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Lo sai che? Contagio infezione a trasmissione sessuale: posso denunciare?

Lo sai che? Pubblicato il 26 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 settembre 2017

Se il tuo partner, volontariamente o per negligenza, ti trasmette un’infezione sessuale, puoi denunciarlo.

La trasmissione del virus dell’ HIV avviene attraverso i rapporti sessuali. Se qualcuno ti contagia con un’infezione a trasmissione sessuale, volontariamente o per negligenza (pensando che, in fondo, non accadrà nulla di male), commette il reato di lesioni gravissime (o, nel caso peggiore, di omicidio) che può essere denunciato alle autorità competenti (sarà sufficiente la denuncia in quanto si tratta di reati procedibili d’ufficio). Ma cerchiamo di capire cosa si intende per infezioni a trasmissione sessuale e quando possiamo denunciarle.

Cosa sono le malattie a trasmissione sessuale?

Le infezioni a trasmissione sessuale sono malattie infettive che colpiscono, salvo alcune eccezioni, la zona dei genitali e le vie urinarie e possono essere causate da parassiti, virus, batteri o funghi. Sono malattie che si diffondono attraverso il rapporto sessuale o (seppure in casi rari) attraverso l’uso condiviso di oggetti quali asciugamani e biancheria intima. Queste malattie possono essere di diversa specie ed entità: sifilide o gonorrea (gravi come un comune raffreddore), candida (facilmente curabile), epatite B (che può essere prevenuta con un vaccino) ed, infine, quella più temuta e pericolosa, l’Aids.

Il responsabile della trasmissione delle malattie infettive può essere sempre denunciata, anche se poi la giustizia seguirà il suo corso trattandosi di ipotesi di reato procedibili d’ufficio.

 

La trasmissione di HIV è reato?

L’idea di essere contagiati dal virus dell’HIV ci fa rabbrividire ed il pensiero che il contagio possa avvenire per aver fatto l’amore con il nostro partner che, pur sapendo di avere un’infezione a trasmissione sessuale, non ce ne ha parlato, ci crea profonda rabbia. Eppure, prima di pensare alla vendetta e ad una possibile denuncia, è necessario sapere che ci sono tre tipi di contagio (che hanno conseguenze giuridiche diverse): il contagio doloso, quello colposo e quello inconsapevole.

È possibile, infatti, che un soggetto sieropositivo contagi il proprio partner dolosamente, ovvero sapendo di aver contratto il virus (e, quindi, nella consapevolezza di poterlo contagiare) oppure che lo contagi inconsapevolmente (ovvero senza sapere di avere un’infezione a trasmissione sessuale): potrà essere condannato per il reato di lesioni gravissime o di omicidio solo chi abbia agito con dolo o colpa.

Ciò significa che:

  • se mi è noto di avere l’HIV, non dico nulla al mio partner e lo infetto, commetto un reato penale [1];
  • se non sono certo di essere affetto da un’infezione a trasmissione sessuale ma so di aver avuto rapporti non protetti con qualcuno che potrebbe avermi contagiato, posso (comunque) essere punito per aver commesso un reato penale (ciò per aver avuto rapporti sessuali con il mio partner, accettando il rischio di poterlo contagiare);
  • se non so di avere l’Aids (e non lo immagino affatto) ed ho rapporti sessuali non protetti con il mio partner, contagiandolo, non ho alcuna responsabilità penale e non commetto reato.

Lesioni personali

Il reato che, astrattamente, può configurarsi in caso di trasmissione del virus HIV è quello di lesioni personali [2]. Il reato di lesioni personali dolose si configura quando un soggetto:

  • cagiona ad un terzo una lesione;
  • dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente.

La nozione di malattia, giuridicamente rilevante, comprende qualsiasi alterazione anatomica o funzionale (in grado di innescare un processo patologico) idonea a ridurre, in modo significativo, la funzionalità del corpo. Affinché la malattia cagionata sia penalmente rilevante è necessario che sia stata causata con dolo, ovvero con la consapevolezza che la propria azione potesse provocare danni fisici alla vittima.

Le lesioni si dividono in quattro tipi, a seconda della gravità:

  • lesioni lievissime, punite a querela della persona offesa, guaribili in non più di venti giorni;
  • lesioni lievi, procedibili d’ufficio, guaribili in un periodo compreso tra i 21 ed i 40 giorni;
  • lesioni gravi, quando dalla lesione derivi una malattia che mette in pericolo la vita della persona offesa, una incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai 40 giorni, ovvero un indebolimento permanente di un senso o di un organo [3];
  • lesioni gravissime, quando la malattia è, con probabilità o certezza, inguaribile. Si tratta di una malattia che consiste nella perdita di un senso, di un arto (o una mutilazione tale da renderlo inservibile), di un organo, della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave incapacità della parola oppure la deformazione o uno sfregio permanente del viso [4].

Nel caso di contagio di un’infezione a trasmissione sessuale (poiché ritenuta dalla scienza medica una malattia certamente non sanabile) il responsabile sarà punito per il reato di lesioni gravissime per il quale è prevista la pena della reclusione da sei a dodici anni.

Il reato di omicidio

Nel caso in cui, dal contagio del virus HIV derivi la morte della persona infettata, si configura il reato di omicidio che può assumere una connotazione colposa o dolosa.

Risponde del reato di omicidio volontario (o doloso) chi abbia causato volontariamente il contagio dell’HIV, tacendo maliziosamente al partner la propria condizione di soggetto sieropositivo ed omettendo di utilizzare il preservativo, mentre risponde di omicidio colposo (realizzato per negligenza, imprudenza o imperizia) chi, consapevole della propria infezione, abbia utilizzato delle precauzioni ma senza verificare che fossero idonee ad evitare il contagio (si tratta, ad esempio, del caso di utilizzo di profilattici in cattivo stato di conservazione).

Per l’omicidio volontario, la legge prevede la pena della reclusone non inferiore a ventuno anni [5]; per l’omicidio colposo la pena della reclusione che va da sei mesi a cinque [6].

 

note

[1] Cass., sent. n. 38388 del 3.10.2012.

[2] Art. 582 cod. pen.

[3] Art. 583, co. I, cod. pen.

[4] Art.583 co. II, cod. pen.

[5] Art. 575 cod. pen.

[6] Art. 589 cod. pen.


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1 Commento

  1. una mia amica e’ stata infettata dal partner che le ha detto di aver avuto rapporti sessuali con una prostituta.anche lui e’ infettato , il virus e’ hpv. lei sta male fisicamente e moralmente. si puo’ sporgere denuncia di risarcimento verso il colpevole? si puo’ avvisare asl x fare curare obbligatoriamente il colpevole onde evitare infezioni ad altre donne? GRAZIE

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