HOME Articoli

Lo sai che? Fitto d’azienda: che fare se l’affittuario non se ne va

Lo sai che? Pubblicato il 14 ottobre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 14 ottobre 2017

Sono proprietario di un’attività commerciale (bar). Ho il contratto di locazione per l’immobile, ho affittato la suddetta con regolare contratto di “fitto d’azienda”. Per morosità, circa un anno addietro, ho risolto il contratto sopracitato con il gestore dell’azienda, ma la società imputata si rifiuta di rilasciare il locale e l’attività; di fatto occupandola abusivamente. Continuo a versare i canoni locatizi al proprietario dell’immobile, per non divenire, me medesimo, moroso nei confronti della proprietà. Quando tornerò in possesso dell’attività, posso richiedere i canoni versati al proprietario dell’immobile? Nel lasso di tempo in cui l’azienda è stata occupata abusivamente, io non ho avuto il godimento del bene locato, nonostante versassi i canoni, contrariamente il proprietario dell’edificio non ha intrapreso alcuna iniziativa atta al rilascio dell’immobile o un contributo economico per tale scopo. Secondo il mio parere, il proprietario dell’immobile dovrà richiedere, alla società occupante, i danni e\o i canoni maturandi e regressi, per il possesso illegittimo. 

Per poter rispondere con più cognizione di causa, occorrerebbe avere copia del contratto di locazione sottoscritto tra il lettore e il proprietario dell’immobile. Tuttavia, da quello che si legge, si può dire che i rapporti tra la società morosa e il lettore, e tra quest’ultimo e la proprietà dell’immobile sono due obbligazioni distinte e separate. Pertanto, il proprietario dell’immobile non potrà rispondere delle condotte abusive tenute dalla società morosa, poiché quest’ultima ha avuto un rapporto contrattuale solo ed esclusivamente con il lettore. E così, il proprietario ha diritto di rivalsa solo nei confronti del lettore, senza poter eccepire nulla nei confronti della società che attualmente occupa abusivamente quell’immobile, in quanto terza ed estranea a qualsiasi rapporto con il proprietario. Tuttavia, al lettore è riconosciuta per legge la possibilità di ottenere i canoni che la società abusiva non ha pagato, fino a quando la stessa non rilascerà effettivamente l’immobile. Difatti, l’articolo 1591 del codice civile prevede che il conduttore in mora a restituire la cosa (in questo caso la società morosa) è tenuto a dare al locatore (in questo caso il lettore) il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno.

Conseguentemente, una volta che la società morosa rilascerà formalmente l’immobile (con verbale di consegna chiavi debitamente sottoscritto), il lettore potrà agire giudizialmente per ottenere il pagamento dei canoni non versati fino al giorno del rilascio, oltre l’eventuale risarcimento dei danni subiti per il mancato godimento del bene affittato. Non resta, quindi, al lettore che costringere la società morosa a rilasciare l’immobile con tutti gli strumenti che la legge riconosce al locatore (in questo caso, avendo un’ordinanza di sfratto, da quanto si deduce, potrà con l’ufficiale giudiziario riacquisire il possesso del bene); dopodiché, riottenuto l’immobile e verificati gli eventuali danni presenti al suo interno, potrà intentare una causa nei confronti dell’affittuario moroso, per ottenere sia le locazioni arretrate, che il risarcimento dei danni, sia materiali (dell’edificio), che da mancato guadagno (per l’indisponibilità del bene).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI