HOME Articoli

Lo sai che? Prescrizione prestito

Lo sai che? Pubblicato il 24 settembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 24 settembre 2017

Entro quanto tempo il creditore può chiedere la restituzione di una somma prestata al debitore?

Un amico ti ha dato, diverso tempo fa, dei soldi in prestito, ma per molti anni non te ne ha chiesto la restituzione, facendoti credere che, ormai, vi avesse rinunciato e intendesse regalarteli. Ora però i rapporti si sono incrinati per altre ragioni e pretende la restituzione della somma. È possibile una richiesta del genere? È legale il prestito tra privati e, soprattutto, qual è la prescrizione di un prestito personale? Sono queste le domande che, con molta probabilità, ti stai ponendo in questo momento e ad cui cercheremo di dare una risposta in questo articolo.

Prestito tra privati: è legale?

Prima però di arrivare al succo del problema, quello cioè della prescrizione dei prestiti tra privati, è bene ricordare che è lecito prestare soldi a un amico, a un familiare o a chiunque altro senza necessità di andare dal notaio o di firmare un documento scritto (leggi sul punto la nostra guida: Prestito tra privati). Il prestito, che ben può avvenire anche tra soggetti privati, si chiama «contratto di mutuo» ed è disciplinato dal codice civile. Solo se eseguito in via professionale e continuativa è necessario che il mutuante sia un soggetto abilitato come ad esempio una banca o una finanziaria.

Il prestito si presume sempre dietro interessi (cosiddetto «mutuo a titolo oneroso»), ma il creditore può anche rinunciarvi (cosiddetto «mutuo a titolo gratuito»), purché ciò risulti in modo chiaro ed espresso. Anche per questo e per avere una prova dell’entità della somma prestata è sempre opportuno – per quanto non necessario – avere un documento scritto che dimostri la consegna del denaro e l’obbligo del beneficiario di restituirlo. Si può eseguire con un contratto (documento firmato da entrambe le parti con cui ci si accorda anche sui tempi e modalità di restituzione dell’importo) o con una dichiarazione firmata solo dal debitore (cosiddetta «ammissione o riconoscimento di debito») con cui ammette di essere debitore del mutuante di un determinato importo ed in cui si impegna a restituirlo entro e secondo prefissate modalità. Leggi sul punto Come si fa un prestito tra privati.

Come si fa un prestito tra privati

Che succede se creditore e debitore non hanno firmato un documento scritto e non è chiaro se i soldi siano stati consegnati a titolo di prestito o di regalo («donazione»)? Spetta al creditore dimostrare la natura dell’accordo e, quindi, l’obbligo assunto dal mutuatario alla restituzione delle somme (dimostrazione che, a detta di qualche tribunale, può essere data anche con conversazioni intrattenute in chat o su WhatsApp [1]).

Prestito personale della banca

Quando si parla di «prestito personale» ci si riferisce, più tecnicamente, a un finanziamento senza obbligo di destinazione: in pratica, si ottiene da una banca o da una finanziaria una somma di denaro che è possibile impiegare in qualsiasi modo desiderato. Si differenzia così dal «prestito finalizzato» che invece è legato all’acquisto di un determinato bene o servizio, come ad esempio il mutuo fondiario per l’acquisto di un immobile.

Le regole sulla prescrizione che stiamo per spiegare valgono per qualsiasi tipo di prestito (ossia mutuo), quindi anche per il prestito personale erogato dalla banca o dalla finanziaria.

Prescrizione del prestito

Veniamo infine al punto finale: entro quanto tempo il creditore può chiedere la restituzione delle somme? In parole più tecniche e giuridiche, questa domanda può essere posta in un altro modo: qual è la prescrizione di un prestito tra privati? La risposta segue la regola generale della prescrizione: per tutti i rapporti contrattuali la prescrizione è di 10 anni (salvo quelli coi professionisti per i quali vale un regime “speciale” con prescrizione di 3 anni: il pagamento si presume, infatti, avvenuto contestualmente alla richiesta). Quindi, chi presta soldi a un amico, un parente o un estraneo può pretenderne la restituzione non oltre dieci anni.

Nell’ipotesi in cui una persona riceva da un’altra una somma a titolo di prestito e poi il primo rinunci alla restituzione, non potrebbe più cambiare idea e chiedere indietro i soldi. Ma è necessario che il debitore dimostri la suddetta rinuncia ed è per questo che, di solito, si fa firmare al creditore una dichiarazione detta «remissione del debito» (basta che affermi di rinunciare al credito che gli spetterebbe, avendo cura di indicare la data in cui la somma è stata erogata e l’importo della stessa). Se manca la prova della rinuncia alla riscossione, il creditore, come detto, ha un tempo di 10 anni per chiedere la restituzione del prestito.

Prescrizione del prestito personale

Veniamo infine alla prescrizione del prestito personale: anche se il mutuante è una banca o una finanziaria le regole non cambiano e la prescrizione resta sempre di 10 anni. In caso però di restituzione rateale del prestito, la prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza di ogni singola rata. In pratica, il termine di 10 anni si inizia a calcolare da quando scade ogni rata, con la conseguenza che il debito non si prescrive tutto nello stesso momento ma in date differenti a seconda delle rate non corrisposte [2].

note

[1] Trib. Ravenna, sent. n. 231/17 del 10.03.2017.

[2] Cass. sent. n. 17798/2001


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI