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Auto uso promiscuo: possibile il fermo amministrativo?

25 settembre 2017


Auto uso promiscuo: possibile il fermo amministrativo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2017



Se l’auto è cointestata a due persone non può essere oggetto del blocco da parte di Agenzia Entrate Riscossione, lo può essere quella a uso promiscuo.

Non hai pagato numerose cartelle esattoriali all’Agenzia Entrate Riscossione e ora temi il fermo amministrativo ossia il blocco dell’auto. Sei tuttavia un professionista: usi l’auto per recarti allo studio e, talvolta, al domicilio dei clienti che hanno bisogno della tua assistenza. Magari hai anche più di uno studio e spostarti tra l’uno e l’altro non è facile coi mezzi pubblici. Ma soprattutto, in determinati casi, il tuo intervento è così prezioso e urgente che non sono consentiti ritardi (un commercialista chiamato durante un accertamento fiscale; un consulente del lavoro durante un’ispezione dell’Inps; un avvocato che deve recarsi a due udienze nella stessa mattinata presso due distinti tribunali; un medico che deve scappare al pronto soccorso; un odontoiatra che deve muoversi tra gli studi dei diversi dentisti con cui collabora, ecc.). Lo stesso ragionamento si può fare per l’imprenditore che ha necessità di effettuare numerosi spostamenti per mandare avanti l’impressa. Chiaramente l’auto è uno strumento indispensabile per l’esercizio della tua attività e, se non ci fosse, non avresti possibilità di lavorare. Che succede allora se hai numerosi debiti tributari e sei in arretrato con le cartelle di pagamento? La legge prevede il divieto di fermo amministrativo per l’auto del professionista e dell’imprenditore. Infatti, 30 giorni prima del blocco, ti arriva un preavviso e, in questo arco di tempo, ti è consentito recarti all’ufficio dell’esattore e dimostrare l’uso strumentale del veicolo per evitare che venga attuata la misura cautelare. Ma se l’auto è a uso promiscuo, è possibile il fermo amministrativo? A chiarirlo è una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano [1]. Ma procediamo con ordine. 

Il famoso decreto del fare [2] ha stabilito che la procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati è avviata dall’agente della riscossione (oggi Agenzia delle Entrate Riscossione) con la notifica al debitore di una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà eseguito il fermo auto, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari (cioè il Pra), salvo che il debitore o i coobbligati, nel predetto termine (di 30 giorni, appunto), dimostrino all’esattore che l’auto è strumentale all’attività di impresa o della professione.

Dal tenore letterale delle parole usate dal legislatore, la norma non fa distinzioni tra tipologie di imprenditori o di professionisti. Il divieto di fermo è sottoposto solo alla dimostrazione della strumentalità dell’auto all’esercizio del lavoro di tipo imprenditoriale o professionale. Secondo però la sentenza in commento, l’auto a uso promiscuo che serve per recarsi allo studio, o anche presso più studi ove il professionista collabora, non gode del beneficio in commento e può essere oggetto di fermo. Infatti non può considerarsi indispensabile e strumentale all’attività lavorativa (nel caso di specie si trattava di un odontoiatra). Allo studio (o agli studi) ci si può arrivare anche a piedi o con i mezzi pubblici. Quindi, non vi è alcun presupposto di urgenza o necessità di spostamento con la macchina che solo – a detta della Commissione Tributaria – consentirebbe di ottenere la cancellazione del fermo auto.

Un’interpretazione questa che lascia interdetti perché la legge non parla di «indispensabilità» dell’uso dell’auto ma di «strumentalità» e tale può essere anche solo l’esigenza di raggiungere il posto di lavoro, specie quando distante e non facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici o quando si collabora con più studi e colleghi.

Peraltro c’è anche da dire che quasi tutti i professionisti hanno l’auto a uso promiscuo, destinandola durante la settimana al lavoro e alla sera o nel week end agli spostamenti personali e familiari. Discriminare l’auto a uso promiscuo da quella “dedicata” al lavoro significa restringere il campo di applicazione della norma a un numero estremamente esiguo di ipotesi.

Che fare in questi casi? Ricordiamo che, in ogni caso, il fermo amministrativo non può essere disposto se l’auto è cointestata a due o più persone. Inoltre, con la richiesta di rateazione del debito e il pagamento della prima rata, il contribuente può ottenere la sospensione del fermo e tornare a circolare (la cancellazione definitiva avverrà a estinzione del debito complessivo, ossia con l’ultima rata). Leggi sul punto Come togliere il fermo amministrativo.

note

[1] Ctp Milano, sent. n. 4382/16/17. 

[2] Art. 82 co. 2 Dpr n. 602/1973 mod. art. 52 co. 1, lett m-bis Dl 69/2013.


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