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Lo sai che? Debito pubblico: possiamo rifiutarci di pagarlo?

Lo sai che? Pubblicato il 3 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 ottobre 2017

Ogni italiano, appena nasce, eredita la sua parte di debito pubblico: quasi 32 mila euro a testa. E se lo Stato, a un certo punto, si rifiutasse di pagare?

Il debito pubblico italiano è molto alto, 2.300 miliardi. Lo Stato, in effetti, potrebbe anche rifiutarsi di pagarlo. Che succederebbe in questo caso? Dipende da come sarebbe articolato questo rifiuto. Direi che i casi sono tre. Sentiamo.

Primo caso: bancarotta dolce (orderly default). Secondo caso: bancarotta forte (disorderly default). Terzo caso: bancarotta selvaggia (extrastrong default) con uscita dall’euro.

L’Italia e la bancarotta dolce

Che cosa sarebbe la bancarotta dolce?

È quella a cui s’è fatto ricorso per la Grecia. Con i rappresentanti di banche e istituzioni europee i greci concordarono un taglio del capitale da restituire (ti devo cento, invece ti restituisco trenta). Poi si allungarono nel tempo le scadenze delle rate. Sui grandi numeri, la bancarotta dolce dei greci è risultata positiva: il Pil ha ripreso a salire. Sui piccoli numeri, cioè la vita di tutti i giorni dei cittadini, le rinunce sono state molto pesanti e si dice infatti che il primo ministro Alexis Tsipras perderà le prossime elezioni proprio per questo. Trasferendo all’Italia la procedura adottata per i greci, si potrebbe immaginare un accordo con le istituzioni europee e mondiali per un taglio del debito pubblico italiano del 30%, cosa che lo porterebbe, che oscilla adesso intorno ai 2.300 miliardi, nella media del debito pubblico di tutti gli altri Stati (non esiste nessuno Stato che non sia indebitato). Se volessimo chiedere altri soldi in prestito, però, gli interessi da pagare sarebbero parecchio alti. E le nostre banche entrerebbero in una crisi assai forte: bisognerebbe trovare i soldi per ricapitalizzarle. Di sicuro, sarebbero ancora meno disponibili di adesso a prestare i soldi.

Che c’entrano le banche?

Per il 65% il nostro debito pubblico è posseduto dagli italiani. Quindi, tagliando in tutto o in parte il debito pubblico, lo Stato italiano danneggerebbe prima di tutto i suoi stessi cittadini. I possessori italiani del nostro debito pubblico sono questi: banche 20%, assicurazioni 17%, Banca d’Italia 11%, fondi comuni 3%, famiglie e risparmiatori 14%. Il resto è in mano alla Bce (9%) e agli investitori esteri (26%). Però la Bce, per un 12,5%, è posseduta dalla Banca d’Italia e questo fa sì che anche una parte della perdita subita dalla Banca centrale europea ricadrebbe su di noi.

L’Italia e i fallimenti forti

Come sarebbero i fallimenti «forti»?

La bancarotta forte è quella argentina. L’Italia annuncia che non rimborserà più il suo debito e toglie dal tavolo oltre 2.300 miliardi di euro. Almeno per qualche anno nessun investitore estero ci presterà più niente. Tecnicamente non è un problema gravissimo: lo Stato continuerebbe a funzionare. Al netto degli interessi, infatti, il nostro bilancio è in pareggio.

Secondo me non ci rimetteremmo poi tanto

Tra il 2012 e il 2016 abbiamo pagato 85-65 miliardi l’anno di interessi. Dal 1980 a oggi tremila miliardi, cioè una cifra più alta del debito stesso. Parrebbe che, se non ci fossimo mai indebitati, oggi ci troveremmo con un migliaio di miliardi in tasca. Certo, è un pensiero astratto, ma…

A parte l’Argentina e la Grecia, qualche altro Stato è mai fallito in passato?

Una volta è fallita persino la Svezia. Dal 1800 a oggi si contano 227 Stati saltati finanziariamente per aria. Significa un default all’anno. Fra l’Ottocento e il Novecento la Spagna dichiarò bancarotta 16 volte. La Germania andò in default nel 1932, nel 1939 e nel 1948. Negli ultimi cinquant’anni ci sono stati 126 casi di default di Stati nazionali. Il Venezuela, caso piuttosto limite, nel 1982, 1990, 1995-1997, 1998 e 2004. Nel 1983 fallirono 17 diversi Stati del mondo. I default a grappoli dipendono dal fatto che gli investitori colpiti da un primo fallimento vendono, per limitare le perdite, i titoli che si trovano in portafoglio di altri Paesi a rischio, e in questo modo innescano un effetto a catena.

L’Italia e il fallimento «selvaggio»

Veniamo al fallimento selvaggio. Come sopra, ma uscendo dall’euro.

L’Inghilterra è uscita dall’euro?

No, l’Inghilterra è uscita dall’Unione europea, e non dall’euro, che non ha mai adottato, conservando la sterlina. L’uscita dall’euro è molto complicata, si tratta di rivedere i trattati europei e rivotarli, stampare le banconote nella nuova valuta, riprogrammare computer e bancomat. Vedremmo una gigantesca fuga di capitali all’estero, perché nessuno vorrebbe rinunciare agli euro in cambio delle nuove lire, di sicuro presto svalutate. Per arginare la fuga si dovrebbero congelare i conti correnti e in previsione di questo vi sarebbe l’assalto alle banche. La nuova moneta svalutata aiuterebbe le esportazioni. Ma pagheremmo a caro prezzo tutto quello che compriamo all’estero, a cominciare dal petrolio. Ripartirebbe l’inflazione.

C’è tanta gente che non la vede così drammatica

Può darsi che abbia ragione. In realtà non lo sa nessuno. L’unica certezza è che i nostri partner della Ue non ci permetterebbero mai un fallimento fuori controllo, che avrebbe conseguenze gravi anche sui loro bilanci. Ci manderebbero piuttosto la famosa troika, cioè i tre rappresentanti di Bce, Fondo Monetario e Ue che ha torchiato i greci. Si impossesserebbero di sicuro dei nostri conti, per governarli al posto nostro e spremerci il più possibile.

In sintesi

In sintesi, possiamo dire che:

  • Tutti i Paesi del mondo sono indebitati
  • Dall’Ottocento a oggi 227 Stati si sono rifiutati di rimborsare il loro debito andando in default
  • Niente di nuovo perciò se l’Italia a un certo punto si rifiutasse di pagare il suo debito
  • Però, siccome il debito pubblico italiano è detenuto per due terzi da italiani, a rimetterci sarebbero soprattutto gli italiani
  • Dovremmo di sicuro ricapitalizzare le banche, per molti anni non avremmo più credito sui mercati e forse saremmo costretti a tornare alla lira.

note

Autore immagine 123rf com


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6 Commenti

  1. 1)una cosa che ti paga anche se non lavori non sarà mai il bene.Lo stato perciò è esso stesso ingiustizia.
    2)comprare denaro con denaro (usura,finanza) è sbagliato: avevano ragione cristo, aristotele, dante, s. tommaso ecc.

  2. Attenzione ..noi in questo momento non paghiamo cash gli interessi sul debito (circa 60Miliardi Annui)..vengono pagati solo emettendo altro debito che aumenta annualmente di circa 80Miliardi annui che sono comprensivi degli interessi da pagare e del famoso 2..3% di spese che sforiamo permessi dalla UE/BCE ..quindi anche facendo default non abbiamo subito cash 60 Miliardi da spendere ma anzi dobbiamo emettere minimo 15/30Mld subito annualmente per coprire lo sforo ..

  3. La Bancarotta Parziale, secondo me è la migliore, se non ricordo male, lascia intatte tutti i tipi di pensioni, lascia anche i debiti sovrani, cioè i debiti con gli stati, ma elimina tutti i debiti finanziari privati e quelli con le Banche compresa la BCE.

    1. In italia ci sono 50/80Mld annui di EVASIONE FISCALE ..QUESTA E’ LA SOLUZIONE MIGLIORE ..IN 10 ANNI ABBATTIAMO DEBITO PUBBLICO ..CON UNA BELLA PATRIMONIALE PER CHI A + DI 3 IMMOBILI E DEPOSITI/TITOLI > 500.000€ ..ALTRO CHE default

  4. Complimenti per l’analisi, sempre tecnica ed obiettiva secondo lo stile di questo sito. Non sono sicuro che tutti i passo del mondo siano indebitati, mi risulta che l’Algeria abbia sanato i suoi debiti diversi anni fa.
    La pressione fiscale in Italia è altissima, intorno al 65% contro un 25% degli USA. Aumentare i controlli fiscali farebbe fallire molte aziende peggiorando la situazione. Lo stesso effetto che ha ottenuto l’aumento delle tasse sugli Yatch. Hanno cambiato bandiera ed abbiamo perso un settore in cui eravamo leader mondiali. 30 mila disoccupati in più. Non è certo odiando i soldi che li attiriamo.

    1. Allora facciamo un patto tra Italiani ..25% di tasse per tutti ma se poi ti scopro galera come in America che tanto vi piace ..poi la pensione e la sanità la pagate con assicurazioni private ..chi non lavora sono fatti suoi..ci rivediamo tra 50 anni e vediamo come va ..certo meno soldi in mano ai politici da gestire e meno ruberie..ma per una mazzetta data a un politico sai un imprenditore quanto guadagna (se un lavoro costa 10 lo metto a 15 guadagno +5 e -1 di mazzetta )..Italiani Italiani

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