maggiorato degli interessi eventualmente maturati. A differenza di molti altri strumenti finanziari, i buoni fruttiferi postali (Bfp) sono un’esclusiva delle Poste Italiane. Si tratta di titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. I buoni postali, pertanto, sono garantiti direttamente dallo Stato e vengono collocati presso gli uffici delle Poste Italiane. I buoni postali sono strumenti finanziari equiparabili ai Buoni del Tesoro (Bot) ma, a differenza di questi ultimi, la cui oscillazione sul mercato può comportare dei rischi per l’investitore, sono sicuri perché sono sempre rimborsati al loro valore nominale: in altre parole, il capitale versato viene sempre restituito (salva la prescrizione, come si leggerà di qui a breve).

Buoni fruttiferi postali: scadenza e prescrizione

I buoni ordinari rappresentano un investimento a lungo termine, anche se possono essere liquidati in qualsiasi momento. Il capitale investito può essere in effetti sempre ritirato (al netto delle ritenute fiscali), ma per poter ottenere anche gli interessi è necessario che sia trascorso un determinato lasso di tempo, variabile a seconda del tipo di titolo sottoscritto. Sostanzialmente, il buono postale rappresenta un metodo per tenere al sicuro i propri risparmi, più che per lucrare sugli interessi. Detto ciò, bisogna distinguere tra scadenza del buono postale e prescrizione dello stesso. Mentre la scadenza indica semplicemente il termine ultimo oltre il quale il titolo non produce più interessi (si dice, cioè, che il buono diventa infruttifero) e varia da buono a buono, la prescrizione è identica per tutti (dieci anni) e decorre dalla scadenza. Quindi, mentre la scadenza individua il periodo “fruttifero” del buono, la prescrizione ne individua la sua morte, cioè il momento in cui il titolo non è più rimborsabile, nemmeno in riferimento al capitale. La differenza è importante: un buono scaduto può senza dubbio essere riscosso; un buono prescritto, invece, no. La prescrizione decorre dal giorno di scadenza del buono. Facciamo un esempio: Tizio ha sottoscritto nel 2000 un buono fruttifero decennale; fino al 2010, quindi, il buono ha maturato degli interessi. A partire dal 2010 inizia a decorrere il termine decennale di prescrizione: il buono, quindi, andrà prescritto nel 2020, rendendo così irrecuperabili le somme (capitale inizialmente sottoscritto e interessi maturati fino al 2010).

Le scadenze

Come detto, la scadenza varia a seconda del titolo sottoscritto. I buoni ordinari emessi fino al 27 dicembre 2000 (Serie Z) hanno una scadenza di trenta anni. Quelli emessi successivamente (dalla serie A1 in avanti), invece, hanno una durata ventennale. A tale proposito, si precisa che mentre i buoni ordinari a trenta anni maturano interessi fino al 31 dicembre dell’anno solare di scadenza del titolo, i buoni ventennali cessano di essere fruttiferi esattamente alla scadenza del ventesimo anno (ventiquattro mesi effettivi, dunque). Esistono buoni con scadenza di gran lunga più breve: è il caso, ad esempio, dei BFP a 3 anni Plus, con scadenza triennale, per un investimento a medio termine.

buoni fruttiferi dematerializzati, invece, non cadono mai in prescrizione poiché alla scadenza vengono automaticamente rimborsati mediante accredito a favore del conto corrente postale o bancario del sottoscrittore.

Il rimborso

L’incasso di un buono postale va sotto il nome di rimborso: con tale operazione l’investitore ottiene la somma di danaro che aveva versato al momento della sottoscrizione, eventualmente maggiorata degli interesse nel frattempo maturati fino alla scadenza del titolo. Poiché il buono è un titolo emesso dalle Poste Italiane, l’investitore potrà recarsi presso qualsiasi sportello per ottenerne il rimborso. È probabile, però, che l’interessato riesca a ritirare il danaro immediatamente soltanto presso l’ufficio postale che ha concretamente rilasciato il buono, mentre presso gli altri dovrà attendere qualche giorno (non più di una settimana). Per incassare i propri Buoni Postali il cliente deve esibire, oltre al titolo, la carta di identità (o la patente di guida) ed il codice fiscale (tessera sanitaria). I buoni fruttiferi postali sono nominativi, il che significa che non si possono cedere ad altre persone ma, per poter essere estinti, devono necessariamente essere ritirati da parte degli interessati (o di uno di essi). Solo il titolare del buono, cioè colui che l’ha sottoscritto originariamente, può compiere tale operazione; non sono ammesse deleghe ad altre persone.


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11 Commenti

  1. In caso di BPF cointestato,se uno degli intestatari fosse deceduto, alla scadenza, può essere rimborsato all’intestatario superstite senza aprire una successione?

  2. Ho finalmente trovato i miei due Buoni Postali Fruttiferi a Termine – serie AD- da Lire 500.000 emessi il 10/03/1995. Era da poco più di un anno che li cercavo e solo tre giorni fa li ho trovati. In tutto questo tempo, ho avuto sempre dei dubbi circa la loro emissione, se per opera dei miei genitori, oggi non più vivi, o di mio suocero, anche lui, deceduto. Con grande meraviglia i due Buoni Postali Fruttiferi sono stati allora sottoscritti da me stesso . Oggi sono stato all’ufficio postale di corso Italia succ. 8 di Catania. Ho perso tutta una mattinata per fare la fila e allo sportello mi è stato risposto che i Buoni Fruttiferi a termine sono scaduti a novembre 2016 e, pertanto, sono prescritti. Ho chiesto di parlare col direttore, mi è stato risposto che sarebbe venuto dopo le ore 14,30. Sono quindi ritornato all’Ufficio Postale per parlare col direttore il quale mi ha confermato quanto già detto dall’operatore, aggiungendo che il loro codice postale interno prescrive che per i Buoni Fruttiferi Postali a termine, per i quali erano già trascorsi 20 anni dalla loro emissione, il capitale e gli interessi erano prescritti, nessuna restituzione di danaro (l’equivalente è di zero euro), e l’intera somma maturata dal BFP a termine, così riporta il loro codice interno, confluisce a risanare il debito pubblico.
    Vorrei inviarvi una copia del BFP, ma in questo commento è impossibile allegarla informaticamente. Intanto, vi indico le parole chiavi che sono riportate sul retro del BFP. A stampigliatura impressa con timbro ad inchiostro: ” Buono PF serie AD – L’importo raddoppia dopo 7 anni e triplica dopo 11 al lordo delle ritenute erariali. Se riscosso prima matura interessi lordi del buono ordinario meno mezzo punto”.
    A caratteri a stampa.
    In alto: “Il presente buono potrà essere riscosso a vista presso l’ufficio di emissione, e, con preavviso di sei giorni, in altri Uffici. Il buono non riscosso al compimento dell’ultimo periodo sotto indicato, cessa di essere fruttifero e l’avente diritto può ottenerne il rimborso entro il termine di prescrizione di cinque anni, a decorrere dal 1° gennaio successivo all’anno in cui cessa la fruttuosità”.
    In basso: ” Se riscosso prima della scadenza dei termini si applicano i tassi vigenti per i buoni p.f. ordinari diminuiti del 0,50%. Entro il primo anno sarà rimborsato il solo capitale. I tassi sono suscettibili di variazioni successive a norma di legge. L’ammontare degli interessi è soggetto alle trattenute fiscali previste dalla legge.

    Vi chiedo, per favore di darmi una risposta se ha fondamento o no : ” Il buono non riscosso al compimento dell’ultimo periodo sotto indicato, cessa di essere fruttifero e l’avente diritto può ottenerne il rimborso entro il termine di prescrizione di cinque anni, a decorrere dal 1° gennaio successivo all’anno in cui cessa la fruttuosità”.

    Grazie mille Giuseppe Agatino Pricoco

    1. il buono cessa di essere fruttifero dopo 30 anni. secondo me non è andato in prescrizione… prova in un altro ufficio postale.

    2. ascolta devi vedere se davanti in alto a destra in diaconale non vi sia scritto magari A TERMINE allora e carta straccia non rimborsabile neanche l’importo versato e come si dice appartiene ora al debito pubblico.

    3. Giuseppe buongiorno,
      anch’io ho ritrovato un Buono datato 5 Aprile 1994 del valore di 10 milioni delle vecchie Lire (diecimilionidilire) e la dicitura è la seguente: “BUONO P.F. SERIE AD _ IL CAPITALE RADDOPPIA DOPO 7 ANNI E
      TRIPLICA DOPO 11 ANNI. SE RISCOSSO PRIMA DI TALI TERMINI IL SAGGIO DI INTERESSI è DI 7,50% LORDO PER I PRIMI 5 ANNI E 8,50% LORDO DAL 6°ANNO” In Posta mi hanno detto che è totalmente perso!!!

  3. Attenzione: da distinguere tra BFP a termine e ordinari.
    A termine (6+9, 7+11, 8+12) più 10 anni.
    Ordinari (10 o 20) più 10 anni.

    Allora: data 10/03/1995 (molto simile ai miei) a termine.
    Prima scadenza 7 anni (10/03/2002)
    Seconda e ultima scadenza 11 anni (10/03/2006)
    Il buono scaduto diventa infruttifero; rimangono 10 anni per ritirarlo.
    10/03/2016 il buono è prescritto (persi 1549€ meno imposte).
    Anche se hai iniziato a cercarli un anno prima (del 27/12/2017) vuol dire che ti sei messo a cercarli a fine 2016. Molto male.

  4. e un furto bello e buono il mio e stato fatto il 1 marzo 2001 buono fruttifero a termine mi hanno detto ke e in prescrizione cosa posso fare datosi ke nn sono passati 10 anni dopo la scadenza vi prego di rispondermi

  5. Cara Caterina, le regole, le date e interessi variano a seconda del periodo storico di emissione.
    Buono a termine del 01 03 2001 scade il 01 03 2012 e va in prescrizione il 02 03 2017 ( quini 5 anni).
    Che ci puoi fare? Un quadretto per il salotto.

  6. Io ho trovato un Buono Postale Fruttifero di Lire Mille emesso nel 1942 a mia nonna con indicato che il credito verra’ prescritto dopo 30 anni dall’emissione. Nessuna speranza? Lo devo considerare un cimelio di famiglia?

    1. Io ho trovato un Buono Postale Fruttifero di Lire Mille emesso nel 1949 a mia nonna con indicato che il credito verra’ prescritto dopo 30 anni dall’emissione. Nessuna speranza? Lo devo considerare un cimelio di famiglia

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