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Quali beni possono essere pignorati

24 settembre 2017


Quali beni possono essere pignorati

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 settembre 2017



Esecuzione forzata: i beni mobili, immobili e crediti che l’ufficiale giudiziario può prendere.

Lo spauracchio di chiunque ha debiti è il pignoramento: «Cosa possono portarmi via?» si chiede il moroso che già sa di perdere la causa o che ha ricevuto l’atto di precetto da parte dell’avvocato. Per stabilire quali beni possono essere pignorati bisogna fare delle precisazioni di carattere giuridico (a breve vedremo che non tutti i beni possono essere pignorati) e di opportunità (per debiti di basso importo alcuni tipi di pignoramento risultano troppo lunghi, incerti o costosi). Ecco perché, in realtà, sebbene esista una lunga lista di beni che possono essere pignorati, è impossibile dire quale di questi, nel caso concreto, sarà oggetto di asportazione da parte dell’ufficiale giudiziario. In ogni caso, cerchiamo di tracciare quantomeno le linee guida e illustrare cosa ci si può aspettare dall’ufficiale giudiziario.

Cos’è un pignoramento?

Prima di dire quali beni possono essere pignorati cerchiamo di capire cos’è il pignoramento. Volendo ridurre il problema solo ai casi di chi non paga i debiti, il pignoramento è l’asportazione di beni di proprietà del debitore per essere venduti e, coi soldi ricavati dall’asta, soddisfare le pretese del creditore. Non c’è bisogno di spiegare perché, se il pignoramento ha ad oggetto denaro (ad esempio la busta paga) non si passa alla vendita del bene pignorato.

Per evitare che dietro al pignoramento si nasconda una sorta di speculazione da parte del creditore – che magari potrebbe approfittarsi del proprio credito per impossessarsi di beni di valore del debitore – la legge vieta a quest’ultimo di trattenere per sé i beni pignorati, a meno che questi non abbiano un valore ufficiale, ad esempio risultante da listini (come le obbligazioni o l’oro) e, in tal modo, è possibile determinare con esattezza il valore (con la conseguenza che l’eventuale eccedenza andrà restituita al debitore).

Quanti tipi di pignoramento esistono?

Esistono tre macro-tipi di pignoramento a seconda della natura del bene. All’interno poi di ciascuna di queste categorie, la gamma di beni da pignorare è lunghissima. I pignoramenti previsti dalla legge (a ciascuno dei quali corrisponde una procedura differente) sono:

  • pignoramento mobiliare: ha ad oggetto solo i beni mobili del debitore come arredi, gioielli e oggetti di valore, il denaro presente nella cassa del negozio, il computer o la televisione, persino un cellulare, un divano, un tappeto, il contenuto della cassaforte di casa, un oggetto di pregio artistico;
  • pignoramento immobiliare: ha ad oggetto solo i beni immobili anche in comproprietà con altri soggetti, come case, terreni, appartamenti, villette, box auto, parcheggio, ecc;
  • pignoramento presso terzi: ha ad oggetto tutti i beni che, pur non essendo ancora materialmente nelle mani del debitore, lo saranno a breve perché si trovano materialmente nella disponibilità di altre persone (nelle vesti di debitori del debitore). Quindi il creditore si rivolge a questi “terzi” affinché, invece di consegnare il bene al loro creditore (il debitore oggetto di esecuzione forzata), lo consegnino a lui. Vi rientrano ad esempio lo stipendio, il conto corrente, la pensione, le provvigioni dell’agente di commercio, i canoni di affitto, ecc.

Si può sapere in anticipo quale pignoramento subirà il debitore?

La scelta del tipo di pignoramento e del bene da pignorare è rimessa unicamente al creditore. Il debitore non può sapere in anticipo a quale tipo di pignoramento sarà sottoposto. Egli lo scoprirà solo con la notifica dell’atto di pignoramento vero e proprio, che chiarisce l’oggetto dell’esecuzione forzata. Prima di questo, egli però riceve il cosiddetto atto di precetto, a mezzo dell’ufficiale giudiziario (o con posta elettronica certificata): una sorta di ultimo avvertimento che dà al debitore altri 10 giorni per pagare bonariamente (con tutte le spese). Il precetto scade dopo 90 giorni, oltre i quali il pignoramento non può più essere avviato, a meno che non venga notificato un ulteriore atto di precetto.

Quali beni mobili possono essere pignorati?

Vediamo ora quali beni possono essere pignorati. Iniziamo dal pignoramento mobiliare. Questo tipo di pignoramento ha la caratteristica di essere molto economico e veloce, tuttavia poco efficace. Difatti, il bene, dopo il pignoramento, viene venduto dall’Istituto Vendite Giudiziarie. Di tale asta non si fa spesso pubblicità sicché nessuno acquista beni già “usati” e tanto meno al valore di mercato. Di solito è più conveniente comprare alle aste fallimentari, dove chi acquista sa di prendere rimanenze di magazzino quanto meno “nuove”. Il creditore usa questo mezzo spesso come mezzo di coercizione psicologica sul debitore: a nessuno piace vedere a casa l’ufficiale giudiziario (né vuole che lo vedano i vicini) o che questi metta le mani sui beni di famiglia.

Una volta che l’ufficiale giudiziario entra in casa deve scegliere i beni di più «immediato realizzo», quelli cioè che si vendono prima e più facilmente. Quindi si preferisce gli oggetti nuovi o che hanno un mercato fino al valore corrispondente al pignoramento (il valore approssimativo viene determinato dall’ufficiale giudiziario in verbale).

Cosa può prendere l’ufficiale giudiziario? Tutto ciò che trova in casa ma non può – se non ha autorizzazione del tribunale – aprire serrature, lucchetti e casseforti. Può prendere gioielli, denaro contante trovato per casa, quadri, tappeti, televisioni, computer, ecc.

Il codice indica un elenco di beni che non possono essere pignorati. Eccoli:

  • cose sacre o che servono ad esercitare il culto;
  • anello nuziale, vestiti biancheria, letti, tavoli e sedie necessari per consumare i pasti, armadi, cassettoni, frigorifero, stufe e fornelli da cucina (sia a gas che elettrici), lavatrice, utensili di casa e cucina con il relativo mobile che li contiene: il tutto in quanto indispensabile al debitore e alla sua famiglia per vivere. Restano pignorabili invece i mobili (tranne i letti) di grande valore economico per via del loro pregio artistico o di antiquariato;
  • commestibili e combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e della sua famiglia;
  • armi e tutte le cose che il debitore ha l’obbligo di detenere per ragioni di pubblico servizio;
  • decorazioni al valore, lettere, registri e scritti di famiglia in generale, oltre ai manoscritti, a meno che non facciano parte di una collezione;
  • gli animali da compagnia tenuti in casa o in altri luoghi di proprietà del debitore, senza fini produttivi, alimentari o commerciali;
  • gli animali utilizzati a fini terapeutici o di assistenza per il debitore o per i suoi familiari.

Gli oggetti, gli strumenti e i libri indispensabili al debitore per esercitare la professione, l’arte o il mestiere possono essere pignorati nei limiti di un quinto del loro valore e sempre che tutti gli altri beni pignorati non abbiano un valore sufficiente per l’estinzione del credito.

Per quanto riguarda gli oggetti che servono per coltivare la terra, questi sono pignorati solo in mancanza di altri beni mobili. Il debitore però può chiedere una speciale esenzione al giudice.

Quali beni immobili sono pignorabili?

Si passa al pignoramento immobiliare quando il credito è consistente, visto che la procedura è lunga e costosa. In genere vi si procede quando il credito è di diverse migliaia di euro (ma non c’è un limite minimo, salvo per il fisco come a breve vedremo).

Il creditore può pignorare uno o più immobili del debitore, anche se si tratta della sua unica casa o se all’interno vi sono soggetti minori o invalidi. Il pignoramento si può estendere ovviamente non a tutto il valore del bene (anche se l’intero bene viene sottoposto ad esecuzione forzata e a vendita all’asta), ma solo il valore del debito aumentato della metà (per coprire interessi e spese legali). In particolare sono pignorabili: terreni, sorgenti, corsi d’acqua, alberi, edifici e altre costruzioni, mulini, bagni e altri edifici galleggianti se assicurati alla riva o all’alveo e destinati ad esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione.

Il creditore può anche pignorare gli immobili in comproprietà con altri soggetti, nei limiti però della quota spettante al debitore.

Se il creditore procedente è il fisco, questi non può pignorare la casa a condizione che:

  • sia l’unica casa di proprietà del debitore;
  • in essa il debitore vi ha fissato la residenza;
  • deve essere accatastata a civile abitazione;
  • non deve essere accatastata nelle categorie A/8 e A/9.

Se invece il debitore ha più di un immobile il fisco può eseguire il pignoramento immobiliare a condizione che:

  • sia stata prima iscritta ipoteca e dall’ipoteca siano decorsi almeno 6 mesi;
  • il debito complessivo superi 120mila euro;
  • la somma di tutti gli immobili di proprietà del debitore raggiunga 120mila euro.

Se la casa è sottoposta a fondo patrimoniale non può essere pignorata salvo che il debito sia stato contratto per far fronte a esigenze familiari (ad esempio spese di condominio, istruzione figli, ecc.).

Quali crediti sono pignorabili?

Veniamo ora al pignoramento presso terzi. Questo può avere ad oggetto tutte le somme dovute al debitore da altri soggetti (che sono a loro volta suoi debitori): banca, datore di lavoro, istituto di previdenza, affittuario, cliente, committente, ecc.

Lo stipendio può essere pignorato non oltre un quinto.

La pensione può essere pignorata non oltre un quinto, ma calcolato dopo aver detratto il «minimo vitale» (pari alla misura dell’assegno sociale aumentata della metà ossia 672,10 euro).

Il conto in banca può essere pignorato per intero. Se però sul conto affluisce solo lo stipendio o la pensione, esso può essere pignorato: a) quanto alle somme già giacenti all’atto del pignoramento, solo nella parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (ossia da 1.344,21 euro in su); b) quanto alle somme successivamente accreditate a titolo di pensione o stipendio, nella misura di un quinto.

Se il conto è cointestato può essere pignorato fino a massimo il 50%.

Il creditore può pignorare sicuramente i canoni di locazione ricevuti dal debitore da parte dei suoi inquilini. Può rivolgersi ai clienti dell’imprenditore (anche alla pubblica amministrazione) che ancora non gli hanno pagato le fatture e chiedere di pagarle a lui.

note

Autore imagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Una volta pignorato un quinto,della pensione,da parte di un creditore,può un secondo creditore pignorare un Altro quinto? Grazie cordiali Saluti

  2. La casa dove vivo è di proprietà di mia figlia ed io godo del diritto di abitazione, in caso di atti nei miei confronti cosa rischia mia figlia? in questo caso la casa è pignorabile? Grazie

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