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Lo sai che? Oggetto difettoso: chi paga la sostituzione?

Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2017

Secondo il codice del consumo, il venditore deve riparare o sostituire il prodotto difettoso a sue spese; in alternativa, dovrà restituire quanto ricevuto.

A chi non è mai capitato di trovarsi tra le mani un oggetto difettoso, seppur pagato come nuovo e perfettamente funzionante? Questo succede non solo nel caso di acquisti online, ove è ben difficile avere una percezione iniziale dell’oggetto desiderato, ma anche quando l’acquisto viene fatto di persona nei normali negozi. Ciò accade soprattutto con gli oggetti elettronici, il cui funzionamento può essere testato solamente giunti a casa. Approfondiamo l’argomento e vediamo chi paga la sostituzione dell’oggetto difettoso.

La garanzia per i vizi della cosa secondo il codice civile

Ogni acquirente ha diritto che la cosa comprata sia esente da vizi che la rendano inutile o che comunque ne diminuiscano il valore. Il codice civile tutela il compratore attraverso la garanzia per i vizi della cosa venduta: accortosi dei difetti, il cliente deve denunciare i vizi al venditore entro otto giorni dalla loro scoperta, a meno che le parti non abbiano concordato un termine diverso [1]. Fatta la denuncia (possibilmente per iscritto, ad esempio mediante lettera raccomandata, così da averne la prova), l’acquirente può chiedere, entro un anno dalla consegna, che il venditore gli riduca il prezzo (e quindi lo rimborsi parzialmente) oppure che gli restituisca l’intero importo pagato [2]. Il cliente, inoltre, ha diritto al risarcimento del danno, a meno che il venditore non dimostri che anche lui non era a conoscenza dei vizi della cosa [3].

La garanzie nel codice del consumo

La tutela fornita dal codice civile italiano, seppur tuttora vigente, è stata parzialmente superata dalla disciplina più completa fornita dal codice del consumo [4]. Secondo questo testo, infatti, l’acquirente che possa definirsi anche consumatore (cioè, la persona fisica che acquista per scopi estranei alla propria attività professionale) ha diritto non soltanto alla riduzione o alla restituzione integrale del prezzo, come già previsto dal codice civile, ma anche alla riparazione o alla sostituzione del prodotto difettoso. Secondo il codice del consumo, infatti, «Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro» [5]. Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate dal venditore a proprie spese, entro un congruo termine dalla richiesta, e non devono arrecare inconvenienti al consumatore. Solo nel caso in cui la riparazione o la sostituzione non sia possibile oppure sia eccessivamente dispendiosa per il venditore, l’acquirente potrà optare per i rimedi “classici”, e cioè per la riduzione del prezzo (proporzionata alla diminuzione del valore del bene causata dal difetto) o la restituzione integrale. Ogni spesa è a carico del venditore.

I termini

Il codice del consumo prevede termini più ampi per la garanzia concessa. Mentre il codice civile, come sopra detto, obbliga l’acquirente a denunciare i vizi entro otto giorni dalla loro scoperta e ad esercitare una delle azioni previste a sua tutela entro un anno dalla consegna del bene, il codice del consumo dice che il consumatore deve denunciare al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il vizio. La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o, comportandosi in mala fede, lo ha occultato. Il venditore è responsabile quando il difetto di sia manifestato entro il termine di due anni dalla consegna del bene [6].

note

[1] Art. 1495 cod. civ.

[2] Art. 1492 cod. civ.

[3] Art. 1494 cod. civ.

[4] D. lgs. n. 206/2005 del 06.09.2005 (Codice del consumo).

[5] Art. 130, terzo comma, d. lgs. n. 206/2005.

[6] Art. 132, d. lgs. n. 206/2005.

Autore immagine: Pixabay.com


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