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Le Guide Quando carabinieri possono entrare in casa?

Le Guide Pubblicato il 2 novembre 2017

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> Le Guide Pubblicato il 2 novembre 2017

I carabinieri possono violare il domicilio privato soltanto se autorizzati da decreto motivato dell’autorità giudiziaria. Ma ci sono alcune eccezioni.

Le pellicole poliziesche hanno subdolamente introdotto nella mente di molte persone l’idea che polizia e carabinieri possano presentarsi alla porta di casa ed entrare senza troppi problemi. Così non è. La Costituzione tutela ampiamente il domicilio privato e consente di violarlo soltanto in casi tassativamente previsti e con la garanzia dell’intervento dell’autorità giudiziaria. Vediamo allora quando i carabinieri possono entrare in casa.

Il domicilio è inviolabile

Secondo la Costituzione, il domicilio è inviolabile [1]; non si possono eseguire ispezioni, perquisizioni o sequestri se non nei casi e nei modi stabili dalla legge e per atto motivato dell’autorità giudiziaria. La Costituzione, quindi, tutela il domicilio con tutte le garanzie necessarie a proteggere il cittadino dal’abuso di autorità dello Stato. Lo stesso avviene per la libertà personale e la segretezza di ogni forma di comunicazione. Ma allora quando i carabinieri possono entrare in casa?

Le ispezioni

Se è vero che il domicilio è inviolabile, è anche vero che la stessa Costituzione affida alla legge i casi in cui questa inaccessibilità deve lasciare il passo ad altre esigenze. Innanzitutto, il riferimento è alle ispezioni. Il codice di procedura penale inserisce le ispezioni tra i mezzi di ricerca della prova: esse servono, quindi, a scovare tracce o indizi che possano condurre al colpevole del farro criminoso. Le ispezioni possono essere personali (quando fatte sulla persona) oppure locali, quando riguardano luoghi o cose. L’ispezione domiciliare rientra senz’altro in quest’ultima categoria di ispezioni [2]. Secondo la legge, l’ispezione può essere disposta soltanto con decreto dell’autorità giudiziaria (il famoso “mandato”), decreto che deve sempre essere mostrato a chi abbia la disponibilità della casa (quindi non soltanto proprietario, ma anche conduttore, ecc.). Lo stesso provvedimento può anche disporre il divieto di allontanamento dall’abitazione prima che l’ispezione sia terminata.

Le perquisizioni

Anche la perquisizione può essere personale o locale e, come l’ispezione, può essere disposta soltanto con decreto dell’autorità giudiziaria, la quale può  procedere personalmente ovvero disporre che l’atto sia compiuto da ufficiali di polizia giudiziaria delegati con lo stesso decreto [3]. La perquisizione domiciliare può essere disposta solamente quando vi è fondato motivo di ritenere che il corpo del reato (cioè il mezzo con cui è stato commesso il reato) o cose pertinenti al reato si trovino in quel determinato luogo, ovvero che in esso possa eseguirsi l’arresto dell’imputato o dell’evaso. Come si sarà già intuito, quindi, la differenza tra ispezione e perquisizione è evidente: con la prima si effettua un’operazione di ricerca di quanto possa essere utile per le indagini (tracce, effetti materiali del reato, ecc.); con la seconda, invece, si agisce quando c’è fondato motivo di trovare direttamente il corpo del reato o cose pertinenti al reato. Quando la perquisizione dà esito positivo, si procede al sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti al reato, cioè all’apprensione fisica del bene, che viene quindi sottratto a chi ne aveva la disponibilità.

La polizia giudiziaria

Abbiamo appena detto che le perquisizioni possono essere effettuate soltanto dall’autorità giudiziaria o (come avviene praticamente sempre) dagli ufficiali di polizia giudiziaria. La polizia giudiziaria si occupa, anche di propria iniziativa: di prendere notizia dei reati; di impedire che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori; di ricercarne gli autori; di compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quantʼaltro possa servire per lʼapplicazione della legge penale [4]. La polizia giudiziaria, pertanto, svolge tre importantissime funzioni:

investigativa: ricerca le fonti di prova e raccoglie ogni elemento utile per la ricostruzione del fatto costituente reato e per lʼindividuazione del colpevole;

repressiva: impedisce che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori e interrompe lʼiter criminoso e le conseguenze che possano derivare da un fatto costituente reato;

esecutiva: aiuta il pubblico ministero o il Giudice e si sostanzia nellʼattività di notificazione ed esecuzione di ordinanze ed atti del procedimento penale delegati dalla stessa autorità giudiziaria.

Sono ufficiali di polizia giudiziaria (pertanto abilitati ad effettuare perquisizioni): i dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti appartenenti alla Polizia di Stato, alla Polizia Penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato ai quali lʼordinamento delle singole Amministrazioni riconosce tale qualità; gli ufficiali superiori ed inferiori, i marescialli e brigadieri dellʼArma dei Carabinieri o della Guardia di Finanza; il Sindaco dei Comuni dove non abbia sede un Ufficio della Polizia di Stato ovvero un Comando dei Carabinieri o della Guardia di Finanza [5].

Modalità e tempi delle perquisizioni locali e domiciliari

Chiarito che anche i carabinieri rientrano nell’ampia nozione di polizia giudiziaria e che, pertanto, sono anch’essi legittimati a svolgere indagini per conto dell’autorità giudiziaria, quando si procede alla perquisizione all’interno di luogo privato occorre che l’autorità procedente esibisca il decreto che autorizza le operazioni. Prima di poter perquisire una persona o la sua dimora, i carabinieri devono avvisarlo della possibilità di nominare un avvocato o altra persona di fiducia che siano, però, facilmente reperibili; i carabinieri non sono quindi tenuti ad attendere nel caso in cui il proprio avvocato venga da luogo distante. L’autorità giudiziaria, nel procedere alla perquisizione locale, può disporre con decreto motivato che siano perquisite le persone presenti o sopraggiunte, quando ritiene che le stesse possano nascondere il corpo del reato o cose pertinenti al reato. Può inoltre ordinare che taluno non si allontani prima che le operazioni siano concluse [6]. Particolare tutela è accordata alla perquisizione domiciliare: salvo eccezioni, la perquisizione in un’abitazione o nei luoghi chiusi adiacenti a essa non può essere iniziata prima delle ore sette e dopo le ore venti [7]. Nei casi urgenti, però, l’autorità giudiziaria può disporre che la perquisizione sia eseguita fuori dei suddetti limiti temporali.

Le perquisizioni in flagranza

Eccezionalmente la legge consente agli ufficiali di polizia giudiziaria (polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale) di procedere a perquisizione personale o locale quando, oltre ad esserci il fondato motivo di ritenere che sulla persona si trovino nascoste cose o tracce pertinenti al reato che possono essere cancellate o disperse ovvero che tali cose o tracce si trovino in un determinato luogo o che ivi si trovi la persona sottoposta alle indagini o l’evaso, ci si trovi in flagranza di reato o in un caso di evasione (cioè di fuga). In altre parole, nei casi di particolare urgenza, quando il tempo gioca a sfavore delle autorità, queste possono procedere a perquisizione anche senza il preventivo decreto di cui abbiamo parlato. Inoltre, quando si deve eseguire un’ordinanza che dispone la custodia cautelare o un ordine di carcerazione nei confronti di persona imputata o condannata per uno dei delitti per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza ovvero al fermo di una persona indiziata di delitto, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere a perquisizione personale o locale se sussistono particolari motivi di urgenza che non consentono la emissione di un tempestivo decreto di perquisizione. Nel caso di perquisizione domiciliare, poi, è possibile procedere anche fuori dei limiti temporali sopra indicati, quando il ritardo potrebbe pregiudicarne l’esito. La polizia giudiziaria trasmette entro quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove la perquisizione è stata eseguita, il verbale delle operazioni compiute. Il pubblico ministero, se ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore successive, convalida la perquisizione [8].

Nei casi di flagranza (cioè nell’immediatezza del fatto criminoso), quindi, i carabinieri sono legittimati a procedere in deroga alle limitazioni analizzate nei paragrafi precedenti, poiché si ritiene che, in questi casi, la tempestività sia fondamentale: si immagini all’autore di un furto che, subito dopo il delitto, sia visto entrare in una casa: in questo caso la polizia potrà procedere senza prima attendere il decreto dell’autorità giudiziaria. L’intervento di quest’ultima, però, non è escluso ma semplicemente posticipato: le operazioni compiute, infatti, dovranno comunque essere convalidate nei successivi giorni dal pubblico ministero competente. Se il p.m. ritenga che le operazioni siano state eseguite in assenza dei presupposti di legge (ad esempio, non v’era flagranza di reato oppure il verbale è stato trasmesso dopo le quarantotto ore), la convalida sarà negata e tutte le indagini compiute saranno inutilizzabili.

Gli accertamenti urgenti

Stessa procedura è prevista per gli accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone: se c’è pericolo che le tracce, i luoghi e le cose pertinenti al reato si alterino, si disperdano o si modifichino e il p.m. non può intervenire tempestivamente, gli ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose [9]. Anche in questo caso, il verbale delle compiute operazioni è trasmesso senza indugio all’autorità giudiziaria competente per la convalida.

Altre ipotesi

La legge prevede altre due ipotesi in cui i carabinieri possono entrare in casa senza necessità del decreto; sono infatti possibili perquisizioni: di persone, locali, automobili, bagagli ed effetti personali per prevenire o reprimere il traffico di droga [10]; quando vi è fondato motivo di credere che ci siano armi, munizioni o esplosivi, persona ricercata, evaso in relazione a determinati delitti di associazione mafiosa, traffico di droga o delitti con finalità di terrorismo [11].

note

[1] Art. 14 Cost.

[2] Art. 246 cod. proc. pen.

[3] Art. 247 cod. proc. pen.

[4] Art. 55 cod. proc. pen.

[5] Art. 57 cod. proc. pen.

[6] Art. 250 cod. proc. pen.

[7] Art. 251 cod. proc. pen.

[8] Art. 352 cod. proc. pen.

[9] Art. 354 cod. proc. pen.

[10] Art. 103 D.P.R. n. 309/1990.

[11] Art. 41 Testo unico delle leggi in materia di pubblica sicurezza e art. 25 d. l. n. 306/1992 del 08.06.1992.

Autore immagine: Pixabay.com


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