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Quanto costa intestare una casa a un figlio o a un genitore

20 settembre 2017


Quanto costa intestare una casa a un figlio o a un genitore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 settembre 2017



Le imposte da pagare in caso di vendita o donazione della casa a un figlio o a un genitore.

Spesso i passaggi di proprietà di case o altri immobili spaventano, più che per gli adempimenti da compiere (dei quali, peraltro, si prende cura il notaio), per le tasse da pagare. E queste variano a seconda di una serie di parametri: se si tratta di vendita o donazione e se, per il ricevente, si tratta di prima casa o meno. Nell’ambito poi dei passaggi di proprietà immobiliari, quelli che avvengono all’interno della famiglia sono di solito i più frequenti: in particolare quelli tra genitori e figli. Questo perché, da un lato (quando il genitore intesta la casa al figlio) si cerca di anticipare il passaggio generazionale ed evitare i problemi che dalla successione potrebbero derivare in caso di dissidi tra fratelli e familiari. Dall’altro lato però non è infrequente il caso di chi intesta la casa ai genitori per evitare il rischio di pignoramenti. Ma conviene davvero fare una voltura catastale o, piuttosto, è meglio attendere (almeno quando è il genitore a intestare la casa al figlio) il proprio decesso e lasciare che tutto segua le regole della successione? Cerchiamo di capirlo e di fare il punto della situazione stabilendo quanto costa intestare una casa a un figlio o a un genitore.

Se si tratta di prima casa

Dopo aver visto cosa bisogna fare per fare una voltura catastale e intestare la casa a un’altra persona (leggi Come intestare una casa), occupiamoci dello specifico problema dei costi fiscali.

Nel caso in cui il beneficiario della casa non abbia altri immobili nello stesso Comune ove si trova quello da trasferire e non possieda, in tutta Italia, altri immobili (o quote di immobili) per i quali è già stato ottenuto il «bonus prima casa», egli può usufruire di una agevolazione particolarmente vantaggiosa (leggi L’agevolazione fiscale sulla prima casa). Sia in caso di donazione che di vendita di casa da parte del genitore o del figlio bisogna pagare:

  • imposta di registro proporzionale nella misura del 2% (invece del 9%);
  • imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
  • imposta catastale fissa di 50 euro.

Non si deve pagare l’imposta sulle donazioni se l’immobile non supera il valore di 1 milione di euro.

In tutto questo, poiché la donazione o la vendita necessita sempre della presenza del notaio e dell’atto pubblico (comunemente detto «rogito») bisognerà pagare il compenso al professionista per il quale bisognerà informarsi in anticipo. Il notaio è tenuto a rilasciare un preventivo scritto al cliente (obbligo sorto con la recente legge sulla concorrenza).

Se si fosse trattato di vendita da una società o un costruttore le imposte da pagare sarebbero state le seguenti:

  • Iva ridotta al 4% (invece del 10%; per gli immobili A/1, A/8 e A/9 l’Iva è al 22%);
  • imposta di registro fissa di 200 euro;
  • imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
  • imposta catastale fissa di 200 euro.

Se non si tratta di prima casa

In caso di donazione

Anche in questo caso non si deve pagare l’imposta sulle donazioni se la casa ha un valore non superiore a un milione di euro.

Bisogna però pagare:

  • l’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro.
  • l’imposta ipotecaria nella misura del 2% del valore dell’immobile.
  • l’imposta catastale nella misura dell’1% del valore dell’immobile.

Non bisogna dimenticare l’onorario del notaio.

In caso di vendita

Se la casa intestata al figlio o al genitore viene a questi venduta bisogna pagare:

  • imposta di registro proporzionale nella misura del 9% del valore dell’immobile (con un minimo di mille euro);
  • imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
  • imposta catastale fissa di 50 euro.

Ricordiamo che se si acquista da una impresa con vendita soggetta a Iva, si deve pagare:

  • IVA: 10% (22% per gli immobili A/1, A/8 e A/9);
  • Imposta di registro: 200 euro;
  • Imposta ipotecaria: 200 euro;
  • Imposta catastale: 200 euro.

Nel primo anno la donazione traballa

Per evitare che dietro le donazioni si nascondano truffe nei confronti dei creditori, la legge ha stabilito che, in presenza di una donazione, se entro un anno dal rogito un creditore trascrive il pignoramento sull’immobile questo può essere ugualmente aggredito e sottoposto all’asta benché passato in proprietà al figlio o al genitore.

In ogni caso, nei primi 5 anni è sempre possibile esercitare l’azione revocatoria per rendere inefficace la vendita o la donazione della casa.

note

Autore immagine: 123rf com

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