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Come scoprire se il capo spia le email di nascosto

28 settembre 2017 | Autore:


> Tech Pubblicato il 28 settembre 2017



Senza il loro consenso è illegale per il datore di lavoro spiare la posta elettronica dei propri dipendenti, ma c’è chi se ne frega e lo fa ugualmente.

Anche se questo può mettere a rischio la nostra privacy, in molti aziende i dipendenti vengono monitorati di nascosto nelle loro attività, comprese quelle sul pc. Il capo si serve di alcuni software spia per controllare i siti che vengono visitati e persino leggere le email inviate e ricevute.

In genere questo viene fatto perché il datore di lavoro vuole essere sicuro che i dipendenti non sprechino per altre attività il tempo per cui sono pagati. Esigenza del tutto legittima, ma secondo la Corte Europea dei diritti dell’uomo controllare di nascosto le email dei dipendenti è violazione della privacy.

In questa sede, però, non ci occuperemo dell’aspetto legale che abbiamo ampiamente affrontato in questo articolo. Nonostante le varie norme, il datore di lavoro potrebbe ugualmente decidere di usare sistemi di monitoraggio senza mettere al corrente i dipendenti. Come possiamo, quindi, proteggere la nostra privacy e scoprire se il capo spia le email di nascosto?

Innanzitutto c’è da dire che quando si lavora all’interno di una rete aziendale, è molto probabile che le comunicazioni web siano instradate attraverso un proxy. Tutto il traffico, quindi, può essere facilmente analizzato dal responsabile IT. In ambienti aziendali, poi, il server di posta elettronica probabilmente è locale e pertanto è sicuramente monitorato, anche se non si è connessi attraverso un proxy.

Per impedire che le comunicazioni vengano monitorate, si potrebbe utilizzare una vpn o crittografare i dati. Se lo facessimo, la cosa verrebbe comunque scoperta da chi si occupa di gestire la rete aziendale e questo potrebbe dare via a domande spiacevoli. Quando si lavora all’interno di una rete aziendale, si può supporre, quindi, che il capo controlli le nostre attività online e c’è poco da fare a riguardo.

Abbiamo detto che con una vpn si può aggirare il controllo attraverso un server proxy, ma se si utilizza un computer aziendale, il datore di lavoro potrebbe aver installato un software di monitoraggio come un keylogger che registra di nascosto tutto quello che viene digitato sulla tastiera, cattura schermate del monitor e traccia le attività online. Programmi del genere lavorano in background, senza che la persona che usa il computer possa sospettare la loro esistenza, e registrano le attività anche se non si usa la rete aziendale.

Come faccio a scoprire se sul pc è installato un software spia?

I metodi più semplici per scoprire se un software di monitoraggio è presente sul proprio computer consiste nel controllare le icone nella barra di notifica di Windows, i processi in esecuzione e i programmi che vengono avviati automaticamente. Tali sistemi, però, non sono sufficienti perché i programmi di monitoraggio utilizzati nelle aziende sono fatti in modo da non essere scoperti usando metodi semplici come questi.

La cosa migliore per scoprire se sul proprio computer è stato installato un software di monitoraggio è ricorrere a programmi specifici come Malwarebytes Anti-Rootkit BETA (www.malwarebytes.com/antirootkit/), Norton Power Eraser (https://security.symantec.com/nbrt/npe.aspx) o Kaspersky Security Scan (https://www.kaspersky.com/free-virus-scan?ICID=KSS_Global_Site_Free_Tools_Win).

Come faccio a impedire al capo di leggere le email?

Se si tratta dell’email aziendale c’è poco da fare. Utilizzando un server di posta locale, tutti i messaggi vengono salvati e di conseguenza possono essere letti dal datore di lavoro.

Se, invece, si tratta della posta elettronica personale, con le giuste precauzioni possiamo impedire che venga letta da altre persone. Innanzitutto potremmo usare il nostro computer portatile per evitare che qualcuno possa aver installato un software spia.  Questo, però, non è sufficiente: se utilizziamo la rete aziendale, il traffico può sempre essere monitorato. Dobbiamo, quindi, utilizzare una connessione diversa da quella aziendale. Possiamo ad esempio usare il nostro smartphone come modem e collegarci attraverso la rete mobile. Solo in questo modo potremo impedire al capo di leggere le nostre email senza il nostro consenso.

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