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Quando la banca ti blocca la carta di credito?

28 Settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Settembre 2017



La banca blocca la carta di credito nel caso di debiti, di presunte irregolarità e di furto o smarrimento.

Può succedere che la banca blocchi la carta di credito di un proprio correntista; davanti a questa situazione, il cliente è impossibilitato ad effettuare operazioni. Il blocco della carta di credito può avere diverse cause: è possibile che un creditore abbia pignorato il conto; oppure che sia stato l’istituto di credito, di propria iniziativa, a “congelarla” perché il cliente è inadempiente, ovvero perché non sono state rispettate le norme antiriciclaggio. Non sempre, poi, queste operazioni sono anticipate da un preavviso: può accadere, quindi, che di punto in bianco non sia più possibile pagare, ad esempio trovandosi in fila alla cassa del supermercato. Vediamo allora quando la banca ti blocca la carta di credito.

Blocco per debiti

Il primo caso è quello relativo alla situazione economica del cliente: se questi è insolvente nei confronti della banca e il suo conto è in “rosso”, l’istituto di credito può cominciare a tutelarsi impedendo al debitore di aggravare la propria posizione mediante il blocco della carta di credito. Ogni carta, infatti, è legata ad un conto: pertanto, se questo non è in regola, anche la carta ne subirà le ripercussioni. Si pensi al caso del correntista che sconfini oltre la somma (cosiddetto fido, derivante da un’apertura di credito in conto) che la banca gli aveva messo a disposizione. Davanti a tale situazione, l’istituto di credito provvede al blocco dei principali strumenti di pagamento e, in particolare, di tutte le carte operanti sui circuiti aziendali e interbancari, per poi ripristinarne la regolarità una volta che il cliente ha ripianato l’esposizione debitoria. Lo stesso accade nel caso di pignoramento del conto. La carta di credito, di per sé, non è pignorabile: essa, infatti, non costituisce un autonomo rapporto di credito del cliente con la banca, ma è solo uno strumento per un utilizzo più comodo di un conto preesistente, sul quale si appoggia. Dunque, non è pignorabile la carta, ma il conto su cui tale carta è stata attivata.

Blocco per clonazione o per operazioni sospette

La banca potrebbe inibire l’uso della carta nel caso in cui ritenga che sia stata clonata. In questo caso, il blocco è posto anche a tutela del cliente ed è probabile che la carta venga “paralizzata” senza neanche il preavviso. Il cliente potrà contattare l’emittente e chiedere spiegazioni a riguardo. La banca, poi, potrebbe procedere al blocco quando sono state effettuate operazioni sospette: si pensi, ad esempio, ad un pagamento fatto all’estero, in zone dove il rischio clonazione è più alto, oppure in un luogo dove la banca ritiene non potesse esserci il cliente (pertanto l’operazione è stata fatta da altri); ancora, si immagini un pagamento particolarmente elevato, che va al di là di quelli normalmente eseguiti dal cliente.

Blocco per smarrimento o furto

Ipotesi a sé stante è quella dello smarrimento o del furto della carta di credito: in questo caso è il cliente a chiedere alla banca di bloccare la carta affinché nessuna operazione possa essere compiuta. Questa procedura si perfeziona solo dopo aver presentato regolare denuncia di furto o smarrimento alle Forze dell’Ordine e aver inviato copia della stessa all’emittente.

Rimborso nel caso di furto o clonazione

Prima che la carta clonata o rubata venga bloccata (autonomamente dalla banca o su segnalazione dell’interessato), il cliente potrebbe aver subito un danno economico dall’utilizzo indebito della stessa. Perché si abbia diritto al rimborso è necessario che il correntista truffato dimostri che: l’ammanco non sia dipeso da sua colpa; la segnalazione all’istituto di credito sia stata tempestiva. Il primo requisito fa riferimento alla diligenza tenuta dal correntista nel conservare la sua carta ed evitare che la stessa sia fatta oggetto di furto o clonazione. Il secondo presupposto, invece, si riferisce all’immediatezza della segnalazione dopo la scoperta della truffa. In altre parole, non appena il cliente si rende conto di essere stato derubato, deve segnalare l’accaduto alla banca perché proceda al blocco della carta. Tutte le somme indebitamente sottratte durante il periodo che va dalla scoperta dell’illecito alla segnalazione non sono rimborsate se l’inerzia del cliente è ingiustificata. Per maggiori dettagli su questo specifico argomento, si rinvia alla lettura dell’articolo Carta di credito clonata: i tempi di rimborso.


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4 Commenti

  1. Buongiorno mi sono accorto dall estratto conto della Carta di credito mi sono stati adebitati da’ una ditta a me sconosciuta ,€196,03 come posso recuperare questi soldi?

  2. la mia banca mi ha bloccata la carta perché ho viaggiato in India e ho fatto degli acquisti con amazon India, considerati “sospetti”. Senza avvisarmi, senza mandarmi una email preventiva! La carta è la mia unica fonte di approvvigionamento, non rispondono alle email, bisogna telefonare, il che non è semplice da qui. E’ l’unica carta che ho, quindi mi hanno chiuso le fonti di approvvigionamento, unilateralmente. Questo mi crea forti disagi, mi chiedo se è possibile fare causa alla banca per le conseguenze delle loro azioni. Sogno il giorno in cui le finanze personali verranno disintermediate dalle banche tramite le crittomonete.

    1. La banca deve sempre motivare le ragioni per cui intende revocare o sospendere l’uso del bancomat. In caso contrario si può fare ricorso all’Abf. Di norma, la banca si attribuisce, nel contratto di conto corrente, la libertà di revocare i propri servizi a discrezione della direzione, sulla base di indici che possano far ritenere poco solvibile il correntista o in caso di comportamenti irregolari di quest’ultimo. La banca può effettuare segnalazioni alla Centrale Rischi interbancaria e revocare al correntista l’autorizzazione all’utilizzo di bancomat, servizi di banca via internet, carte di credito eventualmente collegate al conto e blocchetto degli assegni. Senza i chiarimenti sulle ragioni della revoca del bancomat, il provvedimento adottato dalla banca deve ritenersi illegittimo. Il correntista per difendersi in caso di blocco del bancomat, in alternativa al ricorso in via d’urgenza al giudice, può proporre un reclamo scritto all’ufficio reclami del proprio istituto di credito. La banca dovrà fornire una risposta nel termine di 30 giorni, trascorsi i quali è possibile avanzare ricorso all’Abf (Arbitro bancario finanziario), indipendentemente dalla mancata risposta della banca o da una risposta ritenuta insoddisfacente. Il ricorso all’Abf non richiede la presenza di un avvocato e ha un costo quasi simbolico (20 euro). Se il ricorso non viene accolto, il cliente può sempre e comunque far valere la propria pretesa davanti al giudice. Leggi a riguardo la nostra guida sul ricorso all’Abf https://www.laleggepertutti.it/47565_ricorso-allarbitrato-bancario-abf-contro-le-banche-come-quando-e-quanto-costa

  3. Buongiorno,
    la mia carta di credito è stata bloccata dalla filiale nel momento in cui il conto è andato in rosso e questo mi pare lecito, anche se e già successo un paio di volte senza che bloccassero la carta, al limite il bancomat.
    Nessuno mi ha avvisato ed ho rischiato un grave danno perché booking mi ha segnalato che la carta non era valida il giorno stesso in cui mio padre, 75 anni, stava arrivando in albergo dopo un lungo viaggio.
    Ho chiesto più volte alla banca se non devono avvisare quando bloccano la carta, ma nessuno mi dà una risposta chiara e scritta.
    Può essere considerata una interruzione di servizio?
    Grazie per l’attenzione,
    Chiara

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