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Lo sai che? Bollette non pagate: vanno in prescrizione?

Lo sai che? Pubblicato il 27 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 settembre 2017

Bollette della luce, telefono acqua e gas: entro quanto tempo scadono e cosa deve fare l’utente per difendersi.

Hai ricevuto una lettera e, successivamente, un messaggino sul cellulare da parte di una società di recupero crediti che ti ricorda di non aver pagato una bolletta. Il sollecito ti dà cinque giorni per versare le somme e ti avverte che, se non lo farai, ti verrà inviata un’ingiunzione di pagamento del tribunale. È vero, te ne sei dimenticato, ma ora non hai più i soldi per pagare visto che ci sono già le bollette attuali ad assorbirti integralmente lo stipendio. Ormai è passato tanto tempo e, a questo punto, la tua speranza si concentra sulla “scadenza” del debito: ti starai quindi chiedendo se le bollette non pagate vanno in prescrizione. Ebbene, ci sono buone notizie per te. Le bollette, al pari di qualsiasi altro debito, non possono essere richieste a vita.

Come abbiamo già spiegato nella guida dedicata alla prescrizione dei debiti, ogni pagamento ha un termine massimo entro il quale può essere richiesto: se entro questo frangente il creditore non invia alcun sollecito, il debito scade, ossia va in prescrizione. Così, se hai perso le ricevute di pagamento delle bollette pagate e non sai come dimostrare di aver adempiuto ai tuoi obblighi; se non hai effettivamente eseguito il versamento dell’importo perché te ne se dimenticato o perché la fattura è arrivata a un vecchio indirizzo; se non ce la fai coi soldi dello stipendio ad arrivare a fine mese, sappi che non per sempre dovrai vivere con la spada di Damocle di una ingiunzione del tribunale e di un conseguente pignoramento. Se scatta, infatti, la prescrizione, la società elettrica che ti fornisce la luce, quella del gas o quella del telefono non possono fare nulla contro di te.

Qual è il termine di prescrizione per le bollette?

Ma quando vanno in prescrizione le bollette non pagate? Lo diciamo subito, prima di dare gli ulteriori e necessari dettagli per difendersi. Le bollette della luce, del gas, dell’acqua si prescrivono in due anni (modifica introdotta dalla legge di bilancio 2018) mentre quelle del telefono o di qualsiasi altro tipo di utenza o abbonamento che debba essere pagato con cadenza mensile scadono dopo 5 anni. Se però l’utente fa causa alla compagnia, e perde, il termine è di 10 anni dalla pubblicazione della sentenza.

Da quando di calcola la prescrizione

Il termine di prescrizione si calcola dalla data di scadenza della bolletta. La data di scadenza è riportata sulla bolletta stessa, di solito sull’intestazione.

Quale legge stabilisce che le bollette vanno in prescrizione?

A stabilire la prescrizione delle bollette di luce, acqua e gas sono la legge di bilancio 2018 [1] e il codice civile [2].

La prescrizione si può anche interrompere

Come funziona la prescrizione? È sufficiente che, nell’arco dei 2 o 5 anni il creditore non si sia mosso: ossia non abbia richiesto il pagamento con una lettera o con una citazione o un decreto ingiuntivo. Se invece ha inviato un sollecito (si considerano solo le raccomandate a.r. o la posta elettronica certificata) la prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo a partire dal giorno dopo.

Per quanto tempo vanno conservate le bollette pagate?

La legge non obbliga l’utente a conservare le bollette del telefono, luce e gas una volta pagate (a meno che non sia necessario per scaricare le spese in caso di esercizio di attività commerciali). Tuttavia la conservazione delle ricevute è necessaria per dimostrare l’assolvimento del proprio obbligo qualora la compagnia pretenda nuovamente il pagamento. Infatti, se si perdono o si buttano le ricevute di versamento c’è il rischio di non avere prove a proprio favore che dimostrino di aver adempiuto.

Tuttavia chi ha eseguito il pagamento tramite domiciliazione bancaria e addebito automatico in conto o con bonifico bancario non ha nulla di che temere, poiché, nell’estratto conto, vi è traccia dell’operazione e tramite questa è possibile difendersi.

È infine possibile buttare le ricevute di pagamento dopo 2 o 5 anni perché, anche se la società della luce, del gas o del telefono dovesse chiedere nuovamente il pagamento, non ci sarebbe bisogno di dimostrare l’adempimento, ma basterebbe far rilevare l’avvenuta prescrizione. Se infatti si è verificata la prescrizione, non è necessaria la prova del versamento dell’importo perché già l’eccezione di prescrizione libera l’utente da ogni obbligo.

Consigli per difendersi

Che fare se la società elettrica, del gas, idrica o della luce dovesse chiedere un pagamento per una bolletta non pagata? Il suggerimento è quello di scrivere immediatamente una lettera di contestazione e far rilevare la prescrizione. Dopodiché la cosa migliore è attendere che a fare la successiva mossa sia il creditore che dovrà eventualmente sostenere i costi di un giudizio (decreto ingiuntivo o causa) nei confronti dell’utente. Difficile che ciò avvenga per importi bassi, specie se l’eccezione di prescrizione è fondata. Qualora ciò dovesse però avvenire, in quel caso ci si può costituire con un avvocato facendo rilevare la prescrizione. Si può anche tentare la via di una conciliazione presso l’Autorità garante, inoltrando un esplicito reclamo.

note

[1] Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205, G.U. n.302 del 29-12-2017 – Suppl. Ordinario n. 62) in deroga all’Art. 2948 cod. civ.

[2] Art. 2948 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. le informazioni parzialmente corrette creano più confusione che altro e legittimano il consumatore scorretto a non pagare il dovuto.
    Il comma 4 della legge di bilancio 2018 prevede sì la prescrizione trascorsi i due anni, ma il comma 10 lo stabilisce nei seguenti termini:

    Le disposizioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano alle fatture la cui scadenza e’ successiva:
    a) per il settore elettrico, al 1° marzo 2018;
    b) per il settore del gas, al 1° gennaio 2019;
    c) per il settore idrico, al 1° gennaio 2020.

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