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Lo sai che? Imposta di bollo conto corrente: come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 27 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 settembre 2017

Una guida per comprendere quali siano le regole con le quali viene applicato il bollo sui conti correnti.

L’imposta di bollo sui conti correnti è in vigore dal 2012 e si applica in misura fissa ai titolari di conti correnti che siano persone fisiche o giuridiche.

A quanto ammonta l’imposta di bollo sui conti correnti

Dato fondamentale da conoscere allorché ci si chiede come funzioni l’imposta di bollo sul conto corrente è l’importo dovuto.

Ebbene sui conti correnti (postali e bancari) l’importo dovuto a titolo di imposta di bollo è pari a:

  • – euro 34,20 se titolare sia una persona fisica;
  • – euro 100,00 se titolare è soggetto diverso da una persona fisica (associazione, società ecc.).

Il bollo sui conti correnti va pagato solo se la giacenza media calcolata trimestralmente superi i 5.000,00 euro, mentre il pagamento (attraverso prelievo automatico sul conto) può avvenire a cedenza variabile (mensilmente, trimestralmente, semestralmente o annualmente).

Per meglio comprendere come venga calcolata la giacenza media, si dirà che occorre sommare i saldi quotidiani del conto corrente per poi dividere la somma ottenuta per il numero di giorni di rendicontazione o di detenzione del conto.

Nel caso di conto cointestato, poi, occorre procedere a ponderare la giacenza media di ciascun rapporto con la quota di detenzione.

Ad esempio, nel caso in cui il correntista abbia una rendicontazione semestrale del suo rapporto e nel primo semestre la giacenza media non abbia superato i 5.000,00 euro per nessuno dei due trimestri, mentre nel secondo semestre la giacenza media abbia superato i 5.000,00 euro per entrambi i trimestri, allora nulla dovrà essere pagato a titolo di imposta di bollo per il primo semestre, mentre per il secondo semestre sarà prelevato dal conto l’importo di euro 17,10 (cioè la metà dell’importo annuale di euro 34,20 dovuto a titolo di imposta di bollo).

Nel caso, infine, di cliente che abbia più rapporti regolati in conto corrente, l’imposta sarà dovuta per ciascuno di essi (sempre a condizione che la giacenza media di essi sia superiore al limite sopra indicato).

L’imposta di bollo sui conti correnti è prelevata in automatico.

Chi non paga l’imposta di bollo sui conti correnti

Il funzionamento dell’imposta di bollo sui conti correnti prevede anche casi specifici di esenzione.

Oltre al caso di esenzione già citato relativo al mancato superamento della soglia di giacenza media (pari a 5.000,00 euro) calcolata trimestralmente, esistono altre ipotesi in cui l’imposta di bollo non risulta dovuta.

Eccoli elencati di seguito:

  • saldo negativo del conto (cosiddetto saldo in rosso: in tal caso si valuta la giacenza media per il periodo rendicontato ed in caso di valore negativo della giacenza il conto corrente non è soggetto all’imposta e, nel caso il correntista abbia più rapporti in conto corrente, dovrà corrispondere l’imposta di bollo solo se l’altro o gli altri rapporti in conto corrente avranno superato la giacenza media di 5.000,00 euro calcolata trimestralmente);
  • correntista che abbia un ISEE inferiore ai 7.500,00 euro annui e che rientri nella categoria dei titolari esclusi dalle spese bancarie (ricordiamo che ISEE è un indicatore per valutare la situazione economica di chi voglia accedere ad alcune prestazioni sociali) ;
  • correntista titolare di conti di pagamento presso ente bancario che emette moneta elettronica;
  • conti correnti online (occorre verificare presso i singoli istituti di credito se nella loro offerta di conti online sia prevista l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo);
  • conti di deposito con previsione di accollo della banca dell’imposta di bollo.

Il bollo sul conto non si paga nel caso di saldo in rosso


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