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Truffe agli anziani: arriva il nuovo reato

21 settembre 2017


Truffe agli anziani: arriva il nuovo reato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 settembre 2017



Chi si introduce a casa di una persona con più di 65 anni per sottrargli con l’inganno soldi o altri beni preziosi pagherà una multa fino a 3mila euro e starà in carcere fino a 6 anni.

Chiunque si introdurrà, con l’inganno, in casa di una persona con più di 65 anni per farsi dare denaro o per appropriarsi di gioielli e altri oggetti preziosi commetterà un nuovo reato: quello di truffa agli anziani. È questo il risultato di un disegno di legge che entrerà a breve nel nostro codice penale se anche il Senato, così come ha già fatto la Camera, approverà il testo. In particolare, l’illecito penale viene chiamato «frode patrimoniale a danno di un soggetto vulnerabile in ragione dell’età»: un nome piuttosto articolato che potrà essere ridotto nel più semplice «truffa e circonvenzione ai danni di ultrasessantacinquenni». Ma vediamo meglio in cosa consiste.

Qual è la condotta punita?

Viene punito chi con mezzi fraudolenti induce un anziano a dare (o promettere) indebitamente denaro o altra utilità. La condotta deve essere commessa in casa o dentro o vicino a negozi, uffici postali, banche, ospedali e case di riposo oppure se si simula un’offerta commerciale. Spetta al giudice valutare la condizione di particolare vulnerabilità in rapporto all’età.

Qual è la sanzione

La sanzione prevede il carcere da due a sei anni e il pagamento di una multa da 400 a 3.000 euro. In più gli verranno confiscati tutti i beni di cui si è appropriato (o, se li ha fatti sparire, i suoi beni per un corrispondente valore).

Se la frode è commessa per telefono o internet scatta un’aggravante e un aumento di pena. Stesso discorso se il truffatore si avvale di dati personali acquisiti fraudolentemente o senza consenso.

È obbligatorio l’arresto in flagranza.

Il colpevole potrà godere della sospensione condizionale della pena se restituisce il maltolto e paga il risarcimento del danno.

Chi viene tutelato?

La vittima deve essere per forza una persona che abbia più di 65 anni. Non deve trovarsi in uno stato di incapacità a causa di patologie di decadimento oppure di indebolimento delle facoltà mentali; in questo caso infatti scatta un diverso reato già previsto dal codice penale, quello per la «circonvenzione di incapace» ma per il quale aumenta peraltro la pena: la reclusione passerà da 2 a 7 anni e la multa a 1.302 a 3.500 euro.


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1 Commento

  1. Ovvero? Come può avvenire la condizione di flagranza? Se la persona anziana si accorge della truffa, la stessa non si consuma! Purtroppo ci si accorge di essere stati truffati sempre dopo, per cui la denuncia di truffa è sempre a posteriori e la flagranza non scatterà MAI!
    Eppoi, ammesso e non concesso che avvenga l’arresto in flagranza ( caso in cui l’anziano riesca ad avvertire le forze dell’ordine pregando magari i truffatori di attenderne l’arrivo offrendo loro del thè.Però a quel punto si dovrebbe parlare di tentata truffa), basterà al ladro restituire il maltolto e risarcire il malcapitato come a dire “vabbè, ci abbiamo provato,ecco i soldi più un caffè , arrivederci e grazie”?

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