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Come vivere e abitare in una casa mobile: i permessi

13 ottobre 2017


Come vivere e abitare in una casa mobile: i permessi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 ottobre 2017



È possibile porre come abitazione una casa mobile su un terreno fabbricabile di proprietà posto nel mio Comune? Quali sono gli eventuali impegni economici per i permessi?  Il terreno fa parte di un’area priva di urbanizzazioni il cui onere è a carico dei lottizzanti e l’edificazione è subordinata a stipula di convenzione con il Comune, previo accordo con tutti i proprietari del comparto. È vero anche che il mio terreno è davanti e già gode di un accesso diretto riservato. Per tale motivo posso ipotizzare che il Comune deroghi dall’obbligo di coinvolgere tutti. Abbiamo già corrente elettrica e acqua potabile da un pozzo.

Il decreto legge n. 47/2014 convertito in legge 23 maggio 2014 n. 80, detto anche decreto casa, disciplina in maniera ampia tutta la materia abitativa.

Le casette in legno, le case mobili o, in generale, le case prefabbricate, devono essere considerate come una forma alternativa all’edilizia tradizionale che, come tale, necessita di appositi permessi ed autorizzazioni. Per ottenere il permesso a costruire da parte del proprio Comune, è necessario predisporre la richiesta, attraverso un tecnico abilitato, all’interno della quale devono essere indicati il progetto relativo alla costruzione, il progetto relativo agli impianti, il tipo di struttura, le norme di sicurezza da applicare ecc. Tale permesso deve essere depositato all’Ufficio Tecnico del Comune, presso la commissione edilizia, con il compito di valutare ed esaminare la richiesta, il progetto e tutta la documentazione allegata. Solo con l’assenso è possibile procedere alla costruzione.

Pertanto, il permesso di costruire, così come previsto nelle situazioni tradizionali è richiesto anche per l’installazione di manufatti leggeri, prefabbricati, case mobili, camper, roulotte, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro o magazzini, e non siano diretti a soddisfare esigenze esclusivamente momentanee.

Il Decreto casa introduce un’importante novità in tema di case mobili, eliminando il titolo abilitativo edilizio solo per i manufatti collocati all’interno di strutture turistiche e recettive all’aperto, in questo unico caso non viene richiesto il permesso a costruire. L’intento della norma è quella di incentivare le attività che si occupano di turismo.

Con riferimento ai costi dell’operazione, si deve calcolare:

  • – il compenso del tecnico che redige la richiesta;
  • – la marca da bollo da applicare sulla domanda;
  • – il contributo di costruzione (artt. 16 e 19 del D.P.R. 06.06.2001, n. 380)
  • – il pagamento dei diritti di segreteria.

Per conoscere gli importi nel dettaglio, si suggerisce di richiedere un preventivo di spesa al professionista (geometra, ingegnere ecc.) e di richiedere i costi relativi al permesso di costruire al Comune di riferimento.

La giurisprudenza conferma quanto detto. “Anche per case mobili, camper e roulotte è necessario il permesso di costruire quando queste, a prescindere da uno stabile legame con il suolo, siano destinate ad esigenze, di tipo abitativo, lavorativo, o di deposito, a carattere duraturo; anche in questi casi, in caso di inottemperanza all’ordine di demolizione, segue l’acquisizione dell’area di sedime al patrimonio comunale”. T.a.r. Toscana, sez. III, 29 luglio 2009, n. 1319, in Foro toscano, 2009, fasc. 3, 57.

L’installazione di un prefabbricato in via permanente comporta una trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e necessita del previo atto concessorio ai sensi dell’art. 1 L. 28 gennaio 1977, n. 10, in assenza del quale risultano applicabili le sanzioni di cui all’art. 7 L. 28 febbraio 1985, n. 47” C. Stato, sez. II, 10 luglio 1996, parere n. 2074/94, Min. II pp., in Cons. Stato, 1997, I, 1504.

Occorre concessione edilizia per la realizzazione di una tettoia prefabbricata, allorché risulti che essa abbia rilevanti dimensioni (nella specie, metri tredici virgola dieci per otto virgola quaranta in pianta) ed abbia una funzione di carattere non transitorio (nella specie, la tettoia era destinata all’esercizio della ristorazione estiva” T.a.r. Emilia-Romagna, sez. II, 27 febbraio 2001, n. 178, in Giust. amm., 2001, 1062.

È configurabile il reato di costruzione edilizia abusiva nell’ipotesi di prefabbricato, sia pure montato su ruote e non incorporato al suolo, avente una destinazione duratura per soddisfare esigenze abitative dell’imputato (fattispecie relativa a carrozzone adibito a deposito mobili)” Cass. pen., sez. III, 13 ottobre 1982, n. 9116, Beghello, in Riv. pen., 1983, 610.

L’obbligo della licenza edilizia può escludersi soltanto quando il manufatto prefabbricato su ruote sia destinato a sopperire a necessità meramente contingenti e transitorie, per essere subito dopo rimosso e trasferito altrove (nella specie: trattavasi di casa mobile sistemata su telaio poggiante su ruote gommate bilanciate da supporti di ferro, non allacciata alle reti della distribuzione della corrente elettrica e dell’acqua potabile”. Cass. pen., 12 gennaio 1979, in Giust. pen., 1979, II, 689.

  

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

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