Cassonetti della spazzatura: colori uguali in tutta Italia

28 settembre 2017


Cassonetti della spazzatura: colori uguali in tutta Italia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 settembre 2017



Umido, plastica, carta e vetro: per ogni cassonetto uguali forme, colori e dimensioni in tutte le città d’Italia.

Se vai a Roma sai che nel cassonetto verde devi buttare l’indifferenziata; invece se ti sposti a Napoli o a Milano ci devi mettere dentro i residui del vetro. In altri Comuni, la plastica è gialla, in altri blu. Insomma, anche sui cassonetti della spazzatura in Italia vale il vecchio adagio «Paese che vai, usanza che trovi». Non sarà più così a brevissimo: ieri infatti è stata pubblicata una nuova norma che impone ai cassonetti della spazzatura, colori uguali in tutta Italia. Non solo. Ad essere uguali dovranno essere anche le forme e le dimensioni, le scritte e le icone. Così, ovunque ti troverai, saprai che per l’umido esiste un solo tipo di raccoglitore, per il cartone un altro ancora e così via. Riconoscibilità immediata, per evitare incertezze e favorire la raccolta differenziata. È questo il risultato della nuova disciplina dettata dall’Ente italiano di normazione (UNI 11686) sui Waste Visual Elements, cioè gli elementi visivi identificativi dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.

Almeno sui rifiuti, l’Italia non sarà fanalino di coda dell’Europa: in questo infatti siamo il primo Stato ad adottare una normativa di unificazione dei cassonetti della spazzatura, il tutto per favorire ancor di più l’obiettivo Ue del 65% di raccolta differenziata e del 50% di reale avvio a recupero.

Sulle pagine del Sole24Ore, Giovanni Bragadina (esperto del gruppo di lavoro UNI “Attrezzature e macchine per la raccolta dei rifiuti” della Commissione Ambiente) spiega: «La Direttiva europea 2008/98/CE e le leggi vigenti prevedono l’utilizzo di adesivi e di pannelli con colori e grafiche che caratterizzano ogni tipologia di rifiuto. Una semplice riqualificazione grafica migliora l’estetica e, soprattutto, spinge a migliorare la purezza dei materiali conferiti a tutto vantaggio del reale avvio al recupero di materia».

Fra l’altro, proprio in materia di rifiuti, è di ieri un’importante sentenza della Cassazione che ricorda ai contribuenti il diritto di chiedere uno sconto dell’80% della Tari (per la Tarsu era fino al 60%) in caso di disservizi nella raccolta della spazzatura, a prescindere dal fatto se l’emergenza rifiuti sia o meno causata dal Comune o da società collegate a cui sia stata affidato il servizio. I contribuenti hanno così la possibilità di pagare solo il 20% dell’imposta qualora risulti, da un certificato dell’Asl, che vi è una situazione di grave pericolo per la salute o di degrado ambientale. Non c’è neanche bisogno di aver riportato personalmente dei danni o di essere stati costretti a tenere chiuse le finestre per colpa della puzza. A questa agevolazione si aggiunge quella per chi ha il cassonetto lontano da casa ed è costretto a fare diverse centinaia di metri per buttare il sacchetto della spazzatura. Su questo tema leggi l’approfondimento Rifiuti, come avere lo sconto sulla tassa.


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