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Affitto: se il riscaldamento non funziona possono disdire?

7 ottobre 2017


Affitto: se il riscaldamento non funziona possono disdire?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 ottobre 2017



Vivo in affitto in un appartamento dove il riscaldamento condominiale non funziona bene. Ho una forte scoliosi. Le temperature basse che si registrano specialmente nelle prime ore del mattino rischiano di compromettere le mie già precarie condizioni di salute, peraltro peggiorate da quando vivo in questa casa.  Posso per questo recedere anticipatamente dal contratto di locazione per giusta causa?

 

Il contratto di locazione, inviato in allegato dal lettore, prevede la facoltà di recesso anticipato, con preavviso di almeno 2 mesi, per gravi motivi.

Nel caso di specie, per giustificare i “gravi motivi” sarebbe opportuno avere il sostegno di certificazioni mediche attestanti la necessità di soggiornare in ambienti caldi a causa delle precarie condizioni di salute del lettore, peggiorate da quando ha iniziato ad abitare nell’abitazione che intende lasciare.

D’altra parte, manifestata la volontà di recesso anticipato (non deve essere e soprattutto non deve apparire un “capriccio”) la scelta delle azioni da intraprendere nei confronti del lettore spettano esclusivamente al proprietario.

Cosa farà il proprietario? Chiaramente non è possibile rispondere in modo certo a questa domanda, come già evidenziato nell’ intercorsa consulenza telefonica.

Una cosa è certa: nel momento in cui il lettore afferma l’impossibilità di continuare a vivere in una casa in cui si sente ostaggio e che, a causa delle temperature che si registrano in alcune ore del giorno (in specie nelle prime ore della mattina) rischia seriamente di cagionare danni alla sua salute (alla scoliosi o alle altre patologie che il suo medico potrà certificare), lo stesso non può fare altro che recedere anticipatamente dal contratto cercando, quanto più possibile, di fornire una adeguata veste giuridica al suo recesso.

Cosa fare allora?

Dinanzi ad una situazione del genere il consiglio è quello di collegare alla richiesta di recesso anticipato, delle ragioni di carattere medico-sanitarie connesse (o dipendenti) alle temperature degli ambienti domestici della abitazione nella quale il lettore vive (sotto questo aspetto è evidente che questi  non poteva esserne a conoscenza nel momento in cui ha affittato l’immobile).

Ora, è chiaro, che il supporto di un medico (sia esso di base o specialistico) consentirebbe di dare, in prospettiva, un peso maggiore alla dichiarazione di recesso da parte del lettore: non apparirebbe, in buona sostanza, pretestuosa come potrebbe invece apparire in mancanza di supporto delle certificazioni mediche.

Premesso che, teoricamente il lettore potrebbe essere condannato in giudizio (con i noti tempi della nostra giustizia civile e con costi non prevedibili) al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale, questi potrebbe pertanto iniziare a comunicare il recesso anticipato, anche con preavviso maggiore di quello contrattualmente previsto.

Le azioni successive saranno determinate, ovviamente, da quale atteggiamento assumerà il proprietario.

  

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Antonio Ciotola

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