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Lo sai che? Contratto di franchising: cosa fare se il franchisor è inadempiente?

Lo sai che? Pubblicato il 14 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 ottobre 2017

Lo scorso anno ho firmato un contratto per aderire ad un franchising postale, dove è scritto che, dietro un mio pagamento avvenuto nella stessa data della firma, devono fornirmi il software con il quale lavorare ed in più il materiale (come pc con stampante, lettore barcode, insegna, brochure informative ecc.).  Ad oggi, io ho solo ricevuto le bilance e la stampante termica, ma del pc, lettore barcode, insegna, brochure, programma per lavorare ancora nulla. Tutto materiale essenziale per poter io aprire l’attività e lavorare.
Ai miei solleciti mi rispondono: “La settimana prossima arriva tutto” ma ancora oggi non ho ricevuto il materiale. Posso sollecitare, avvalendomi di leggi in mia difesa che possono portare anche ad una risoluzione del contratto, oppure dato che ho firmato questo contratto non posso più fare nulla?

Il contratto di franchising è un contratto atipico (di derivazione americana) a prestazioni corrispettive di durata, con cui il franchisor (concedente o affiliante) concede ad altro imprenditore (franchisee o affiliato), il diritto di vendere i propri prodotti previa utilizzazione del marchio del franchisor nonché dei suoi segni distintivi ovvero di un brevetto di invenzione, del know-how e della sua assistenza dietro stipulazione di un contratto, versando una somma fissa periodica (front fee o entry fee ovvero somma minima) con cui l’imprenditore entra nella catena e pagando un canone ulteriore che dovrà essere proporzionale al volume d’affari (royalty).

Con la stipulazione del contratto si creano particolari obblighi a carico di entrambi gli imprenditori.

Gli obblighi del franchisor, o concedente, consistono in:

  • – trasferire al franchisee, o affiliato, la licenza per l’utilizzazione della propria formula commerciale, comprensiva del diritto di sfruttamento del know-how e dei segni distintivi del franchisor;
  • impegno per il franchisor ad addestrare e mettere a disposizione del franchisee il personale adatto da impiegare presso l’impresa di quest’ultimo;
  • – obbligo di assistenza nei confronti del franchisee;
  • – obbligo di fornire il materiale per lo svolgimento dell’attività.

Gli obblighi del franchisee o affiliato sono:

  • – obbligo di adeguamento agli standard di qualità del franchisor;
  • – obbligo di segretezza;
  • – obbligo alla corresponsione dei canoni;
  • – obbligo di utilizzare i segni distintivi del franchisor nei limiti della licenza concessa nel contratto di franchising.

La mancata consegna, da parte del franchisor, o concedente, del materiale necessario allo svolgimento dell’attività consiste in un chiaro inadempimento.

L’art. 1453 del codice civile, al primo comma, statuisce che “Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno.

Pertanto, entrando nello specifico, per vedere riconosciuti i suoi diritti, il lettore potrà alternativamente procedere a:

  • 1) diffida ad adempiere – mediante l’intimazione, con lettera raccomandata A/R o posta certificata, alla parte inadempiente di onorare i propri obblighi entro il termine fissato, non inferiore a 15 giorni, avvertendo che, in mancanza, il contratto preliminare si riterrà risolto.
  • 2) Risoluzione del contratto – mediante lo scioglimento, richiesto giudizialmente presso il tribunale del luogo in cui doveva essere effettuata l’obbligazione, con l’azione di risoluzione del contratto preliminare per inadempimento di parte venditrice.

In entrambi i casi potrà richiedere alla parte inadempiente il risarcimento per i danni subiti.

La giurisprudenza conferma quanto detto.

La parte adempiente che chiede la risoluzione del contratto preliminare di compravendita per inadempimento del promittente venditore ha diritto sia alla restituzione della somma pagata in conto prezzo, in virtù dell’efficacia retroattiva della risoluzione, sia al risarcimento del danno, comprensivo anche del pregiudizio costituito dal deprezzamento della somma pagata, con la conseguenza che tale somma, pur essendo oggetto di una obbligazione pecuniaria, avendo per oggetto il prezzo corrisposto alla parte adempiente, deve essere restituita con la rivalutazione monetaria perché solo in tal modo quest’ultima parte è reintegrata nella posizione in cui era al momento della conclusione del contratto”. Corte di Cassazione, sez. III, sentenza n. 9091 del 13 maggio 2004.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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