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Le Guide Quando spetta permesso per lutto

Le Guide Pubblicato il 1 novembre 2017

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> Le Guide Pubblicato il 1 novembre 2017

In quali casi e con quali modalità viene concesso il permesso per lutto?

Ogni lavoratore dipendente ha diritto, per legge, a tre giorni lavorativi di permesso nell’anno per lutto familiare, ossia per la morte del coniuge, di un parente entro il secondo grado o del convivente (in quest’ultimo caso, la stabilità della convivenza va dimostrata tramite certificato anagrafico) [1].

Si tratta, dunque, di permessi retribuiti – cioè goduti a spese del datore di lavoro – e che si riferiscono a giornate lavorative, ossia che non comprendono i giorni festivi e il sabato (nel caso di settimana lavorativa corta), tranne in alcuni casi particolari che vedremo.

Ne possono usufruire anche i lavoratori a tempo determinato.

Come si richiede il permesso per lutto

Il lavoratore deve informare il datore di lavoro dell’evento luttuoso e dei giorni nei quali il permesso sarà utilizzato (che possono anche essere non consecutivi, visto che la normativa prevede il calcolo dei giorni di permesso con riferimento all’intero anno).

La richiesta deve essere accompagnata da documentazione che dimostri la morte della persona o, quando prevista, da dichiarazione sostitutiva.

Il termine per poter usufruire del permesso è di sette giorni dal decesso.

Per la morte di quali familiari può essere chiesto il permesso per lutto

Il permesso per lutto può essere richiesto per la morte dei seguenti familiari (anche nel caso di funerale all’estero):

  • genitori e figli
  • fratelli e sorelle
  • nipoti (figli dei figli) e nonni.

Non può essere concesso, invece, per il decesso

  • del nipote che sia figlio del fratello o della sorella
  • dello zio
  • del bisnipote e del bisnonno.

Alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) prevedono la facoltà di chiedere il permesso per lutto in un numero maggiore di casi rispetto a quanto stabilito dalla legge statale, ad esempio per la morte degli affini (suocero, genero, cognata, ecc.).

Permesso per lutto e ferie

La legge non prevede l’ipotesi in cui l’evento luttuoso si verifichi in coincidenza con le ferie.

In questo caso si applica il principio di effettività delle ferie, già affermato dalla Corte di cassazione [2] e dalla Corte costituzionale [3] con riferimento alla coincidenza di periodi di malattia e di ferie. Dunque, durante i giorni di permesso per lutto le ferie restano sospese, con la conseguenza che quei giorni non verranno considerati ai fini del computo complessivo delle ferie.

Cosa si può fare se il permesso per lutto non spetta

Se, in base alla normativa nazionale, non si ha diritto al permesso per lutto (perché si tratta della morte di un parente oltre il secondo grado oppure di un affine), bisogna fare riferimento a quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Il Ccnl, infatti, o prevede eventi luttuosi che – in deroga a quanto stabilito dalla legge – danno diritto al permesso retribuito oppure stabilisce, negli stessi casi, la possibilità di richiedere un permesso non retribuito.

I giorni di permesso non retribuito dovranno essere poi recuperati secondo le modalità prescritte nel contratto collettivo.

È consigliabile motivare la richiesta. In mancanza di motivazione, infatti, il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere il permesso non retribuito, se vi sono particolari esigenze produttive.

Permessi per lutto dei dipendenti pubblici

I contratti collettivi dei comparti Agenzie fiscali, Ministeri, Presidenza del Consiglio dei ministri, Università, Sanità pubblica, Ricerca, Enti previsti dall’art. 70 del decreto legislativo 165/2001, Enti pubblici non economici, Regioni e autonomie locali, Scuola, Accademie e conservatori stabiliscono, oltre a quanto previsto dalla normativa nazionale, la facoltà di chiedere fino a tre giorni lavorativi di permesso retribuito (per ogni singolo evento luttuoso e non per ogni anno, come previsto invece per gli altri lavoratori dipendenti) anche per la morte di affini di primo grado (suocero, suocera, genero, nuora).

A differenza degli altri settori, i giorni di permesso devono essere consecutivi. Pertanto possono comprendere anche le festività.

Fa eccezione il personale docente della scuola, che può usufruire dei giorni di permesso retribuito per lutto anche in maniera frazionata.

I dipendenti del comparto regioni ed enti locali possono chiedere il permesso anche per la morte di affini di secondo grado (cognati).

In alternativa ai suddetti tre giorni, il pubblico dipendente può chiedere fino a diciotto ore complessive di permesso (anche in maniera frazionata).

I giorni – o le ore – di permesso per lutto sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio.

note

[1] Art. 4 delle legge n. 53/2000.

[2] Cassazione a sezioni unite, sentenza n. 1947 del 1998.

[3] Corte costituzionale, sentenza n. 616 del 1987.


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