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Kraft all’attacco: acquisizione di Unilever?

18 Febbraio 2017
Kraft all’attacco: acquisizione di Unilever?

Il colosso delle salse punta ad ampliare il suo mercato. Seconda offerta per Unilever, che però non ci sta.

C’è già chi parla dell’acquisizione del secolo, a buona ragione. Il colosso Kraft Heinz ha presentato un’offerta di fusione alla Unilever per ben 143miliardi, quasi raddoppiando l’offerta iniziale.

Prima offerta respinta

La Kraft ci aveva già provato qualche tempo fa, con una prima offerta di 85 miliardi di dollari, ma si rivelò un buco nell’acqua, o, più probabilmente, si trattava di un modo per sondare il terreno in fase di trattativa. Trattativa che, infatti, va avanti. «Continuiamo a lavorare per raggiungere un accordo sui termini di una transazione» ha dichiarato al London Stock Exchange il rappresentante del gruppo alimentare americano.

La seconda offerta e la reazione di Unilever: sottovaluta il gruppo

La risposta della Unilever alla seconda offerta, tuttavia, non è tardata ad arrivare, affermando con toni duri che la proposta di Kraft Heinz sottovaluta il gruppo. Si tratta infatti di una proposta di acquisto da 50 dollari ad azione, con un premio del 18% rispetto alla chiusura del titolo al 16 febbraio. A conti fatti, quindi, una proposta da 143miliardi di dollari.

Stando alle comunicazioni reciproche, dunque, non sembrerebbe ancora si tratti di un’offerta ufficiale, che Kraft potrebbe però presentare fino al 17 marzo, secondo quanto stabilisce la normativa britannica.

Le due aziende: dalle salse ai saponi

I due giocatori in campo sono dei veri e propri colossi, il cui mercato va ben oltre mayonnaise e saponette come potrebbe pensare un non addetto ai lavori.

Il gigante americano Kraft Heinz, nato dalla fusione tra le due case è dal 2015 controllato da Warren Buffet e 3G Capital.

La Unilever è proprietaria di molti tra i marchi più diffusi nel campo dell’alimentazione, bevande, prodotti per l’igiene e per la casa. Un mercato pressocchè infinito, che ha al suo interno, giusto per citare alcuni nomi nel mercato alimentare tra i più noti al pubblico, l’intero gruppo Findus, Algida, Lipton, Knorr. Se si guarda poi a detersivi saponi e cosmesi, troviamo al suo interno  Mentadent, Dove, Fissan, Cif, Axe…

In due aziende, insomma, troviamo i più grandi colossi del mercato alimentare e non, la cui fusione restringerebbe ulteriormente il campo di azione nel mercato, accentrando il potere nelle dieci multinazionali del cibo nel pianeta (500 marchi che controllano il 70% del mercato alimentare).

Conseguenze dirette anche per l’Italia?

In Italia mostrano preoccupazione l’associazioni di categoria, ed in particolare l’associazione agricoltori, che denunciano non solo lo strapotere ed il condizionamento dei mercati che tali giganti possono porre in essere – condizionamento ormai assodato e sul quale si mostra una certa rassegnazione – ma anche e soprattutto le conseguenze che potrebbero derivarne in tema di politiche di sicurezza alimentare e ambientale dei governi. Si va ancor più verso  l’omologazione – lamentano le associazioni – a discapito della nostra biodiversità.
Argomentazioni già sentite, ma certamente ancor più valide.



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