Professionisti Omaggi e spese di rappresentanza

Professionisti Pubblicato il 22 settembre 2017

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Che differenza c’è tra omaggi e spese di rappresentanza. La disciplina fiscale.

Gli omaggi sono delle cessioni di beni e servizi a titolo gratuito da parte di un’impresa.

Le spese di rappresentanza invece sono delle spese effettuate con finalità promozionale o di pubbliche relazioni che hanno l’obiettivo di generare potenziali benefici economici, anche futuri, per l’impresa.

Caratteristica comune ad entrambe le spese è “la ragionevolezza” in quanto la spesa per omaggi o per spese di rappresentanza deve essere sempre di importo ragionevole e può essere effettuata sia nei confronti di clienti che di dipendenti dell’impresa.

Diverso è il trattamento fiscale e gli effetti in quanto variano a seconda se gli omaggi o le spese di rappresentanza rientrano o non rientrano nell’attività dell’ impresa.

Nel caso di omaggi a clienti di beni che fanno parte dell’attività dell’impresa e che vengono commercializzati dalla stessa.

Se il costo dei beni è di valore unitario inferiore ad € 50,00 è integralmente deducibile ai fini delle imposte sui redditi mentre se supera tale importo segue la disciplina delle spese di rappresentanza.

Ai fini dell’ imposta sul valore aggiunto invece il costo di acquisto dei beni di valore inferiore ad € 50,00 è sempre detraibile e se colui che effettua la cessione gratuita del bene, richiede il pagamento dell’ iva deve emettere il documento di trasporto e la successiva fattura o in alternativa la fattura accompagnatoria (si deve comportare come una normale cessione di beni).

Se invece colui che effettua l’omaggio regala il bene ma non richiede il pagamento dell’iva (è il caso che avviene nella maggioranza dei casi), deve emettere una autofattura mensile o per singola cessione con il documento di trasporto oppure alternativamente emettere una fattura immediata.

Tale autofattura con l’indicazione del valore normale dei beni, dell’aliquota, della dicitura che si tratta di “autofattura per omaggi” dovrà essere numerata, annotata nel registro delle fatture emesse e confluire nel volume d’affari iva.

In alternativa all’autofattura si potrà annotare il valore globale del valore normale delle cessioni gratuite effettuate in ciascun giorno al fine di far confluire l’Iva nelle liquidazioni periodiche.

Nel caso di omaggi a clienti di beni che non fanno parte dell’attività dell’impresa, ai fini delle imposte dirette il costo dei beni di valore unitario inferiore ad € 50,00 è integralmente deducibile mentre se supera tale importo deve seguire la disciplina delle spese di rappresentanza di cui sopra.Allo stesso modo l’iva solo se inferiore ad € 50,00 è detraibile mentre è indetraibile se il costo supera tale importo.

Nel caso di omaggi di beni ai dipendenti, il costo per l’acquisto di tali beni ai fini Irpef viene classificato nella voce “spese per prestazioni di lavoro dipendente” e non viene tassato in capo allo stesso soltanto se di importo inferiore ad € 258,23 per periodo di imposta.

Viene invece tassato quale fringe benefits solo nel caso in cui i beni superano l’importo di € 258,23 per periodo di imposta.

Nel caso di omaggi di beni ai dipendenti se ai fini iva rientrano nell’attività dell’impresa si devono applicare le regole che valgono per i beni che sono oggetto dell’attività dell’ impresa mentre se non lo rientrano l’Iva è indetraibile e si può anche non emettere fattura essendo tale documento irrilevante ai fini Iva.

Infine nel caso di omaggi effettuati da professionisti, ai fini delle imposte dirette ed a prescindere dal valore unitario, sono considerati deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta mentre ai fini dell’ imposta sul valore aggiunto costituiscono cessioni imponibili se di costo unitario inferiore ad euro 50,00 con conseguenti obblighi di fatturazione e registrazione degli stessi.

Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di non procedere alla detrazione dell’Iva sull’acquisto dei beni e rendere irrilevante la successiva cessione.

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dott. Giovanni Greco e dott.ssa Irene Tosto

via G. Simili n. 63

95129 Catania (CT)

note

Articolo 108 c. 2 D.P.R. 22.12.1986 n. 917

Articolo 18 D.P.R. 633/1972;

Decreto Legislativo n°147 del 14 settembre 2015

Art.95, comma 1, D.P.R. 22.12.1986 n. 917


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