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Quando i carabinieri possono perquisire?

23 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Novembre 2018



In quali casi i carabinieri possono procedere a perquisizione? I carabinieri possono perquisire soltanto se autorizzati dall’autorità giudiziaria? Quando procedono di propria iniziativa?

Secondo la Costituzione italiana, il domicilio è inviolabile [1]; non si possono eseguire ispezioni, perquisizioni o sequestri se non nei casi e nei modi stabili dalla legge e per atto motivato dell’autorità giudiziaria. La Costituzione, quindi, tutela il domicilio con tutte le garanzie necessarie a proteggere il cittadino dall’abuso di autorità dello Stato; lo stesso avviene per la libertà personale e la segretezza di ogni forma di comunicazione. L’inviolabilità del domicilio deriva dall’estrema importanza che esso riveste per ognuno di noi: la nostra abitazione, il nostro ufficio, la casa per le vacanze, rappresentano i luoghi in cui ci sentiamo sicuri e nei quali possiamo dire di poter davvero manifestare la nostra personalità, ad esempio mediante l’esercizio di attività ricreative, di studi, ecc. Il domicilio, in altre parole, è la proiezione esteriore di noi stessi. Proprio per queste ragioni la legge tutela il domicilio e lo protegge dalle ingerenze esterne dell’autorità con le stesse garanzie procedurali previste per la libertà personale. Se è vero che il domicilio è inviolabile, è anche vero che la stessa Costituzione affida alla legge i casi in cui questa inaccessibilità deve lasciare il passo ad altre esigenze: ed infatti, ci sono delle ipotesi in cui non ci si può trincerare dietro alla proprietà privata, ma occorre, volenti o nolenti, aprire le porte per favorire l’attività investigativa delle autorità. Per tale motivo, l’inviolabilità del domicilio deve cedere il passo ad un interesse superiore, che è quello di assicurare alla giustizia chi si macchia di un reato. Anche in questa ipotesi, però, la sacralità del domicilio non viene svilita: al contrario, perché si possa procedere all’interno di un’abitazione altrui, occorre seguire un iter molto articolato, che coinvolge direttamente l’autorità giudiziaria, l’unica in grado di poter valutare la correttezza della procedura e l’importanza degli interessi in gioco. In pratica, il domicilio può essere violato solamente quando il giudice dia la sua autorizzazione. Ogni regola ha le sue eccezioni, però: ed infatti, nei casi di particolare urgenza, quando le forze dell’ordine non possono attendere il provvedimento del giudice, è possibile procedere senza il preventivo consenso del magistrato, salvo recuperare le garanzie giurisdizionali successivamente, al momento della convalida delle operazioni compiute. Anche in presenza di taluni reati, ritenuti dalla legge particolarmente gravi oppure abbisognevoli di un intervento tempestivo della polizia giudiziaria, è possibile che si proceda immediatamente alla perquisizione della dimora: pensa al caso dell’evaso individuato all’interno di un’abitazione. Non sono stato sufficientemente chiaro? L’argomento ti interessa e vuoi saperne di più? Se è così, allora ti invito a proseguire nella lettura di questo articolo: ti spiegherò quando i carabinieri possono perquisire.

Perquisizione: cos’è?                 

Prima di spiegarti quando i carabinieri possono perquisire, devo necessariamente dirti, seppur brevemente, cos’è una perquisizione. Probabilmente starai storcendo il naso, perché ritieni che si tratti di una spiegazione superflua. Non è così: spesso gli istituti giuridici più noti e diffusi vengono confusi con altri, perdendo così i tratti distintivi che li caratterizzano. Cos’è, dunque, una perquisizione?

La perquisizione consiste nell’attività di ricerca di una cosa da assicurare al procedimento o di una persona da arrestare. La perquisizione può essere personale o locale: nel primo caso, essa è disposta quando vi è fondato motivo di ritenere che una persona nasconda su di sé il corpo del reato (cioè la cosa su cui è stato compiuto o con la quale si è realizzato il reato) o cose pertinenti al reato; la seconda, invece, è disposta quando vi è il fondato motivo che suddette cose si trovino in un determinato luogo ovvero che in esso possa eseguirsi l’arresto dell’imputato o dell’evaso [2]. La perquisizione, come l’ispezione (anch’essa mezzo di ricerca della prova), può essere disposta soltanto con decreto dell’autorità giudiziaria (giudice procedente o pubblico ministero), la quale può procedere personalmente ovvero disporre che l’atto sia compiuto da ufficiali di polizia giudiziaria delegati con lo stesso decreto. Quando la perquisizione dà esito positivo, si procede al sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti al reato, cioè all’apprensione fisica del bene, che viene quindi sottratto a chi ne aveva la disponibilità.

Perquisizione: cos’è la polizia giudiziaria?

Abbiamo appena detto che le perquisizioni possono essere effettuate soltanto dall’autorità giudiziaria o (come avviene praticamente sempre) dagli ufficiali di polizia giudiziaria. Cos’è la polizia giudiziaria? La polizia giudiziaria si occupa, anche di propria iniziativa: di prendere notizia dei reati; di impedire che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori; di ricercarne gli autori; di compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quantʼaltro possa servire per lʼapplicazione della legge penale [3]. La polizia giudiziaria, pertanto, svolge tre importantissime funzioni:

  • investigativa: ricerca le fonti di prova e raccoglie ogni elemento utile per la ricostruzione del fatto costituente reato e per lʼindividuazione del colpevole;
  • repressiva: impedisce che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori e interrompe lʼiter criminoso e le conseguenze che possano derivare da un fatto costituente reato;
  • esecutiva: aiuta il pubblico ministero o il Giudice e si sostanzia nellʼattività di notificazione ed esecuzione di ordinanze ed atti del procedimento penale delegati dalla stessa autorità giudiziaria.

Sono ufficiali di polizia giudiziaria (pertanto abilitati ad effettuare perquisizioni): i dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti appartenenti alla Polizia di Stato, alla Polizia Penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato ai quali lʼordinamento delle singole Amministrazioni riconosce tale qualità; gli ufficiali superiori ed inferiori, i marescialli e brigadieri dellʼArma dei Carabinieri o della Guardia di Finanza; il Sindaco dei Comuni dove non abbia sede un Ufficio della Polizia di Stato ovvero un Comando dei Carabinieri o della Guardia di Finanza [4].

Come fanno i carabinieri a perquisire?

Ti ho spiegato quando i carabinieri possono perquisire: essi possono procedere quando c’è apposito decreto dell’autorità giudiziaria. Come ti dirò di qui ad un istante, quanto detto costituisce la regola: eccezionalmente, i carabinieri possono perquisire anche di propria iniziativa, ma solo in casi tassativamente indicati dalla legge.

Tornando alla disciplina delle perquisizioni, quando debba procedersi all’interno di luogo privato occorre che l’autorità procedente esibisca il decreto (il famoso “mandato”) che autorizza le operazioni. Prima di poter perquisire una persona o la sua dimora, la polizia deve avvisarlo della possibilità di nominare un avvocato o altra persona di fiducia che siano, però, facilmente reperibili; la polizia non è quindi tenuta ad attendere nel caso in cui il proprio avvocato venga da luogo distante. L’autorità giudiziaria, nel procedere alla perquisizione locale, può disporre con decreto motivato che siano perquisite le persone presenti o sopraggiunte, quando ritiene che le stesse possano nascondere il corpo del reato o cose pertinenti al reato. Può inoltre ordinare che taluno non si allontani prima che le operazioni siano concluse [5]. Particolare tutela è accordata alla perquisizione domiciliare: salvo eccezioni, la perquisizione in un’abitazione o nei luoghi chiusi adiacenti a essa non può essere iniziata prima delle ore sette e dopo le ore venti [6]. Nei casi urgenti, però, l’autorità giudiziaria può disporre che la perquisizione sia eseguita fuori dei suddetti limiti temporali.

Cos’è la perquisizione in flagranza e nei casi di urgenza?

Ti ho spiegato che i carabinieri possono perquisire quando autorizzati dall’autorità giudiziaria; eccezionalmente, però, la legge consente agli ufficiali di polizia giudiziaria di procedere a perquisizione personale o locale quando, oltre ad esserci il fondato motivo di ritenere che sulla persona si trovino nascoste cose o tracce pertinenti al reato che possono essere cancellate o disperse ovvero che tali cose o tracce si trovino in un determinato luogo o che ivi si trovi la persona sottoposta alle indagini o l’evaso, ci si trovi in flagranza di reato o in un caso di evasione (cioè di fuga). In altre parole, nelle ipotesi di particolare urgenza, quando il tempo gioca a sfavore delle autorità, queste possono procedere a perquisizione anche senza il preventivo decreto di cui abbiamo parlato. Inoltre, quando si deve eseguire un’ordinanza che dispone la custodia cautelare o un ordine di carcerazione nei confronti di persona imputata o condannata per uno dei delitti per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza ovvero al fermo di una persona indiziata di delitto, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere a perquisizione personale o locale se sussistono particolari motivi di urgenza che non consentono la emissione di un tempestivo decreto di perquisizione. Nel caso di perquisizione domiciliare, poi, è possibile procedere anche fuori dei limiti temporali sopra indicati, quando il ritardo potrebbe pregiudicarne l’esito. La polizia giudiziaria trasmette entro quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove la perquisizione è stata eseguita, il verbale delle operazioni compiute. Il pubblico ministero, se ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore successive, convalida la perquisizione [7].

Nei casi di flagranza (cioè nell’immediatezza del fatto criminoso), quindi, la polizia giudiziaria è legittimata a procedere in deroga alle limitazioni analizzate nei paragrafi precedenti, poiché si ritiene che, in questi casi, la tempestività sia fondamentale: si immagini all’autore di un furto che, subito dopo il delitto, sia visto entrare in una casa: in questo caso la polizia potrà procedere senza prima attendere il decreto dell’autorità giudiziaria. L’intervento di quest’ultima, però, non è escluso ma semplicemente posticipato: le operazioni compiute, infatti, dovranno comunque essere convalidate nei successivi giorni dal pubblico ministero competente. Se il p.m. ritenga che le operazioni siano state eseguite in assenza dei presupposti di legge (ad esempio, non v’era flagranza di reato oppure il verbale è stato trasmesso dopo le quarantotto ore), la convalida sarà negata e tutte le indagini compiute saranno inutilizzabili.

Perquisizione: ricerca di una cosa determinata

Giunto a questo punto, avrai senz’altro compreso che la perquisizione è attività ben più complessa di quella che potevi immaginare: non soltanto essa deroga al principio, costituzionalmente sancito, dell’inviolabilità del domicilio, ma anche a quello riguardante la libertà personale, almeno nel momento in cui la perquisizione debba essere effettuata, per l’appunto, sulla persona. Avrai anche capito che, sebbene lo scopo sia sempre lo stesso (la ricerca delle prove del delitto), esistono diverse forme di perquisizione, ognuna accompagnata da una procedura particolare.

Una forma di perquisizione meno invasiva è quella diretta a ricercare una cosa determinata: in questo caso, infatti, l’autorità può limitarsi ad invitare il sospettato a consegnare la cosa. Se l’invito è accolto, non ai potrà procedere oltre con la perquisizione, a meno che non si ritenga utile procedervi ugualmente per la completezza delle indagini [8].

Altre ipotesi di perquisizione

La legge prevede altre ipotesi particolari in cui i carabinieri (e, per estensione, la polizia giudiziaria) possono perquisire e, quindi, violare il domicilio senza necessità del decreto dell’autorità giudiziaria; sono infatti possibili perquisizioni: di persone, locali, automobili, bagagli ed effetti personali per prevenire o reprimere il traffico di droga [9]; quando vi è fondato motivo di credere che ci siano armi, munizioni o esplosivi, ovvero una persona ricercata o un evaso in relazione a determinati reati di associazione mafiosa, traffico di droga o delitti con finalità di terrorismo [10].

Perché in queste ipotesi i carabinieri possono perquisire senza attendere l’intervento dell’autorità giudiziaria? La risposta è scontata: perché trattasi di reati molto gravi, in grado di mettere a serio repentaglio l’incolumità altrui (vedi il caso in cui siano presenti armi o esplosivi) e che, pertanto, necessitano di un intervento immediato delle forze dell’ordine; oppure perché, essendo in presenza di persone evase o ricercate, occorre procedere con la massima celerità possibile per impedire la fuga definitiva dell’individuo.

note

[1] Art. 14 Cost.

[2] Art. 247 cod. proc. pen.

[3] Art. 55 cod. proc. pen.

[4] Art. 57 cod. proc. pen.

[5] Art. 250 cod. proc. pen.

[6] Art. 251 cod. proc. pen.

[7] Art. 352 cod. proc. pen.

[8] Art. 248 cod. proc. pen.

[9] Art. 103 D.P.R. n. 309/1990.

[10] Art. 41 Testo unico delle leggi in materia di pubblica sicurezza e art. 25 d. l. n. 306/1992 del 08.06.1992.


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