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Divorziata e disoccupata: niente assegno di mantenimento

21 Set 2017


Divorziata e disoccupata: niente assegno di mantenimento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Set 2017



Non ha diritto all’assegno di divorzio l’ex moglie disoccupata se non dimostra di non poter lavorare per cause di salute o di aver cercato un’occupazione.

Dopo la storica sentenza della Cassazione dello scorso 10 maggio 2017 [1] che ha riscritto le regole sull’assegno di mantenimento della coppia divorziata, è ora la donna a dover dimostrare – se vuole essere mantenuta – di avere diritto all’assegno. E affinché tale diritto possa essere rivendicato è necessario provare non solo di avere un reddito più basso dell’ex marito o di essere disoccupata, ma anche che tale stato di incapacità economica è «incolpevole». Che significa? Che solo alla donna inabile al lavoro per ragioni di salute o che si è data animo di cercare un’occupazione, e ciò nonostante non c’è riuscita, può essere riconosciuto l’assegno di divorzio. A tutte le altre donne, benché senza lavoro, non spetta un bel niente. A dirlo è l’ennesimo tribunale (questa volta quello di Avellino [2]) che si conforma al nuovo indirizzo giurisprudenziale varato qualche mese fa dalla Suprema Corte.

Insomma, benché divorziata e disoccupata, alla donna non spetta più l’assegno di mantenimento (o meglio, quello di divorzio).

Sembra sentire dire a tutti i giudici «Che la donna vada a lavorare se può». Ma se non può, o non ci riesce per ragioni oggettive – ossia dopo aver dimostrato di essersi fatta parte diligente nella ricerca di un posto – allora il marito deve mettere mani al portafogli. In quest’ultimo caso, ci sono altre buone notizie per l’uomo: anche per quanto riguarda la misura dell’assegno le regole sono cambiate. Il mantenimento non serve più a garantire lo stesso tenore di vita che aveva la donna durante l’unione (circostanza che portava a una sostanziale equiparazione tra i due redditi degli ex coniugi), ma solo l’autosufficienza, ossia la possibilità di procurarsi mezzi adeguati per la sussistenza. Il che significa che ben potrebbe esserci una sostanziale differenza tra quanto guadagna l’uomo e quanto la donna percepisce a titolo di assegno divorzile.

Anche la moglie disoccupata può perdere il diritto al mantenimento

Qual è l’importanza della sentenza in commento? Cerchiamo di comprenderlo in modo ancora più chiaro.

Abbiamo innanzitutto detto che l’assegno di mantenimento all’ex moglie segue nuove regole, regole che possono essere così riassunte:

L’ex moglie va mantenuta o meno dopo il divorzio?

Bisogna vedere se la donna è già in grado di mantenersi da sola e di guadagnare quel tanto che basta per rendersi indipendente economicamente. Quanto deve guadagnare per potersi dire autonoma? Secondo il tribunale di Milano, circa mille euro al mese. Con un reddito simile, non si ha diritto all’assegno dall’ex marito.

Se il reddito della moglie è inferiore al necessario per vivere, non è detto che le spetti in automatico il mantenimento. L’assegno di divorzio, infatti, scatta solo se la sua “incapacità economica” non dipende da lei ossia da sua inerzia. Pertanto, la donna ormai anziana e tagliata fuori dal mercato del lavoro (magari per aver sempre svolto lavori di casalinga) o inabile per delle impossibilità fisiche, non essendo colpevole della sua indigenza, va mantenuta.

Discorso diverso invece per la donna disoccupata: questa deve riuscire a dimostrare di aver cercato un posto di lavoro e di non esserci riuscita. Iscrizione al collocamento, invio di c.v. e anche altri indizi possono essere sufficienti non essendo necessaria una prova rigorosa (in gergo tecnico si dice che bastano delle «presunzioni»). Se l’ex moglie non riesce a fornire tale prova, anche se senza lavoro, non ha diritto al mantenimento.

Quindi, cosa deve fare la donna per avere il mantenimento? Dimostrare innanzitutto di non avere un reddito sufficiente a mantenersi; in secondo luogo di aver fatto di tutto per trovare un impiego o di non avere le condizioni fisiche per poter farsi assumere.

Giudici d’accordo: la donna divorziata deve andare a lavorare

A quanto ammonta il mantenimento?

Una volta stabilito che l’ex moglie ha diritto all’assegno di divorzio, bisogna quantificare l’ammontare di questo. Lo scopo dell’assegno è garantire non più la parità dei redditi tra gli ex coniugi, ma solo l’autosufficienza economica da parte di quello più “debole”, a prescindere dal reddito dell’ex marito. Il quale, anche qualora sia molto ricco, sarà ora tenuto a versare lo stretto indispensabile per garantire la sopravvivenza della donna (sempre ammesso che ne abbia diritto). Questo significa che se l’ex ha un part time di poche centinaia di euro, l’assegno di divorzio sarà più basso rispetto a quello dovuto a una che non guadagna.


note

[1] Cass. sent. n. 11504/17 del 10.05.2017.

[2] Trib. Avellino, sent. n. 1227/17 del 21.06.2017.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. E se lei ¡il giorno del divorzio presenta lettera di licenziamento al giudice …mentre una settimana fa lavorava come dovrebbe comportarsi il giudice?dato che sono separato e a giorni dovremo presentarci davanti al presidente…e che sono senza figli e do pure mantenimento?

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