Vero o Falso? La disciplina dell’attività di estetista

Vero o Falso? Pubblicato il 22 settembre 2017

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Corsi di formazione professionale regionali e regime fiscale per gli estetisti.

L’attività di estetista è regolamentata dalla legge quadro, Legge n. 1 del 1990, che ha fissato quali sono i requisiti, l’ambito di applicazione e le modalità di svolgimento di tale attività. La legge ha stabilito, inoltre, le modalità di esercizio affidando alle Regione il compito di emanare norme di programmazione relative all’esercizio dell’attività.

Il Decreto del Ministero dell’industria del commercio e dell’artigianato del 21 marzo 1994, n. 352 ha stabilito le modalità e gli adempimenti necessari al fine del conseguimento della qualifica professionale di estetista.

Secondo la legge n. 1/90 l’attività di estetista ricomprende “tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti”.

Secondo la disciplina vigente per attività di estetista si intende la pulizia ed i trattamenti del viso, i trattamenti estetici del corpo, il massaggio per scopi estetici del viso e del corpo, la depilazione, il manicure e pedicure estetico ed infine il trucco sia mediante tecniche manuali, sia con l’utilizzazione di apparecchi elettromeccanici per uso estetico ed infine con l’applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla Legge ( legge 11 ottobre 1986, n. 7131

 

I corsi di formazione professionale regionali

I corsi di formazione professionale sono programmati dalla Regione dopo aver sentito le Organizzazioni regionali dell’artigianato maggiormente rappresentative a livello nazionale e riguardano l’insegnamento teorico-pratico di materie quali la cosmetologia, la fisiologia e anatomia, nozioni di chimica e di dermatologia, massaggio estetico del corpo, estetica, trucco e visagismo, apparecchi elettromeccanici ed infine cenni di cultura generale, lingua inglese, nozioni di economia e diritto.

I corsi di qualificazione sono aperti a giovani disoccupati che abbiano assolto l’obbligo scolastico (aver frequentato almeno otto anni di scuola) e compiuto 16 anni.

Il corso è triennale con obbligo di frequenza: 2 anni di qualificazione ed uno di specializzazione. Al termine del triennio è previsto un apposito esame che si svolge presso i centri di formazione delle associazioni di categoria alla presenza di un ispettore reginale. Precisamente la legge prevede che la qualificazione professionale di estetista si possa conseguire dopo l’adempimento dell’obbligo scolastico mediante il superamento di un esame teorico-pratico che deve però essere preceduto dallo svolgimento di tre itinerari formativi alternativi tra di loro e precisamente dopo aver frequentato un apposito corso regionale di qualificazione della durata di due anni, con un minimo di 900 ore annue, seguito alternativamente: o da un corso di specializzazione della durata di un anno, oppure da un anno di inserimento presso un’impresa di estetista, anche con contratto di formazione oppure aver svolto un periodo, non inferiore a tre anni, di attività lavorativa qualificata in qualità di dipendente, a tempo pieno, presso uno studio medico specializzato o presso un’impresa di estetista, successiva allo svolgimento di un rapporto di apprendistato presso un’impresa di estetista della durata prevista dalla contrattazione collettiva di categoria, e seguita da appositi corsi regionali, di almeno 300 ore, di formazione teorica, integrativi delle cognizioni pratiche acquisite presso l’impresa di estetista.

L’attività prima delle semplificazioni previste dal legislatore, era soggetta a complessi adempimenti che, a volte ne rendevano difficile l’esercizio.

Il d.l. n. 7/2007 al fine di semplificare l’esercizio dell’attività ha stabilito che è soggetta alla sola dichiarazione di inizio attività, resa ai sensi dell’art. 19 della legge n. 241/1990, da presentare al Comune territorialmente competente. Coloro che desiderano esercitare l’attività di estetista in forma professionale devono, dopo avere ottenuto la qualifica professionale, presentare la dichiarazione di inizio attività al Comune competente per territorio; successivamente presentare presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente la dichiarazione di inizio attività ai fini iva.

Entro trenta giorni dalla data dell’effettivo inizio dell’attività, a presentare la domanda di iscrizione all’Albo delle imprese artigiane o al Registro delle imprese se non in possesso dei requisiti per le imprese artigiane.

Casi particolari che sono stati affrontati dal legislatore che ne ha stabilito anche le modalità e la disciplina sono quelli relativi alla conduzione di centri di abbronzatura, solarium, saune, Il noleggio di apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico e l’attività di ricostruzione delle unghie artificiali.

Regime fiscale forfettario e semplificato

Se l’attività, invece, è svolta in maniera professionale è necessaria l’apertura della partita iva.

Il regime forfettario può essere adottato solo da soggetti che possiedono determinati requisiti di ricavi che variano in base al tipo di attività esercitata, non hanno spese per lavoro dipendente e beni strumentali di importo non superiore ad 20.000,00 euro.

Coloro che adottano tale regime devono solo numerare e conservare le fatture di acquisto e bolle doganali, Certificare i corrispettivi ed indicare nella fattura di tutti i dati previsti dall’ art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.

Non devono esporre nella fattura l’ Iva, in quanto operazione non soggetta ad IVA ed indicare nella stessa della seguente dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”.

Regime contabile semplificato per cassa

Il regime contabile semplificato o regime contabile delle imprese minori, può essere adottato dalle persone fisiche che esercitano attività in forma di ditta individuale e che non hanno i requisiti per accedere al regime forfettario o che non vogliono aderirvi.

Affinché tali soggetti possano fruire del regime contabile semplificato per le imprese minori è necessario che nell’anno precedente abbiano avuto:

  • – ricavi non superiori a € 400.000,00 nel caso di attività di prestazioni di servizi;
  • – ricavi non superiori a € 700.000,00 nel caso di altre attività.

Per questi soggetti sono obbligatori i seguenti registri:

  • registro iva degli acquisti ( dove annotare tutte le fatture di acquisto pervenute di cui all’ art. 25 del d.p.r. 26 ottobre 1972 n. 633 );
  • registro iva delle vendita ( dove annotare tutte le fatture emesse di cui all’ art. 23 del d.p.r. 26 ottobre 1972 n. 633);
  • registro dei corrispettivi nonché tutti gli oneri deducibili ai fini delle imposte sui redditi anche se fuori dal campo di applicazione dell’ iva ai sensi del d.p.r. 633;
  • registro cespiti ammortizzabili di cui all’ art. 16 del d.p.r. 29.9.1973 n. 600.

Fac simile fattura per i soggetti che rientrano nel regime dei minimi

I soggetti che non rientrano devono emettere regolare fattura con indicazione dell’imponibile e dell’ iva,

Nome e cognome Professionista

Indirizzo

CF

P.IVA

dati cliente

Nome e cognome

Indirizzo

CF

P.IVA

Fattura n° ……..del ………..

Descrizione prestazione ………..

Imponibile prestazione € 1.000,00

Contributo INPS 4% ex. Art. 2 c. 26 L. 335/95 € 40,00

Totale fattura € 1.040,00

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario.

1) Il compenso non è soggetto a ritenute d’acconto ai sensi della legge 190 del 23 Dicembre 2014 art. 1 comma 67.

2) Imposta di bollo assolta sull’originale (solo se la fattura supera 77,47 euro).

—-

dott. Giovanni Greco e dott.ssa Irene Tosto

via G. Simili n. 63

95129 Catania (CT)

note

Legge n. 1 del 1990

Art. 21 del D.P.R. n. 633/1972;

Art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014

Decreto-legge n. 7 del 2007


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