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News Professionisti, niente pensione per chi ha chiesto il cumulo

News Pubblicato il 26 settembre 2017

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> News Pubblicato il 26 settembre 2017

Ancora inattuata la previsione che consente di sommare gratuitamente i contributi Inps con quelli delle casse dei liberi professionisti.

 

Il cumulo gratuito dei contributi c’è, ma solo sulla carta: non è infatti ancora stata emanata la normativa attuativa, indispensabile per poter sommare gratuitamente i contributi previdenziali presenti nelle casse professionali con quelli delle gestioni facenti  capo all’Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani e commercianti, gestione separata, ex Inpdap, etc.).

Un problema veramente serio, specie per coloro che, contando sul cumulo dei contributi, si sono dimessi o hanno cessato l’attività per pensionarsi, rimanendo così senza stipendio e senza pensione.

Sull’argomento è stata sollevata un’interrogazione al Governo, calendarizzata per il 21 settembre ma spostata al 28 settembre. Tantissimi i professionisti in attesa di una risposta, “illusi” di un pensionamento a breve dalle previsioni della Legge di bilancio 2017 e rimasti bloccati nelle maglie di meccanismi normativi non semplici, che obbligano a mille passaggi perché una legge possa dirsi operativa a tutti gli effetti.

In attesa di saperne di più, facciamo un breve punto della situazione sul cumulo gratuito dei contributi: come funziona, chi può usufruirne, quali sono i requisiti per la pensione.

Come funziona il cumulo dei contributi

Il cumulo dei contributi consente di sommare, senza costi, i contributi presenti in gestioni previdenziali diverse per raggiungere i requisiti per la pensione.

I contributi si sommano, però, solo ai fini del diritto alla pensione, mentre per quanto riguarda l’ammontare della prestazione ogni cassa calcola la propria quota di trattamento.

In parole semplici, col cumulo si sommano solo i diversi periodi utili alla pensione: ad esempio, se il professionista possiede 20 anni di contributi nella Cassa Forense e 22 anni e 10 mesi in Inps, può raggiungere la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi.

Ogni gestione, però, calcola solo la sua quota di pensione: tornando all’esempio di prima, la Cassa Forense liquiderà la pensione con le proprie regole, contando solo i 20 anni di contributi versati presso la gestione, e così farà l’Inps per i suoi 22 anni e 10 mesi.

Non si deve effettuare, però, il ricalcolo contributivo della pensione, come avviene nella totalizzazione.

Quali pensioni si possono ottenere col cumulo

Il cumulo è utile soltanto per ottenere la pensione di vecchiaia, di inabilità, ai superstiti e anticipata: non è possibile ottenere, invece, alcun tipo di pensione di anzianità, né presso l’Inps né presso le gestioni dei liberi professionisti.

Requisiti per la pensione col cumulo

Abbiamo appena detto che col cumulo si possono ottenere le pensioni di vecchiaia, di inabilità, ai superstiti e anticipata, sommano i contributi presenti in tutte le gestioni in cui l’interessato possiede dei versamenti.

I requisiti per un determinato tipo di pensione, ad esempio per la pensione di vecchiaia, sono però diversi a seconda della gestione.

Ad esempio nell’Inps i requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria sono pari a 66 anni e 7 mesi, mentre nella Cassa Forense sono pari a 68 anni: in questi casi, i requisiti utili per pensionarsi con il cumulo sono quelli più severi.

Cumulo e totalizzazione

Con la totalizzazione, i contributi presenti in gestioni diverse sono sommati ai soli fini del diritto alla pensione, che si raggiunge, per tutte le casse, coi seguenti requisiti:

  • per la pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età più 20 anni di contributi; ; è applicata una finestra di 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti; inoltre i requisiti potrebbero aumentare in base agli incrementi della speranza di vita;
  • per la pensione di anzianità: 40 anni e 7 mesi di contributi; è applicata una finestra di 21 mesi dalla data di maturazione dei requisiti; anche in questo caso i requisiti potrebbero aumentare in base agli incrementi della speranza di vita.

Ogni gestione liquida, poi, la propria quota di trattamento con il sistema di calcolo interamente contributivo. Si ha diritto al calcolo retributivo, non rivalutato, solo se si raggiunge un autonomo diritto alla pensione in una delle gestioni in cui risultano accreditati i contributi.

Rispetto al cumulo, dunque, la totalizzazione è meno vantaggiosa.

 

Cumulo e ricongiunzione

La ricongiunzione, invece, è sicuramente più vantaggiosa del cumulo in quanto l’interessato ottiene un’unica pensione, versando nella sola gestione prescelta tutti i contributi posseduti nelle varie casse.

Tuttavia, la ricongiunzione ha dei costi assai elevati, che la rendono eccessivamente onerosa.


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