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Quanto bisogna lavorare per avere una pensione?

26 settembre 2017 | Autore:


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Per quanti anni è necessario lavorare prima di potersi pensionare?

Bastano 20 anni di lavoro (con regolare versamento di contributi), nella generalità dei casi, per andare in pensione, ma bisogna aspettare di aver compiuto 66 anni e 7 mesi: con questi requisiti di età e contribuzione si può ottenere la pensione di vecchiaia.

Con 20 anni di lavoro si può anche ottenere un anticipo della pensione di vecchiaia a 63 anni di età, l’Ape volontario, ma si subisce un taglio del trattamento. Nessun taglio, invece, per i lavoratori svantaggiati che percepiscono l’Ape sociale, che possono ricevere l’anticipo pensionistico a 63 anni senza doverlo restituire; per loro, però, sono necessari 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

Non ci sono requisiti di età, invece, per chi ha diritto alla pensione anticipata ordinaria: ci vogliono però ben 42 anni e 10 mesi di lavoro per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, a meno che non si appartenga alle categorie svantaggiate e si risulti lavoratori precoci, nel qual caso “bastano” 41 anni.

Senza contare che tutti questi requisiti, già severi di per sé, potrebbero aumentare in futuro a causa degli adeguamenti alla speranza di vita.

Sopravvivono, però, alcune importanti eccezioni che consentono di pensionarsi con requisiti più leggeri, come l’opzione donna (della quale si è chiesta la proroga di recente) e la pensione di anzianità per gli addetti ai lavori usuranti; nuove misure, poi, dovrebbero farsi strada e consentire un’uscita dal lavoro più elastica, ad esempio la maggiorazione contributiva Legge 104 e l’Ape rosa.

Ma facciamo un po’d’ordine e vediamo, in questa guida, come si calcolano i requisiti per andare in pensione, come sapere a quale pensione si può accedere prima e quali sono vantaggi e svantaggi nell’utilizzo degli strumenti di flessibilità.

Calcolo dei periodi utili alla pensione

A seconda del tipo di pensione (anticipata, di vecchiaia, etc.), per raggiungerla sono stabiliti requisiti differenti, che possono riguardare sia l’età, che gli anni di contributi.

Per quanto riguarda il calcolo dell’età pensionabile, questa aumenterà periodicamente in base agli incrementi legati alla speranza di vita.

È invece più complesso il calcolo dei contributi, in quanto, nell’estratto conto dell’Inps, questi sono solitamente indicati in settimane, ma a volte anche in mesi o in giorni, a seconda della gestione alla quale appartiene il dipendente.

Per capire quanti anni di contributi si possiedono, bisogna dunque considerare che:

  • 1 anno corrisponde a 52 settimane;
  • 1 mese corrisponde a 4,333 settimane;
  • 1 giornata corrisponde a 0,19259 settimane.

I periodi di contribuzione appartenenti a diverse gestioni possono essere sommati:

  • gratuitamente, nel caso in cui si richieda la totalizzazione dei contributi, il cumulo, il computo, o la totalizzazione retributiva;
  • a titolo oneroso, qualora si richieda la ricongiunzione dei contributi presso un’unica gestione.

In caso contrario, i contributi di ogni gestione devono essere considerati separatamente, per verificare il diritto ad un’autonoma pensione, o a un’eventuale pensione supplementare o supplemento di pensione (per approfondire: pensione supplementare, supplemento della pensione, ricalcolo e ricostituzione della pensione).

Calcolo della pensione

Per quanto riguarda il calcolo della pensione, ricordiamo che questo è effettuato:

  • col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede più di 18 anni di contributi al 31/12/1995; il sistema retributivo si basa sugli ultimi stipendi posseduti dal lavoratore e sulle settimane di contributi versate sino al 1992 (per la quota A) e dal 1993 al 2011 (per la quota B);
  • col sistema retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi col sistema contributivo (il cosiddetto sistema di calcolo misto), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995;
  • col sistema interamente contributivo, per chi non ha contributi precedenti al 1996 o per chi utilizza l’opzione donna, l’opzione contributiva Dini o il computo nella Gestione separata; il sistema contributivo si basa sui contributi effettivamente accreditati e non sulla media delle ultime retribuzioni.

I lavoratori a cui spetta il calcolo interamente contributivo, o che scelgono il computo nella Gestione Separata, hanno diritto, a determinate condizioni, a requisiti più leggeri per accedere alla pensione anticipata (63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di contributi) ed a quella di vecchiaia (70 anni e 7 mesi, ma con soli 5 anni di contributi). Chi utilizza l’opzione donna ha diritto alla pensione con 57 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi (se i requisiti sono posseduti entro il 31 luglio 2016).

Requisiti per la pensione di vecchiaia

Per ottenere la pensione di vecchiaia, come anticipato, è necessario possedere un determinato requisito di età, assieme ad almeno 20 anni di contributi (15 anni per chi rientra nella Deroga Amato o nell’Opzione Contributiva Dini); l’assegno di pensione, inoltre, non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (cioè a circa 673 euro) per chi è soggetto al calcolo contributivo del trattamento.

Vediamo, nella tabella, i requisiti d’età necessari, anno per anno:

  • 2017: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
  • 2018: 66 anni e 7 mesi per tutti
  • 2019: 66 e 11 mesi;
  • 2020: 66 e 11 mesi ;
  • 2021: 67 e 2 mesi;
  • 2022: 67 e 2 mesi;
  • 2023: 67 e 5 mesi;
  • 2024: 67 e 5 mesi;
  • 2025: 67 e 8 mesi;
  • 2026: 67 e 8 mesi;
  • 2027: 67 e 11 mesi;
  • 2028: 67 e 11 mesi;
  • 2029: 68 e 1 mese;
  • 2030: 68 e 1 mese;
  • 2031: 68 e 3 mesi;
  • 2032: 68 e 3 mesi;
  • 2033: 68 e 5 mesi;
  • 2034: 68 e 5 mesi;
  • 2035: 68 e 7 mesi;
  • 2036: 68 e 7 mesi;
  • 2037: 68 e 9 mesi;
  • 2038: 68 e 9 mesi;
  • 2039: 68 e 11 mesi ;
  • 2040: 68 e 11 mesi;
  • 2041: 69 e 1 mese;
  • 2042: 69 e 1 mese;
  • 2043: 69 e 3 mesi;
  • 2044: 69 e 3 mesi;
  • 2045: 69 e 5 mesi.

I requisiti, successivamente a tale data, aumentano sempre di 2 mesi ogni biennio; gli adeguamenti automatici, però, potrebbero variare nel caso in cui l’aspettativa di vita riscontrata dall’Istat sia differente da quella prevista. Ad esempio, se per gli anni 2017 e 2018 l’Istat riscontrerà un decremento della speranza di vita, nel 2019 il requisito per la pensione di vecchiaia resterà fermo a 66 anni e 7 mesi.

Requisiti per l’anticipo pensionistico

Se si decide di utilizzare l’Ape, il nuovo anticipo pensionistico introdotto dalla Legge di bilancio 2017, si può anticipare la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi, se si possiedono 20 anni di contributi, con un minimo di 63 anni di età

Sarà così possibile pensionarsi a 63 anni sino al 2018, a 63 anni e 4 mesi nel biennio 2019-2020, a 63 anni e 7 mesi nel biennio 2021 e 2022 e così via, sempre che la misura sia confermata anche in futuro e che i requisiti per la pensione rispecchino gli adeguamenti automatici previsti.

Bisogna però ricordare che l’Ape comporta delle penalizzazioni sulla futura pensione, in quanto il trattamento è erogato grazie a un prestito bancario, che va restituito. Non subiscono penalizzazioni soltanto coloro che beneficiano dell’Ape sociale, interamente a carico dello Stato sino a 1.500 euro mensili; per loro, però, come già detto ci vogliono 30  o 36 anni di contributi.

I contributi richiesti potrebbero essere ridotti sino a 3 anni per le lavoratrici con figli (Ape donne, o Ape rosa).

Inoltre, subiscono tagli minori i lavoratori per i quali parte dell’Ape è pagata dall’azienda (Ape aziendale) e i lavoratori che possono beneficiare di una rendita integrativa anticipata (Rita).

Per approfondimenti, si veda: Ape, tutte le novità sull’anticipo pensionistico.

Requisiti per la pensione di vecchiaia contributiva

Chi ha diritto al calcolo interamente contributivo del trattamento, ha diritto alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, ma con i seguenti requisiti di età:

  • nel triennio 2016-2018, 70 anni e 7 mesi;
  • nel 2019-2020, 70 anni e 11 mesi;
  • nel 2021-2022, 71 anni e 2 mesi.

I requisiti continuano, poi, ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029.

Requisiti per la pensione anticipata

La pensione anticipata, al contrario della pensione di vecchiaia, è basata solo sui contributi accantonati, e non richiede un requisito minimo d’età.

Vediamo ora quanti sono gli anni di contributi necessari a maturare il trattamento, a seconda della data di uscita dal lavoro, per gli uomini:

  • 2017: 42 anni e 10 mesi;
  • 2018: 42 anni e 10 mesi;
  • 2019: 43 anni e 2 mesi;
  • 2020: 43 anni e 2 mesi;
  • 2021: 43 anni e 5 mesi;
  • 2022: 43 anni e 5 mesi;
  • 2023: 43 anni e 8 mesi;
  • 2024: 43 anni e 8 mesi;
  • 2025: 43 anni e 11 mesi;
  • 2026: 43 anni e 11 mesi;
  • 2027: 44 anni e 2 mesi;
  • 2028: 44 anni e 2 mesi;
  • 2029: 44 anni e 4 mesi;
  • 2030: 44 anni e 4 mesi;
  • 2031: 44 anni e 6 mesi;
  • 2032: 44 anni e 6 mesi;
  • 2033: 44 anni e 8 mesi;
  • 2034: 44 anni e 8 mesi;
  • 2035: 44 anni e 10 mesi;
  • 2036: 44 anni e 10 mesi;
  • 2037: 45 anni;
  • 2038: 45 anni;
  • 2039: 45 anni e 2 mesi;
  • 2040: 45 anni e 2 mesi;
  • 2041: 45 anni e 4 mesi;
  • 2042: 45 anni e 4 mesi;
  • 2043: 45 anni e 6 mesi;
  • 2044: 45 anni e 6 mesi;
  • 2045: 45 anni e 8 mesi;
  • 2046: 45 anni e 8 mesi;
  • 2047: 45 anni e 10 mesi;
  • 2048: 45 anni e 10 mesi;
  • 2049: 46 anni 45 anni;

I requisiti per la pensione anticipata delle donne prevedono lo sconto di un anno, rispetto agli uomini:

  • 2017: 41 anni e 10 mesi;
  • 2018: 41 anni e 10 mesi;
  • 2019: 42 anni e 2 mesi;
  • 2020: 42 anni e 2 mesi;
  • 2021: 42 anni e 5 mesi;
  • 2022: 42 anni e 5 mesi;
  • 2023: 42 anni e 8 mesi;
  • 2024: 42 anni e 8 mesi;
  • 2025: 42 anni e 11 mesi;
  • 2026: 42 anni e 11 mesi;
  • 2027: 43 anni e 2 mesi;
  • 2028: 43 anni e 2 mesi;
  • 2029: 43 anni e 4 mesi;
  • 2030: 43 anni e 4 mesi;
  • 2031: 43 anni e 6 mesi;
  • 2032: 43 anni e 6 mesi;
  • 2033: 43 anni e 8 mesi;
  • 2034: 43 anni e 8 mesi;
  • 2035: 43 anni e 10 mesi;
  • 2036: 43 anni e 10 mesi;
  • 2037: 44 anni;
  • 2038: 44 anni;
  • 2039: 44 anni e 2 mesi;
  • 2040: 44 anni e 2 mesi;
  • 2041: 44 anni e 4 mesi;
  • 2042: 44 anni e 4 mesi;
  • 2043: 44 anni e 6 mesi;
  • 2044: 44 anni e 6 mesi;
  • 2045: 44 anni e 8 mesi;
  • 2046: 44 anni e 8 mesi;
  • 2047: 44 anni e 10 mesi;
  • 2048: 44 anni e 10 mesi;
  • 2049: 45 anni;
  • 2050: 45 anni.

Bisogna comunque considerare, come già detto in merito all’età pensionabile, che gli adeguamenti automatici potrebbero variare, al variare dell’aspettativa di vita.

Requisiti per la pensione anticipata precoci

La pensione anticipata può anche essere ottenuta con 41 anni di contributi, se:

  • l’interessato è un lavoratore dipendente o autonomo, iscritto all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi) e alle sue forme sostitutive ed esclusive (ad esempio fondo elettrici, telefonici…);
  • l’interessato ha almeno 12 mesi di contributi per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età.

Il lavoratore, inoltre, per ottenere il beneficio deve trovarsi in una delle seguenti condizioni:

  • essere disoccupato per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, senza percepire da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione spettante;
  • essere lavoratore dipendente, o autonomo, che assiste al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave;
  • essere lavoratore dipendente o autonomo con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • essere lavoratore dipendente addetto a lavori usuranti, o che svolge per almeno 6 anni nell’ultimo settennio in via continuativa un’attività faticosa o rischiosa.

 

Requisiti per la pensione anticipata contributiva

Chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 può optare per la pensione anticipata contributiva: per ottenere il trattamento, nel 2017, sono sufficienti 63 anni e 7 mesi di età, unitamente al possesso di 20 anni di contributi, e di un assegno superiore a 2,8 volte l’assegno sociale.

Si vorrebbe eliminare, o almeno ridurre, quest’ultimo requisito: ad oggi, infatti il lavoratore, se ha 63 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, non può comunque pensionarsi  se il suo assegno mensile non è almeno pari a 1255 euro circa.

Per quanto riguarda il requisito di età, dovrebbe aumentare secondo gli adeguamenti all’aspettativa di vita, mentre il requisito contributivo, come avviene per la pensione di vecchiaia, resterà fermo a 20 anni.

Altre deroghe per l’uscita anticipata dal lavoro

Sono previsti requisiti più leggeri per la pensione nelle seguenti ipotesi:

  • totalizzazione: bastano 65 anni e 7 mesi di età (per tutti), con 20 anni di contributi e una finestra di attesa di 18 mesi, per la pensione di vecchiaia, o 40 anni e 7 mesi di contributi e una finestra di 21 mesi, per la pensione di anzianità;
  • salvacondotto per nati nel 1951 e 1952: in questo caso, è possibile andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, se sono stati compiuti 60 anni entro il 31 dicembre 2012, e maturati almeno 35 anni di contributi, entro la stessa data, per gli uomini, o 20 anni di contributi, per le donne (l’agevolazione non è fruibile dai dipendenti pubblici né dai lavoratori agricoli; inoltre ci sono delle limitazioni per i lavoratori autonomi e per i  non occupati al 28 dicembre 2011);
  • opzione donna: in attesa di ulteriori proroghe, l’opzione è fruibile da chi matura almeno 35 anni di contributi e 57 anni e 7 mesi di età (58 e 7 mesi se lavoratrice autonoma), entro il 31 luglio 2016; si applica una finestra di attesa di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome; l’opzione comporta il calcolo interamente contributivo della pensione;
  • lavori usuranti e notturni: per i lavoratori che hanno effettuato turni notturni, o attività particolarmente faticose e pesanti, sono previsti dei requisiti ridotti per la pensione, calcolati in base alle quote (per saperne di più: pensione anticipata per gli addetti a lavori faticosi 2017); i requisiti sono stati ulteriormente tagliati dalla Legge di bilancio 2017;
  • ottava salvaguardia: la salvaguardia consente a determinati lavoratori (in mobilità, contributori volontari, cessati dal servizio, a termine, fruitori di congedi per l’assistenza di figli disabili) di pensionarsi con le regole antecedenti alla Legge Fornero; dovrebbe essere prorogata con la nuova legge di bilancio.

Per chi valgono i vecchi requisiti per la pensione

Non bisogna, infine, dimenticare il principio di cristallizzazione dei requisiti: in base a tale principio, chi matura i requisiti utili alla pensione ha diritto a collocarsi a riposo quando preferisce, anche se successivamente la legge cambia. Grazie alla previsione, confermata anche da una nota circolare Inps [1], chi ha maturato i requisiti precedenti alla Legge Fornero entro il 31 dicembre 2011 può pensionarsi, quando vuole, con le vecchie regole.

note

Note

[1] Inps Circ. n.16/2013.


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1 Commento

  1. Per chi ha lavorato solo 15anni col contributivo e poi è andato all’estero ha diritto alla pensione e a quale età?

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