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Se non c’è l’assicurazione vita sul mutuo

14 ottobre 2017


Se non c’è l’assicurazione vita sul mutuo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 ottobre 2017



Io e mio marito siamo sposati  in separazione dei beni, proprietari al 50% di un appartamento. Premetto che io, in separazione di beni, sono proprietaria di altri beni immobili.  Qualche anno fa abbiamo stipulato un mutuo sull’appartamento in oggetto, non di residenza del nucleo familiare, intestato a mio marito e che, causa crisi economica, abbiamo rinegoziato tre anni dopo, sottoscrivendolo quale garante anche io.  Lo scorso anno mio marito è venuto a mancare e verificando la posizione debitoria del mutuo, vedo che era stata stipulata una polizza vita per il primo atto di mutuo e solo per 5 anni, mentre al momento della rinegoziazione mi ritrovo una polizza infortuni c/terzi e non una polizza vita. Non essendo stata sempre presente all’atto della negoziazione del secondo mutuo chiedo alla banca chiarimenti e mi rispondono che potevano proporre la polizza vita ma non era mio marito obbligato ad accettarla. Però la polizza infortuni di terzi c’è.
Oggi mi ritrovo, quale garante, un mutuo consistente a mio carico e la banca verbalmente propone l’assicurazione, ma non ha nulla di sottoscritto in merito al rifiuto di stipula da parte di mio marito. Posso addebitare alla banca la responsabilità della mancata stipula della assicurazione vita?

L’art. 1813 del codice civile stabilisce che il mutuo è un contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie o qualità. Il mutuo è un prodotto di credito al consumo che prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un tasso di interesse fisso e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti, è un contratto concluso direttamente tra l’Istituto finanziatore e il richiedente, che sono pertanto gli unici soggetti interessati.

Il mutuo viene normalmente concesso dalle banche e dalle società finanziarie specializzate. La concessione può essere subordinata alla presentazione di garanzie reali (ovvero diritti di pegno o ipoteca su beni di proprietà del richiedente).

Può accadere inoltre che in alcuni casi, allo scopo di limitare il rischio di insolvenza, gli Istituti finanziatori sottopongano al richiedente un contratto che prevede una coobligazione.

Si tratta della forma di garanzia più diffusa che prevede la firma di un coobbligato o di un terzo fideiussore, che si faccia garante del buon esito dell’operazione: una richiesta piuttosto comune, in presenza di condizioni particolari.

Il coobbligato, quale garante, non risponde all’obbligazione contratta in via diretta ma in via subordinata, ossia nell’eventualità che il debitore principale sia inadempiente.

All’atto di stipulare un mutuo, sono sempre più le banche che richiedono necessariamente un’assicurazione sul mutuo, al fine di avere un’ulteriore garanzia per il prestito da rilasciare. Naturalmente, il peso di questa assicurazione varia a seconda dell’entità dell’importo richiesto, così come vi sono alcune eventuali clausole da stabilire, o comunque da tener conto, che possono pesare molto sull’importo finale dei costi.

L’assicurazione sul mutuo si pone come una garanzia che va a rafforzare la propria validità di contraente davanti alla banca che si assicura, in caso di determinati eventi, che l’assicurazione continuerà a pagare ai beneficiari designati quanto dovuto a titolo di mutuo, in modo da mettersi al riparo dagli imprevisti della vita. In altre parole, l’assicurazione sul mutuo è il modo per proteggere il pagamento del mutuo dagli imprevisti che possono capitare nella vita come perdita di impiego, ricovero ospedaliero, decesso, invalidità permanente ecc.

Per quanto riguarda l’Italia, la legge prevede al momento l’obbligatorietà di stipulare solo la polizza contro incendio e scoppio mentre non vi è alcun obbligo di legge sulla polizza vita – l’assicurazione mutuo non è obbligatoria. Tuttavia, ogni singolo ente bancario può assoggettare l’erogazione del mutuo alla stipula di un contratto assicurativo sulla vita e in quel caso la banca deve proporre al mutuatario almeno altri due preventivi di altre Compagnie, salvo il fatto di dover accettare incondizionatamente un’analoga copertura da parte del cliente qualora ne fosse già in possesso.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente, stante la non obbligatorietà, non sussistono i presupposti di addebito di responsabilità alla banca per mancata sottoscrizione della polizza di assicurazione vita.

La giurisprudenza conferma quanto detto.

Il comportamento della banca mutuante, beneficiaria di un’assicurazione sulla vita del mutuatario, che alla morte di questo non avvisi dell’esistenza della polizza gli eredi, della stessa ignari, integra un comportamento contrario a buona fede, considerata la specifica professionalità della banca e, conseguentemente, il rigore con cui si debbono valutare i comportamenti della stessa con riguardo all’applicazione dei principi generali ex artt. 1175, 1176, 1375 c.c. In un mutuo con annessa assicurazione sulla vita del mutuatario, gli eredi del medesimo hanno diritto all’integrale restituzione delle somme da essi pagate nel periodo intercorrente tra il verificarsi dell’evento assicurato e l’effettiva erogazione dell’indennizzo da parte dell’assicurazione.” Corte di Cassazione, sentenza n. 4753, 11 giugno 2015.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

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