Diritto e Fisco | Articoli

Iva: l’agevolazione su lavori di manutenzione straordinaria

7 ottobre 2017


Iva: l’agevolazione su lavori di manutenzione straordinaria

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 ottobre 2017



Sto effettuando, previa comunicazione inizio lavori asseverata (CILA ), opere di manutenzione straordinaria su di un immobile di mia proprietà non di lusso. Tali lavori sono effettuati in economia e quindi non affidati ad una ditta appaltatrice.
Ultimamente mi è capitato di leggere che per l’acquisto di beni finiti l’agevolazione dell’IVA al 10% spetta anche se detti beni siano stati acquistati, ovviamente tramite bonifico, direttamente dal committente ovvero dal proprietario, escludendo il tramite diuna ditta appaltatrice che nel mio caso non c’è.
Posso richiedere per i futuri acquisti di beni finiti effettuati direttamente da me l’applicazione dell’IVA al 10% ? Nel caso sia possibile è sufficiente presentare al venditore un autocertificazione e copia della CILA ?
E,per gli acquisti precedenti, sempre di beni finiti, posso richiedere al venditore il rimborso dell’IVA pagata in eccedenza , 22% invece del 10% , potendo questo richiedere a sua volta il rimborso all’Agenzia delle Entrate entro 2 anni dalla data in cui è stato pagato il bonifico relativo alla fattura con IVA al 22% ?

La Guida dell’Agenzia delle Entrate del marzo 2016 (relativa alle ristrutturazioni edilizie), per quanto riguarda i lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria l’agevolazione dell’Iva al 10% sull’acquisto di materiali o beni non spetta se gli stessi siano acquistati direttamente dal committente.

L’agevolazione dell’Iva al 10% spetta, invece, sui beni finiti acquistati direttamente dal committente nel caso di lavori di restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione.

Nel solo caso, quindi, di lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione è possibile fruire dell’agevolazione dell’Iva al 10% sull’acquisto di beni finiti effettuato direttamente dal committente.

La documentazione di cui il proprietario/committente dovrà munirsi (nel caso di applicabilità dell’Iva agevolata) sarà il titolo di abilitazione all’intervento rilasciato dall’autorità comunale (quindi anche il CILA) a cui dovrà aggiungersi la compilazione dell’autocertificazione il cui modello è agevolmente reperibile anche in rete.

È pure possibile, sempre però per gli interventi che siano qualificabili come restauri, risanamenti conservativi o ristrutturazioni (e non per gli interventi di manutenzione straordinaria) il rimborso dell’Iva in eccesso al venditore che poi potrà, nel termine di decadenza da lei stesso evidenziato, presentare apposita istanza all’Agenzia delle Entrate per l’emissione di fattura con Iva con aliquota errata.

Infine, per classificare un intervento come manutenzione straordinaria oppure restauro o risanamento conservativo o ristrutturazione il riferimento utile è l’articolo 3, n. 1, lettere b), c) e d) del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 (Testo Unico dell’Edilizia).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI