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Lo sai che? Il cane del vicino abbaia tutta la notte? Ecco cosa fare

Lo sai che? Pubblicato il 13 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 ottobre 2017

Il mio vicino di casa ha un cane che la notte abbaia disturbando la mia quiete e riposo. Non sono sicuro se l’animale viene abbandonato o il proprietario è presente. Questa notte ho provato a bussare all’abitazione ma non ho ottenuto risposta. Cosa posso fare?

Se il lettore abita in condominio può verificare se nel regolamento sia presente una norma (come di solito accade) che obbliga i proprietari a evitare che gli animali causino disturbo al riposo e, comunque, alla tranquillità delle occupazioni quotidiane. In tal caso potrà sollecitare l’amministratore di condominio ad intervenire per richiamare il condomino al rispetto della norma di regolamento (talora queste norme prevedono anche la possibilità, in caso di accertata violazione, di irrogare, da parte dell’amministratore del condominio, sanzioni ai trasgressori).

Se invece il lettore non abitasse in un condominio o, se pur abitandovi, non vi fosse una norma di regolamento relativa alle modalità di sorveglianza e custodia degli animali, lo stesso potrà comunque direttamente pretendere dal suo vicino il rispetto del riposo e della tranquillità delle occupazioni quotidiane (sulla base della norma dell’articolo 844 del codice civile che vieta le immissioni, comprese quelle che derivano da animali, che superino la normale tollerabilità).

Il consiglio pratico, quindi, qualora il lettore non abiti in condominio o non vi fosse una norma di regolamento applicabile ai rumori provocati da animali, è quello innanzitutto di contattare personalmente il proprietario dell’animale per chiedere che sorvegli l’animale e faccia ciò che è necessario perché l’animale non disturbi il suo riposo notturno (o, comunque, la ordinarietà delle sue occupazioni quotidiane).

Se la questione non si dovesse risolvere, sarà opportuno inviare una diffida per raccomandata a.r. (anche a mezzo di legale) invitando, sotto pena di azioni giudiziarie, a fare tutto quello che è necessario affinché il cane non disturbi nuovamente il riposo in ore notturne (e contestando la già avvenuta mancata sorveglianza dell’animale in occasione dell’episodio descritto dal lettore nella richiesta di consulenza a cui si sta fornendo la presente risposta).

Se non bastasse nemmeno questo e gli episodi di disturbo dovessero ripetersi, non resterebbe altro da fare che agire in giudizio per chiedere che, dimostrato al giudice il disturbo provocato dall’animale (a mezzo testimoni), siano adottate tutte le misure più utili ad evitare il ripetersi di simili fatti (nel giudizio potrebbe anche essere chiesto un risarcimento del danno, anch’esso da dimostrare, qualora il disturbo si sia ripetuto più volte e abbia generato stress e problemi di salute).

Infine, si precisa che il disturbo provocato dai guaiti di un cane potrebbe anche integrare gli estremi di un reato, ma solo qualora il disturbo interessi un numero indeterminato di persone (il reato sarebbe quello previsto dall’articolo 659 del codice penale e cioè “disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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