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Cartelle prescritte annullate in automatico: le modifiche in arrivo

25 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2017



Stop cartelle per debiti minimi, calcolo interessi obbligatorio, limiti pignoramento stipendio anche per lavoratori autonomi, prescrizione quinquennale dopo la notifica, cartelle nulle di diritto se prescritte: cosa propone il progetto di riforma del sistema di riscossione.

Modifiche in arrivo per il sistema di riscossione tramite ruolo: una proposta di legge [1], attualmente sotto esame della Camera dei Deputati, mira ad introdurre maggiori tutele per i contribuenti, prevedendo nuove disposizioni in materia di contenuto della cartella, limiti delle procedure esecutive, istanza di sospensione in autotutela, notifiche e prescrizione.

Si tratta, in gran parte, di norme che danno atto di tutele già ampiamente riconosciute dalla giurisprudenza (per esempio in materia di calcolo degli interessi o di prescrizione quinquennale delle cartelle non opposte), ma che necessitano, appunto, della certezza definitiva che solo la legge può conferire.

Vediamo nel dettaglio tutte le proposte di modifica.

Ruolo e cartelle esattoriali più dettagliati a pena di nullità

Al fine di garantire la piena trasparenza dell’operato del concessionario e degli atti posti in essere, in armonia con i principi di buona fede e collaborazione sanciti dallo statuto dei diritti del contribuente si propone la modifica del contenuto del ruolo prevedendo, a pena di nullità, l’obbligo dell’indicazione analitica dei seguenti dati informativi:

  • il codice fiscale del contribuente;
  • la  specie del ruolo;
  • la data in cui il ruolo
  • diviene esecutivo;
  • il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento o altro atto presupposto nonché la motivazione, anche sintetica, della pretesa.
  • per i ruoli straordinari: l’indicazione dei presupposti di fatto e di diritto che giustificano il fondato pericolo per la riscossione;
  • l’indicazione analitica degli interessi maturati sino alla data di formazione del ruolo e di quelli successivi, in qualunque modo definiti, e i rispettivi criteri di calcolo
  • la specifica delle sanzioni applicate.

Analoghe prescrizioni vengono poi sancite anche in merito al contenuto della cartella di pagamento.

Atti successivi: intimazioni, preavvisi di fermo o ipoteca

Quanto agli atti successivi alla cartella di pagamento, si stabilisce che ogni atto della riscossione o della procedura esecutiva successivo alla cartella di pagamento contiene, a pena di nullità, l’indicazione analitica degli atti precedentemente notificati, anche antecedenti alla formazione del ruolo, e della relativa data di notificazione.

Stop cartelle per debiti inferiori a 129 euro

Si propone la modifica dell’attuale e anacronistico limite di valore alla possibilità di iscrivere a ruolo debiti (le vecchie « ventimila lire », valore fermo dal 1973) con un limite ben più ampio costituito dal triplo del contributo unificato di iscrizione a ruolo, dovuto nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario. Tale descrizione, seppur troppo generica, dovrebbe riferirsi al contributo minimo di 43 euro, e quindi al limite minimo di debito pari a 129 euro (il triplo di 43).

Si limita, dunque, il ricorso alla procedura di riscossione mediante ruolo per crediti di modesta entità, indirizzando gli enti creditori verso procedure meno gravose per i contribuenti.

Più rateizzazioni, meno esecuzioni forzate

La proposta di legge in esame intende favorire il recupero dell’esposizione debitoria dei debitori iscritti a ruolo, evitando l’esecuzione forzata. Si chiarisce  un volta per tutte che la presentazione della richiesta di rateazione non costituisce in nessun caso riconoscimento del debito, consentendo pertanto di accedere al pagamento rateale senza alcuna rinuncia a far valere i propri diritti mediante ricorso al giudice (ad esempio, l’eventuale prescrizione del credito).

Inoltre, si modifica la disciplina che prevede l’accesso ad un nuovo piano di rateazione in caso di decadenza dalla precedente dilazione, sostituendo l’attuale condizione (pagamento di tutte le rate già scadute) con il pagamento di solo un terzo delle rate scadute; nonché, prevedendo la possibilità di concedere un numero di rate maggiore al numero di rate scadute (come previsto dalla norma vigente).

Chiarezza nel calcolo degli interessi

Particolare rilevanza assumono poi le modifiche relative alla misura degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e degli interessi di mora. In particolare, si introduce, a pena di nullità del ruolo e degli atti successivi, l’obbligo di specificazione della misura degli interessi applicati e le modalità di calcolo, con divieto di anatocismo.

Sempre in materia di interessi, si  prevede che sulle somme il cui pagamento è stato rateizzato o sospeso  si applicano gli interessi al tasso legale annuo come determinato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

Eliminazione dei costi di notifica

In materia di notifiche, si preclude di addebitare al contribuente i costi del servizio di notificazione nei casi in cui l’ente creditore o il concessionario intendono avvalersi, per le notifiche, del servizio di posta elettronica certificata.

Limiti pignoramento stipendio lavoratori autonomi

Infine, in tema di pignoramento presso terzi, si estendono ai liberi professionisti e lavoratori autonomi in genere i limiti di pignorabilità dei crediti previsti per i soggetti percettori di somme a titolo di stipendio, salario, o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, o a titolo di pensione.

Sospensione delle cartelle anche in caso di prescrizione successiva

Sono previste modifiche alla disciplina della procedura di sospensione della riscossione al fine di ampliare le tutele del contribuente nei casi di atti e procedure esecutive illegittime poste in essere dall’agente di riscossione.

A tal fine, oltre a ripristinare il termine di novanta giorni per l’accesso alla speciale procedura, si ampliano le fattispecie che consentono la presentazione dell’istanza, comprendendovi non solo tutti gli atti posti in essere dall’ente creditore ma anche tutti i casi di intervenuta prescrizione, decadenza o qualsiasi altra causa di inesigibilità del ruolo, anche intervenuta successivamente alla formazione del ruolo.

Inoltre, si stabilisce l’espressa impugnabilità del provvedimento con il quale si comunica al contribuente l’esito negativo dell’esame dell’istanza.

Si attribuisce così alla speciale procedura carattere complementare (e non più alternativo) al ricorso all’autorità giudiziaria, ampliando la tutela riconosciuta al contribuente.

Cartella prescritta annullata automaticamente

Si chiarisce che nel caso in cui la cartella di pagamento sia stata notificata dal concessionario oltre la decorrenza del termine di decadenza o prescrizione, senza che siano intercorsi atti interruttivi, le somme iscritte a ruolo sono annullate di diritto e considerate automaticamente discaricate dai relativi ruoli. Lo scopo è quello di evitare di costringere il contribuente a ricorrere all’autorità giudiziaria per ottenere una pronuncia di annullamento.

In tale ottica, si introduce altresì una forma di responsabilità diretta del concessionario che promuova un atto della procedura cautelare o esecutiva in forza di una cartella di pagamento per la quale sia già decorso il termine di prescrizione, obbligandolo a indennizzare il contribuente mediante il pagamento di una somma pari al triplo di quella, complessiva, per la quale ha agito in via cautelare o esecutiva.

Comunicazione debiti fino a 1000 euro

Infine, si prevede che in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti fino a 1.000 euro , la comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo debba essere inviata mediante posta raccomandata anziché posta ordinaria.

Chiarimenti notifica cartelle

La proposta introduce chiarimenti in tema di notificazioni degli atti della procedura di accertamento e riscossione. Sia l’Agenzia delle Entrate Riscossione che gli enti creditori, infatti, in caso di notifica con il servizio postale, interpretano il termine loro riferito di decadenza o prescrizione, con la data di consegna al gestore del servizio postale e non con quello di consegna al destinatario.

La modifica che si propone, dunque, mira a risolvere il contrasto giurisprudenziale esistente sul punto, chiarendo che nei casi di notifiche a mezzo del servizio postale o di posta elettronica certificata, eseguite nell’ambito di procedure di accertamento e riscossione nonché cautelari o esecutive, ivi comprese le procedure amministrative connesse, i termini di decadenza e di prescrizione previsti per la notifica degli atti di accertamento, riscossione o esecutivi si intendono riferiti alla data di effettiva ricezione dell’atto da parte del contribuente e non alla data di consegna al servizio postale o al gestore del servizio di posta elettronica certificata.

Prescrizione cartelle non opposte

Si intende superare anche il conflitto giurisprudenziale in tema di prescrizione dei crediti portati da cartelle di pagamento non opposte.

Sul punto, infatti, vi è incertezza applicativa in conseguenza della oscillante giurisprudenza di merito e di legittimità, sebbene l’orientamento prevalente (sia in dottrina che in giurisprudenza) equipari il termine di prescrizione a quello già previsto dalla legge in relazione al credito iscritto a ruolo, escludendo l’applicazione alla cartella di pagamento non opposta del termine decennale di prescrizione proprio degli atti giudiziari passati in giudicato.

In mancanza di un accertamento giudiziale sulla fondatezza della pretesa, non vi è alcuna norma che consenta di ricondurre un tale effetto al comportamento della parte che decida di non impugnare l’iscrizione al ruolo.

Pertanto, uniformandosi alla maggioritaria interpretazione resa dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, si introduce una disposizione di interpretazione autentica volta a chiarire che il termine di prescrizione dei crediti portati da cartelle di pagamento e dai successivi atti della riscossione o esecutivi è da intendersi equiparato in ogni caso al termine previsto dalla legge per il credito iscritto a ruolo.

note

[1] Proposta di legge n. 4042/2017: “Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in materia di riscossione mediante ruolo, e alla legge 24 dicembre 2012, n. 228, in materia di sospensione della riscossione delle somme iscritte a ruolo, nonché altre disposizioni di interpretazione autentica concernenti i termini per la notificazione degli atti e per la prescrizione dei crediti“.


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1 Commento

  1. come al solito fanno le leggi incompresibili a un comune mortale un cittadino non deve capire nulla cosi non hanno diritto alla loro difesa

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