Volo cancellato: sì alla compensazione pecuniaria

27 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 settembre 2017



La Corte di Giustizia dell’Unione Europea definisce il concetto di distanza utile per il passeggero al fine di ottenere la compensazione pecuniaria. 

Quante volte vi sarà capitato di organizzare i vostri viaggi e, una volta giunti in aeroporto, siete stati avvisati dal personale di terra che il vostro volo è in ritardo o addirittura è stato cancellato? Quante volte siete stati costretti a raggiungere la destinazione finale avvalendovi di altri mezzi aerei con una o più coincidenze ?
Ebbene, vediamo quali le tutele ed i possibili rimedi per il passeggero che subisce un disagio di tale portata.
Preliminarmente, è opportuno evidenziare e ben definire il concetto di distanza che in questi casi assume rilevanza, al fine di stabilire la compensazione pecuniaria spettante al viaggiatore, una sorta cioè di risarcimento.
A riguardo, di recente la Corte di Giustizia dell’Unione Europea [1] è intervenuta sul tema stabilendo che la nozione di distanza cui fare riferimento, in caso di collegamenti aerei con una o più coincidenze, è unicamente quella tra il luogo del primo decollo e la destinazione finale.
Tale distanza prescinde, quindi, da quella effettivamente percorsa e si stabilisce con il metodo della rotta ortodromica, ovvero della distanza radiale che un volo diretto percorrerebbe tra l’aeroporto di partenza e l’aeroporto di arrivo.

Di conseguenza, la compensazione pecuniaria [2] spetta ai passeggeri nella stessa misura, senza distinguere se essi raggiungano la propria destinazione finale con un volo diretto o con un volo con coincidenze.
Ciò che rileva ai fini della determinazione dell’importo monetario, pur nel rispetto dei diversi scaglioni contemplati nel Regolamento CE [3], è la distanza tra il luogo del primo decollo e la destinazione finale, a prescindere da eventuali voli in coincidenza.
Va da sé, quindi, che la compensazione pecuniaria è un rimedio posto a tutela del viaggiatore per la perdita di tempo subita rispetto alla pianificazione iniziale del viaggio e tale disagio deve essere considerato in maniera uguale, al momento della quantificazione dell’importo monetario, sia per i passeggeri di voli ritardati di tre o più ore sia per quelli di voli cancellati ed imbarcati su un volo alternativo.
Pertanto, il diritto ad ottenere la compensazione pecuniaria nasce nel momento in cui i passeggeri si trovano nell’ impossibilità oggettiva di riorganizzare liberamente il proprio spostamento.
Infatti, in tali circostanze i viaggiatori non possono raggiungere la meta di viaggio finale in un determinato momento e sono costretti a subire la perdita di tempo derivante da una diversa organizzazione del viaggio, non disponendo alcun margine di manovra.

note

[1] VIII sez,sentenza del 7/09/2017

[2] Artt.5 par.1 e 7 par. 1 regolamento CE n.261/2004

[3] Art. 7 , par.1 regolamento CE n. 261/2004


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