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Ausiliare del traffico: sì alla multa sulle corsie autobus

20 settembre 2017


Ausiliare del traffico: sì alla multa sulle corsie autobus

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 settembre 2017



La multa per passaggio sulla corsia per bus, dentro le strisce gialle, può essere elevata non solo dalla polizia municipale, ma anche dall’ausiliare del traffico.

È sempre stata una figura controversa quella dell’ausiliare del traffico, da alcuni chiamato anche «vigilino». Tra chi lo ritiene un pubblico ufficiale e chi, invece, un soggetto privato; tra chi sostiene che una parolaccia al suo indirizzo non sia oltraggio a pubblico ufficiale e chi, invece, vorrebbe parlare in questi casi di reato; tra chi ritiene che l’ausiliare possa elevare multe per divieto di sosta e chi invece, più ligio al testo della legge, fissa i suoi poteri solo negli stalli delle strisce blu, quelle cioè dei parcheggi a pagamento. Se vuoi farti un’idea dello stato attuale della giurisprudenza sulle multe elevate dai vigilini puoi leggere Multe ausiliari del traffico: come fare ricorso. Qui invece parleremo di uno specifico caso: la contravvenzione elevata per aver invaso la sede stradale riservata agli autobus del trasporto pubblico, quella cioè delineata delle strisce blu. È valida la multa se ad accertare l’infrazione al codice della strada e a redigere il verbale è un ausiliare del traffico? La soluzione è stata di recente fornita dal Tribunale di Roma [1].

I giudici della capitale ricordano innanzitutto che gli ausiliari del traffico sono abilitati a elevare multe per tutti gli illeciti posti in prossimità delle strisce blu, ossia i parcheggi a pagamento: non solo quelli di chi non ha pagato il ticket o, alla scadenza, non lo ha rinnovato, ma anche di chi ha lasciato l’auto in seconda fila e impedisce così, a chi invece vorrebbe uscire dal posteggio, di reimmettersi sulla strada. Ed ancora l’ausiliare può sanzionare chi non rispetta le linee blu, lasciando la propria auto per metà al di fuori di esse, magari in prossimità con le strisce pedonali.

Non solo. Secondo la sentenza in commento, il vigilino è legittimato a contestare le violazioni nelle aree riservate al trasporto pubblico. Pertanto, la multa per circolazione sulla corsia riservata ai mezzi pubblici è valida anche se a elevarla è un ausiliare del traffico nominato con ordinanza sindacale. Tale figura è abilitata non solo a segnalare violazioni in materia di sosta parcheggi a pagamento, ma ha anche funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico.

Da dove si ricava questo potere? Naturalmente è la legge a regolamentare la figura dell’ausiliare del traffico. In particolare si dispone [2] che «i Comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi [soggetti quindi privati], limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l’organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali». In parole povere ciò significa che l’ausiliare può contestare le violazioni delle corsie preferenziali con potere di redigere verbali avente valore di atto pubblico. Proprio al pari delle multe della polizia municipale o di qualsiasi altra pubblica autorità.

A tale personale sono inoltre conferite «le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico».

Dunque, se un giorno la tua auto dovesse invadere le strisce gialle destinate al passaggio degli autobus di linea e nei paraggi c’è un ausiliare del traffico che sta controllando i parcheggi sulle strisce blu, ti può multare senza peraltro doverti contestare immediatamente il verbale che ti verrà successivamente notificato a casa.

note

[1] Trib. Roma, sent. n. 2269/17.

[2] Art. 17 co. 132 L. n. 127/1997.

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