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Decreto ingiuntivo: cosa succede dopo

2 Novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Novembre 2017



Ho ricevuto un decreto ingiuntivo: cosa succede se non pago?

La particolare procedura di decreto ingiuntivo consente al creditore, in presenza di una prova scritta del proprio credito certo, liquido ed esigibile (per esempio una fattura, una busta paga, ecc.), di ottenere dal giudice un provvedimento (appunto “decreto ingiuntivo”) contro il debitore, senza un processo vero e proprio e senza prove particolarmente rigorose.

Dal momento della notifica del decreto ingiuntivo, il debitore ha 40 giorni di tempo per decidere se:

a) pagare l’importo indicato nel decreto ingiuntivo oltre le spese di giudizio;

b) non pagare: in questo caso, il decreto diverrà “definitivo” e non potrà essere più messo in discussione. Di conseguenza il creditore potrà agire in esecuzione forzata contro il debitore (pignoramento dei beni mobili, immobili, del conto corrente, ecc.), previa notifica del precetto.

c) presentare opposizione, contestando vizi formali e sostanziali del decreto ingiuntivo.

Opposizione decreto ingiuntivo

Se il debitore presenta opposizione, si apre un giudizio ordinario di cognizione davanti allo stesso tribunale che ha emesso il decreto ingiuntivo. La causa si terrà secondo le regole e i tempi tipici di un normale giudizio civile, durante il quale le parti dovranno fornire le prove delle rispettive ragioni.

L’onere della prova ricade sempre sul creditore (colui che aveva originariamente agito con il decreto ingiuntivo): questi deve dimostrare l’esistenza del credito vantato. Invece, colui che ha presentato l’opposizione deve solo difendersi, dimostrando eventualmente l’assenza del debito o la sua estinzione totale o parziale (per esempio per avvenuto pagamento).

Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

Il decreto ingiuntivo potrebbe anche nascere già provvisoriamente esecutivo, e cioè obbligare il debitore a pagare immediatamente, e non quindi all’esito del periodo di 40 giorni suddetto. Ciò è possibile se:

  • il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare o certificato di liquidazione di borsa;
  • il credito è fondato su atto ricevuto da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato;
  • vi è pericolo di grave pregiudizio in caso di ritardato pagamento (in tal caso, il giudice può imporre una cauzione al creditore);
  • il creditore produce un documento sottoscritto dal debitore in cui riconosce il proprio debito.

Provvisoria esecuzione decreto ingiuntivo nel giudizio di opposizione

La provvisoria esecuzione può anche essere concessa successivamente in sede di opposizione al decreto ingiuntivo.

In questo caso il presupposto richiesto è che l’opposizione non sia fondata su prova scritta o di pronta soluzione.

Ciò avviene quando per esempio il debitore eccepisce di aver già adempiuto la propria obbligazione ma non dimostra l’avvenuto pagamento.

La provvisoria esecuzione dee essere comunque concessa qualora il creditore offra cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni.

Il giudice concede anche la provvisoria esecuzione parziale del decreto ingiuntivo opposto limitatamente alle somme non contestate, sempre che l’opposizione non sia stata proposta per vizi procedurali.

Cosa succede dopo il decreto ingiuntivo

Se il debitore non propone opposizione entro 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo, egli dovrà pagare altrimenti potrà subire l’esecuzione forzata (pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi).

Il pignoramento non arriva però tempestivamente: una volta decorsi i 40 giorni senza che sia stata presentata opposizione, il creditore deve prima far apporre dalla cancelleria la cosiddetta “formula esecutiva” in modo da poter portare il decreto ad esecuzione. Dopodiché  il creditore notifica al debitore l’atto di precetto con il quale lo invita al pagamento del dovuto, pena l’avvio dell’esecuzione forzata.

Con la notifica del precetto il debitore ha dunque un’altra chance di pagamento prima che il creditore agisca esecutivamente. Se anche dopo il precetto, il debitore non adempie il creditore avvia l’esecuzione forzata, procedendo con il pignoramento di beni mobili o immobili, o conto corrente o stipendio/pensione del debitore.


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5 Commenti

  1. ho ricevuto decreto ingiuntivo il 05/04/18 .non ho proprieta’,non ho auto ed in piu’ il 15/01/18 sono stato licenziato dalla ditta senza aver riscosso ne’liquidazione né stipendi arretrati.attualmente sono iscritto al centro per l’impiego ed usufruisco della pensione “io”.per la somma di 973,00.nel mio stato di famiglia rientra anche mia suocera pensionata con circa 600,00 euro.in questo caso mi possono pignorare una delle due pensioni ?posso fare opposizione circa il mio stato?urgentissimo,la ringrazio.

  2. Salve ho ricevuto un decreto ingiuntivo per una finanziaria che non ho più potuto pagare io non ho la casa di mia proprietà non ho macchina la cooperativa per qui lavoro non paga gli stipendi da 4mesi il conto corrente è a zero cosa ho la separazione dei beni e il conto corrente è a zero cosa possono farmi ? Grazie

    1. Il decreto deve essere portato a conoscenza del debitore. Dal momento della notifica, il citato debitore ha 40 giorni di tempo per adempiere o fare opposizione. Se il destinatario non adempie nel termine indicato, non presenta opposizione o, pur opponendosi, non si costituisce in giudizio, il giudice dichiara esecutivo il provvedimento. Il creditore può così utilizzare il decreto come titolo esecutivo ed intraprendere l’esecuzione forzata.In ogni caso, il decreto ingiuntivo deve essere notificato entro 60 giorni dalla sua pronuncia [12], altrimenti non è più efficace. Il creditore non perde il suo diritto, tuttavia, per ottenere un altro decreto, dovrà presentare un nuovo ricorso, anche per le stesse ragioni e con le stesse prove. La legge stabilisce alcune ipotesi nelle quali il decreto, richiesto in base a prove particolari, può acquisire efficacia immediata. Si parla, in tal caso, di “provvisoria esecuzione” del decreto ingiuntivo. Al debitore viene ordinato di pagare o consegnare subito quanto dovuto, mentre il termine di 40 giorni dalla notifica rimane valido solo per poter fare opposizione. Il creditore ha l’opportunità di procedere subito con l’esecuzione, notificando precetto ed atto esecutivo.
      Scopri come fare opposizione al decreto ingiuntivo nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/263304_il-decreto-ingiuntivo-cose-e-quando-richiederlo#Il_ricorso_in_tribunale

  3. Il problema è che non posso pagare un avvocato perché non ricevo lo stipendio da 4mesi infatti siamo in ballo con i sindacati il conto corrente e a zero cosa mi succederà? Se potete rispondermi vi ringrazio

    1. Messa in mora, conciliazione, decreto ingiuntivo, causa, dimissioni: cosa fare se l’azienda non paga lo stipendio? Il dipendente può agire per vie legali per recuperare il credito dovuto. A patto che non sia un dirigente, ha la possibilità di vantare il proprio credito fino a cinque anni dopo la fine del rapporto di lavoro prima che il tutto cada in prescrizione. Il percorso parte dalla firma della busta paga per ricevuta fino alla causa ordinaria, passando per la messa in mora del datore di lavoro, la conciliazione presso la Direzione territoriale del lavoro, il decreto ingiuntivo, la causa ordinaria. Insomma, gli strumenti per agire in caso di stipendio non pagato ci sono. Per maggiori informazioni leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/124272_mancato-accredito-dello-stipendio-come-agire

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