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Come recuperare buoni postali smarriti

22 Settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Settembre 2017



Una guida per chiarire cosa siano i buoni fruttiferi postali e sui passi da compiere nel caso di loro smarrimento.

Nel caso in cui un buono postale venga smarrito dal suo titolare, è possibile ottenerne un duplicato attraverso l’apposita procedura di ammortamento.

Cosa sono i buoni fruttiferi postali

Per sapere come recuperare buoni postali smarriti è utile, innanzitutto, sapere cosa effettivamente siano i buoni postali fruttiferi. Essi sono in sostanza prodotti finanziari nominativi (emessi cioè a vantaggio di un soggetto individuato nominativamente) che possono essere rilasciati sia in forma cartacea che in forma dematerializzata cioè di semplice registrazione contabile. L’intestatario può essere solo una persona fisica e, nel caso di contestazione, non più di quattro. Nel caso di contestazione, è possibile prevedere la facoltà di rimborso disgiunto per ciascun intestatario. Ad emettere i buoni è la Cassa depositi e prestiti che li colloca attraverso la rete rappresentata dagli sportelli di Poste italiane: per essi è previsto l’obbligo del rimborso con l’assistenza della garanzia dello Stato. La durata dei buoni postali fruttiferi è pari a venti anni dalla data di sottoscrizione ed alla scadenza essi vengono liquidati per il capitale e gli interessi. Per ogni emissione, i tassi d’interesse nominali annui lordi son quelli riportati nelle tabelle allegate al foglio informativo e annesso regolamento (disponibile presso gli uffici postali e che va consegnato al sottoscrittore). Occorre sapere che i diritti dei titolari dei buoni postali rappresentati da documenti cartacei nominativi si prescrivono decorsi dieci anni dalla data di scadenza del titolo e che gli interessi fissi e gli altri proventi maturati sui buoni sono soggetti all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 12,50%. I buoni sono altresì soggetti ad imposta di bollo (salvo che per i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro cinquemila), mentre sono esenti da imposte di successione.

I buoni fruttiferi postali sono prodotti finanziari nominativi.

Che fare se si smarrisce un buono fruttifero postale

Nel caso in cui i buoni postali vengano smarriti  è possibile ottenerne un duplicato attraverso la cosiddetta procedura di ammortamento prevista dalla legge [1].

In sostanza la duplicazione può essere richiesta presso uno qualsiasi degli sportelli di Poste italiane compilando e sottoscrivendo la denuncia di perdita avendo cura di indicare gli estremi necessari per l’identificazione del buono e, in sintesi, le circostanze nelle quali lo smarrimento si è verificato (la denuncia agli organi di pubblica sicurezza è necessaria solamente in caso di sottrazione, cioè di furto, del buono postale e non anche nel caso di smarrimento).

La richiesta di duplicato deve essere fatta e sottoscritta:

  • dall’intestatario del buono (o da un suo procuratore);
  • nel caso di buono cointestato, da tutti quanti gli intestatari;
  • nel caso di buono intestato ad un minore, da coloro i quali esercitano la potestà genitoriale;
  • infine, nel caso di buoni postali caduti in successione, da tutti gli eredi.

Dopo la compilazione e la sottoscrizione del modello di denuncia di smarrimento, l’ufficio postale presso cui il modulo è stato compilato ed al quale esso è presentato provvederà ad affiggere nei propri locali aperti al pubblico un avviso – diffida per la durata di trenta giorni consecutivi, nel caso di buoni postali che abbiano un valore nominale inferiore a 516,46 euro, oppure per la durata di novanta giorni consecutivi nel caso di buoni dal valore nominale pari o superiore a 516,46 euro.

Trascorso tale periodo sarà possibile ottenere il duplicato del buono andato smarrito (è previsto il pagamento di euro 1,55 per il rilascio del duplicato qualunque valore esso abbia).

Se un buono viene smarrito è possibile ottenerne un duplicato

note

[1] Legge n. 948 del 30.07.1951.


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3 Commenti

  1. Salve io ho fatto tutto quanto scritto sopra.
    Ora ho un fac simile del buono perduto (92), non un vero e proprio dublicato, cioè uguale a quello perso.
    Quindi senza tabella sul retro, con il relativo timbro.
    Adesso si pone la domanda al momento della riscossione quanto mi daranno? Non sarò in grado di pretendere quanto scritto sulla tabella degli interessi.
    Che fare?

  2. Mio marito deceduto aveva un buono che scadeva in dicembre 2018 ma in casa non lo trovo come posso sapere se è stato già ritirato prima della sua morte ?

    1. I buoni postali sono strumenti di risparmio che garantiscono sempre la restituzione del capitale versato, maggiorato degli interessi eventualmente maturati. A differenza di molti altri strumenti finanziari, i buoni fruttiferi postali (Bfp) sono un’esclusiva delle Poste Italiane. Si tratta di titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. I buoni postali, pertanto, sono garantiti direttamente dallo Stato e vengono collocati presso gli uffici delle Poste Italiane. I buoni postali sono strumenti finanziari equiparabili ai Buoni del Tesoro ma, a differenza di questi ultimi, la cui oscillazione sul mercato può comportare dei rischi per l’investitore, sono sicuri perché sono sempre rimborsati al loro valore nominale: in altre parole, il capitale versato viene sempre restituito. Il buono postale rientra pacificamente tra i rapporti giuridici patrimoniali del titolare; pertanto, alla sua morte, esso cade in successione così come tutti gli altri suoi beni. Le persone interessate al rimborso del titolo dovranno presentare il certificato di morte del defunto e compilare tutti documenti inerenti all’apertura della successione. Nel caso di più intestatari, i superstiti dovranno convocare gli eventuali eredi, i quali, come detto, subentrano nei diritti nel deceduto. I moduli da sottoscrivere saranno somministrati dal responsabile dell’ufficio postale chiamato ad effettuare il rimborso. Gli eredi dovranno dimostrare la propria qualità presentando il testamento o, in assenza, certificazione che comprovi la loro parentela con il defunto. Ad ogni modo, ai fini della presentazione dell’atto notorio, le poste italiane, dispongono di appositi modelli prestampati. V’è da dire che la pratica difficilmente verrà sbrigata in pochi giorni: normalmente si tratta di un’attesa di almeno due o tre settimane.Per avere un’idea di ciò che gli eredi dovranno presentare agli uffici postali, si riporta la documentazione normalmente richiesta in questi casi. Occorre innanzitutto l’estratto dell’atto di morte del defunto titolare dei buoni, dal quale risultino le generalità della persona deceduta, la data e il luogo dove è avvenuto il decesso, il suo ultimo domicilio o residenza e il nominativo del coniuge (ove vi sia). Serve poi un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che indichi tutti gli eredi legittimi e le loro generalità. Se la successione è testamentaria, invece, occorrerà munirsi del verbale di pubblicazione del testamento olografo o del testamento segreto in copia conforme all’originale o, nel caso di testamento pubblico, copia conforme all’originale dell’atto pubblico. Serviranno poi i documenti (carta d’identità e codice fiscale) di tutti gli aventi diritto.

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