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Assegno accompagnamento: gli importi per il 2017

21 Febbraio 2017
Assegno accompagnamento: gli importi per il 2017

Come cambia l’assegno di accompagnamento nel 2017? Le novità negli importi adeguati al costo della vita.

Sale il costo della vita e con esso cambiano da oggi anche gli assegni di accompagnamento. L’Inps ha infatti erogato per il 2017 la somma di 533,22 euro mensili ai beneficiari di questa particolare misura prevista dal nostro ordinamento [1].

Chi può beneficiare dell’accompagnamento?

A beneficiare di tale misura sono i pensionati inabili, non autosufficienti, che hanno bisogno continuo di assistenza.

In particolare, potranno beneficiare dell’assegno coloro i quali siano in una situazione di invalidità totale e l’impossibilità di deambulare, che necessitano di un accompagnatore per compiere i più elementari gesti della vita quotidiana: si guarda in tal senso alle capacità media delle persone di pari età.

Non sono previsti limiti minimi o massimi di età, ma gli ultrasessantacinquenni e i minori possono ottenere l’indennità a condizione che essi abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni tipiche della loro età.

Non può beneficiare dell’assegno chi è già ricoverato gratuitamente in istituto di degenza o per fini riabilitativi.

Come richiedere l’assegno di accompagnamento?

L’iter è piuttosto complesso, vediamo di semplificarlo il più possibile. A giudicare la sussistenza dei requisiti è la Commissione presente presso ogni Asl. Bisognerà ottenere un certificato introduttivo dal proprio medico curante, presentarlo telematicamente all’Inps, presentarsi quindi alla visita presso la Commissione dell’Asl. Si riceverà quindi il verbale e, nel caso di riconoscimento positivo, si richiedono altri adempimenti amministrativi quali i dati fiscali e le coordinate bancarie. L’assegno verrà poi corrisposto il primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

L’assegno è soggetto ad Irpef? Va dichiarato?

L’importo è esente da Irpef e non va dichiarata nella propria dichiarazione dei redditi, poichè erogata a prescindere dal requisito reddituale personale, ciò che conta è il titolo della minorazione.

In ogni caso, però, l’indennità non è cumulabile con altri benefici di accompagnamento concessi per invalidità, ad esempio nel caso di invalidità per cause di guerre o di lavoro o di servizio; né con con l’assegno per l’assistenza personale e continuativa. Si da possibilità, comunque, di scegliere per il trattamento più favorevole.

Si può invece cumulare con gli altri trattamenti assistenziali e previdenziali, quali pensioni dirette e indirette erogate dagli enti di previdenza.

note

[1] Art. 1 della l. n. 18 del 1980


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