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Prescrizione finanziamento

29 Settembre 2017 | Autore:
Prescrizione finanziamento

Mutui della banca e finanziamenti: decorsi dieci anni il credito è prescritto.

Il prestito di denaro più diffuso nelle pratiche commerciali come il prestito personale o finanziamento (con o senza vincolo di destinazione) come le altre forme di mutuo, è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale. Il computo del decennio decorre dalla scadenza dell’ultima rata. Trascorso tale termine il diritto del creditore è estinto.

Quando la banca o una società finanziaria eroga una somma di denaro al richiedente, avrà diritto alla corresponsione della somma data in prestito (somma capitale), gravata degli interessi pattuiti alla sottoscrizione del contratto di finanziamento, remunerativi dell’opera prestata e a volte di altre voci di spesa (commissioni, spese di apertura e similari). L’inerzia del creditore nei confronti del debitore che non adempie all’obbligo di restituire la somma data in prestito, genera l’estinzione del suo diritto di credito. La funzione della prescrizione è infatti quella di assicurare la certezza dei rapporti giuridici. La prescrizione è regolata dal codice civile [1], che dispone che i diritti (compreso quindi quello del creditore/società finanziaria) si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni, salvo diversa disposizione. In assenza quindi di una legge che preveda un termine più ampio o più ristretto, la prescrizione si considera anche per i finanziamenti quella ordinaria, cioè decennale. Il giorno dal quale si computa il decennio nei pagamenti rateali inizia con la scadenza dell’ultima rata non pagata. Se quindi il soggetto finanziato non corrisponde più i versamenti rateali secondo le modalità pattuite e alle scadenze indicate nel contratto e il creditore non esercita validamente i suoi diritti entro il termine di dieci anni, il debitore è libero da ogni vincolo con la società finanziaria. A quest’ultima, che agirà davanti al giudice oltre il decennio, il cliente potrà sempre opporre la prescrizione e spetterà alla finanziaria provare di averla interrotta o il mancato decorso del termine decennale.

Gli effetti della prescrizione:

  • Il creditore (la finanziaria) non potrà più pretendere alcun pagamento nei confronti del debitore, poiché la prescrizione estingue il suo diritto di credito.
  • Il debitore (colui che ottenuto il finanziamento è tenuto al pagamento rateale) è liberato da ogni obbligo giuridico nei confronti del creditore, salvo l’adempimento spontaneo.

Si è già detto che la prescrizione decennale nei finanziamenti che prevedono il rimborso della somma erogata a titolo di prestito con pagamenti rateali si computa a partire dalla data di scadenza dell’ultima rata non pagata. La prescrizione però si interrompe se il debitore intanto è stato raggiunto da un qualsiasi atto, anche una semplice raccomandata di sollecito, con la conseguenza che il conteggio si azzererà ripartendo da capo dalla data in cui l’atto è stato ricevuto. Si parla in proposito più tecnicamente di atti interruttivi della prescrizione.

La prescrizione non va intesa come uno strumento utile per non pagare le rate di un prestito. Non bisogna infatti dimenticare che a seguito del mancato pagamento anche di una o più rate e, alle volte, di semplici ritardi, le banche e le finanziarie, possono incaricare una società di recupero crediti o, peggio, iscrivere il debitore alla centrale rischi. Le conseguenze svantaggiose per il debitore, sono nel primo caso: l’addebito di ulteriori spese dovute alla società per l’attività di riscossione, nel secondo, la difficoltà di poter accedere ad altri finanziamenti presso altri istituti.


note

[1] Art. 2946 cod. civ.


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