Un robot per scoprire gli evasori fiscali

22 Settembre 2017
Un robot per scoprire gli evasori fiscali

Un codice matematico in grado di elaborare, in pochi secondi, migliaia di dichiarazioni dei redditi e verificare il rischio evasione.

Intelligenza artificiale: è questa la nuova frontiera per combattere l’evasione fiscale. A poter stanare chi non paga le tasse sarà un sofisticatissimo software: un algoritmo di computer capace di duplicare, e tracciare con codici predefiniti, l’enorme creatività dei contribuenti sì da svelarne gli obiettivi finali in modo quasi istantaneo. Tutto questo è realtà già negli Usa dove le autorità federali – in questo caso l’IRS (l’Internal Revenue Service cioè l’equivalente della nostra Agenzia delle Entrate) – hanno rivelato il potente sistema di cui a breve potrebbero essere dotate: una “macchina” sul modello degli ultimi film di fantascienza in grado di svelare le manovre elusive messe in campo dalle multinazionali o dai grandi contribuenti per dribblare il fisco. Non ci sarà più bisogno di esperti, ispettori e un team di contabili, di accertamenti sull’azienda e di controllo dei documenti fiscali: procedure queste che richiedono tempo, costi, impossibilità di mettere a controllo contemporaneamente tutti i contribuenti. In più quando gli agenti del fisco arrivano all’evasore questi ha ormai nascosto i soldi e spesso è scappato. Così, a breve, ad analizzare le montagne di documenti, tracciati, dati e riannodare i molteplici flussi di denaro che scorrono tra una filiale e l’altra non saranno più gli uomini ma una intelligenza artificiale

L’algoritmo scova-grandi evasori viene programmato tenendo conto di tutte le leggi fiscali emesse: crediti, deduzioni, sanzioni, esenzioni, elusioni e agevolazioni vengono ricomprese e ridefinite in un unico codice matematico.

Spiegare come funziona lo scova-grandi evasori risulterebbe molto complesso a difficile da sintetizzare. Possiamo dire che esso cambierà la vita non solo degli agenti del fisco, ma anche quella degli evasori. L’approccio all’intelligenza artificiale non richiede prove preesistenti. L’algoritmo, infatti, si concentra automaticamente sul monitoraggio di regole e procedure avviate da una determinata entità, in cui i singoli codici sono allineati l’uno contro l’altro per accertare se possono essere utilizzati collettivamente per creare un sofisticato escamotage fiscale.

Fonte: FiscoOggi.



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1 Commento

  1. Questo è il solito modo di risolvere i problemi fiscali per essere coerenti con l’atavico sistema di non ascoltare chi
    ha passato una vita a tavolino ed ha l’intuito della migliore strada da percorrere convalidabile dall’esito incontrovertibile. Lo dico e ripeto fino alla nausea dal novembre del 2002 ma tutti fanno le orecchie del mercante perchè non si deve poter dire che un RAGIONIUERE ha indicato la strada giusta per annosi problemi. Peppinodituri.

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