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Assegno senza provvista: come rimediare

28 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 ottobre 2017



Assegno senza provvista: termini e modalità per evitare la sanzioni e la segnalazione.

L’assegno senza provvista è quello emesso senza copertura sufficiente al pagamento dello stesso, nel momento in cui viene presentato all’incasso (entro il termine di 8 giorni, se pagabile nello stesso comune in cui fu emesso, o di 15 giorni, se pagabile in altro comune, dalla data cartolare di emissione).

L’emissione di assegni senza provvista comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e l’iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria (CAI).

È tuttavia possibile evitare tanto le sanzioni quanto la segnalazione come cattivo pagatore, pagando l’assegno entro sessanta giorni e dandone prova, nello stesso termine.

In particolare, la legge consente il pagamento dell’assegno dopo la scadenza del termine di presentazione (c.d. pagamento tardivo), il quale può essere eseguito o nelle mani del portatore del titolo o nelle mani del pubblico ufficiale che ha elevato il protesto (o ha reso la constatazione equivalente), o presso lo stabilimento della banca trattaria mediante un deposito infruttifero vincolato al portatore del titolo.

In tali casi, la sanzione amministrativa non si applica se il traente:

1) effettua il pagamento dell’importo facciale dell’assegno, degli interessi, della penale e delle eventuali spese entro 60 giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo;

2) sempre entro 60 giorni, fornisce al trattario oppure, in caso di protesto, al pubblico ufficiale che lo ha elevato, la prova dell’avvenuto pagamento mediante quietanza del portatore del titolo con firma autenticata ovvero, in caso di pagamento a mezzo di deposito vincolato, mediante relativa attestazione della banca comprovante il versamento dell’importo dovuto.

Il pagamento nei termini e nei modi sopra evidenziati consente di evitare sia l’avvio del procedimento amministrativo sanzionatorio di competenza del Prefetto sia l’iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria.

Prova del pagamento dell’assegno senza provvista

La Cassazione ha chiarito più volte, anche recentemente [1], che la prova del pagamento entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione dell’assegno, non ammette equipollenti e, al fine di evitare accordi fraudolenti tra i soggetti privati dell’obbligazione cartolare, esige la certezza della data del pagamento.

Per garantire la certezza della data, la prova del pagamento deve essere fornita al pubblico ufficiale tenuto alla presentazione del rapporto mediante quietanza a firma autenticata del portatore oppure mediante attestazione dell’istituto di credito presso il quale è stato effettuato il deposito vincolato dell’importo dovuto.

note

[1] Cass. sent. n. 16363/2017.


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