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News Pensione anticipata 2018, novità

News Pubblicato il 22 settembre 2017

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Blocco aumento dei requisiti, pensione anticipata Legge 104, Ape sociale rosa, pensione di vecchiaia anticipata donne: le novità 2018.

Pensione di vecchiaia con 3 anni di anticipo per le donne, pensione anticipata 4 anni prima per i beneficiari della Legge 104, sconto dei requisiti contributivi dell’Ape sociale, stop agli adeguamenti alla speranza di vita: sono solo alcune delle proposte dei sindacati (Cgil, Cisl e Uil) presentate al Governo in un documento unificato. Le possibilità di anticipare la pensione previste da questa proposta unificata sono così numerose che il documento è stato ribattezzato controriforma Fornero.

Queste proposte dovrebbero essere attuate con la Legge di bilancio 2018, ma ancora non si sa se potranno essere realizzate tutte quante ed in quale misura; molto dipenderà dalle risorse economiche a disposizione.

Ma vediamo subito le novità più rilevanti.

Blocco degli adeguamenti alla speranza di vita

La principale richiesta dei sindacati è senza dubbio lo stop agli adeguamenti alla speranza di vita. In base alla legge Fornero, nel 2019 i requisiti per ottenere la pensione dovrebbero aumentare di 4 mesi: la pensione di vecchiaia, così, potrebbe essere ottenuta a 66 anni e 11 mesi di età, la pensione anticipata a 43 anni e 2 mesi per gli uomini ed a 42 anni e 2 mesi per le donne, e dovrebbero aumentare di 4 mesi tutte le prestazioni soggette agli adeguamenti alla speranza di vita, compreso l’assegno sociale. Addirittura c’è chi parla di un adeguamento di 5 mesi, in modo da portare l’età pensionabile a 67 anni.

Con lo stop agli adeguamenti, invece, l’età pensionabile resterebbe ferma a 66 anni e 7 mesi, la pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi (41 e 10 mesi per le donne), e così tutte le prestazioni soggette agli aumenti resterebbero ferme ai requisiti attuali. Ci sarebbe dunque un anticipo, rispetto ai requisiti previsti dal 2021, di ben 7 mesi (8 e più mesi se si considerano i maggiori adeguamenti che si vorrebbero attuare).

Pensione di vecchiaia anticipata per le donne

Per le donne con figli, secondo la proposta dei sindacati, la pensione di vecchiaia dovrà essere anticipata di 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 3 anni. In alternativa, si potrà scegliere di beneficiare di una maggiorazione della pensione (si potrà aumentare il coefficiente di trasformazione, cioè la cifra che “trasforma” i contributi versati in pensione, sino a 2 anni).

Chi ha almeno 3 figli, dunque, dovrebbe potersi pensionare con 63 anni e 7 mesi di età, con un requisito molto vicino a quello attualmente valido per l’Ape, l’anticipo pensionistico.

Ape donne

Per quanto riguarda l’Ape e l’Ape sociale (quella a carico dello Stato), il requisito di età resterà fermo a 63 anni; per le donne saranno però previsti degli sconti nel requisito contributivo richiesto per l’Ape sociale, pari a 1 anno per ogni figlio sino a un massimo di 3 anni.

Le disoccupate, le invalide e le caregiver con almeno 3 figli potranno dunque ottenere l’Ape sociale con 27 anni di contributi anziché 30, mentre le addette ai lavori gravosi e rischiosi potranno ottenere la prestazione con 33 anni di contributi anziché 36. Si parla, a tal proposito, di Ape rosa, o Ape donne.

Ape sociale lavori usuranti

Per quanto riguarda gli addetti ai lavori usuranti, gravosi e rischiosi, i sindacati vorrebbero comunque ridurre i requisiti per l’Ape social a 30 anni di contributi e semplificare le procedure per certificare il possesso dei requisiti.

Inoltre, si vorrebbe eliminare il requisito secondo cui è necessario aver svolto le attività gravose per almeno 6 anni nell’ultimo settennio, richiedendo lo svolgimento delle attività per almeno 7 anni nell’ultimo decennio.

Pensione anticipata Legge 104

Si vorrebbe poi riconoscere una maggiorazione contributiva sino a 4 anni per i cosiddetti caregiver, cioè per coloro che assistono un familiare disabile.

In particolare, avrebbe diritto alla maggiorazione chi assiste:

  • un familiare sino al 2° grado, convivente, portatore di handicap grave ai sensi della Legge 104;
  • il coniuge portatore di handicap grave;
  • l’unito civilmente portatore di handicap grave.

La maggiorazione dei contributi sarebbe pari a 1 anno ogni 5 anni di assistenza. In pratica, chi ha assistito un familiare disabile per 20 anni avrà diritto ad ottenere la pensione anticipata con 38 anni e 10 mesi di contributi effettivi, se uomo, o con 37 anni e 10 mesi di contributi, se donna.

Per la pensione di vecchiaia e per l’Ape basterebbero 16 anni di contributi effettivi.

Pensione giovani

Per quanto riguarda i lavoratori giovani, la cui pensione si dovrebbe calcolare col sistema interamente contributivo, molto penalizzante, sono previsti:

  • una maggiorazione della pensione, attuabile con la cumulabilità della prestazione sino al 60% con l’assegno sociale;
  • la riduzione della soglia limite che consente l’accesso alla pensione di vecchiaia contributiva a 66 anni e 7 mesi di età;
  • la riduzione della soglia limite che consente l’accesso alla pensione anticipata contributiva a 63 anni e 7 mesi di età.

Grazie a queste nuove disposizioni i giovani avrebbero non solo una pensione minima più alta, ma gli sarebbe garantita la possibilità di pensionarsi anche con un trattamento basso, senza dover attendere i 70 anni e 7 mesi di età.

Proroga Opzione donna

L’opzione donna, che consente di pensionarsi con 57 anni e 7 mesi di età (58 anni e 7 mesi per le lavoratrici autonome) e 35 anni di contributi, dovrebbe essere prorogata in quanto vi sono risorse economiche residue, realizzate dal risparmio di spesa (il trattamento viene difatti ricalcolato col sistema contributivo).

Al momento si può pensionare solo chi ha maturato il requisito di età entro il 31 luglio 2016 e il requisito contributivo entro il 31 dicembre 2015.

Proroga ottava salvaguardia

Infine, si vorrebbe prorogare anche l’ultima salvaguardia degli esodati, a favore di chi maturerà la decorrenza della pensione dopo il 6 gennaio 2019.

Ricordiamo che la salvaguardia consente di pensionarsi con i requisiti precedenti alla legge Fornero, ma con l’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita e delle vecchie finestre (il periodo di attesa tra la maturazione dei requisiti della pensione e la sua decorrenza).


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