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Lo sai che? Incidente senza Cid, cosa fare?

Lo sai che? Pubblicato il 28 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 settembre 2017

Denuncia di sinistro: se i conducenti si mettono d’accordo e non compilano il modulo di constatazione amichevole o lo compilano in un momento successivo.

Hai fatto un incidente stradale: nessun danno grave, per fortuna, solo qualche ammaccatura alla carrozzeria della tua auto. Nell’immediatezza, tu e l’altro conducente avete constatato i danni e quest’ultimo si è assunto tutte le responsabilità. Anzi, avete concordato di non coinvolgere le assicurazioni e di non compilare il Cid, vista l’entità modesta dei danni. Sarà il carrozziere a dire quanto l’altro ti dovrà dare come risarcimento, soldi che prenderà di tasca propria. Dopo una stretta di mano, però, il conducente non si fa più vivo. Gli telefona e lui si rimangia la parola: sostiene che la colpa non è sua e non intende neanche denunciare il sinistro alla propria compagnia. Cosa puoi fare se, nonostante l’incidente, non hai il Cid (ossia il modulo di constatazione amichevole)?

Facciamo un altro esempio. Anche in questo caso, il Cid non viene compilato nell’immediatezza; tuttavia, poiché il danno quantificato dal tuo carrozziere va ben oltre le possibilità dell’altro conducente, quest’ultimo preferisce “mettere in mezzo l’assicurazione” e fare la denuncia di sinistro. A tal fine gli proponi di compilare il Cid in un momento successivo all’incidente ma lui sostiene che non si possa fare. Che dice la legge a riguardo?

Terzo e ultimo esempio prima di spiegare cosa fare in caso di incidente senza Cid. In questo caso gli automobilisti non compilano il Cid e il danneggiato non ottiene neanche il risarcimento dalla propria compagnia; così la chiama in causa. In quella sede però spunta fuori “miracolosamente” il Cid che prima, in sede di denuncia del sinistro, non era stato esibito. Che valore ha?

Cerchiamo di rispondere a tutte queste domande.

Senza Cid si può essere risarciti?

Nel primo esempio, il proprietario dell’auto si chiede giustamente se, senza Cid, può essere ugualmente risarcito dall’assicurazione. La risposta è affermativa. Il Cid non è obbligatorio ma, se firmato da entrambe le parti, serve ad accelerare i tempi per il risarcimento. Cerchiamo di capire meglio questa affermazione.

Che valore ha il Cid?

Il Cid ha valore solo tra le parti e le vincola alle dichiarazioni sottoscritte nel modulo di constatazione amichevole. Tuttavia né l’assicurazione, né il giudice sono tenuti a ritenere “per forza” vero ciò che è riportato dagli automobilisti sul modellino. Diversamente sarebbe troppo facile per due conducenti che, d’accordo, vogliano commettere una truffa ai danni dell’assicurazione, simulare un incidente e “certificarlo” sul Cid per farsi pagare in automatico senza istruttoria e accertamento dei danni.

Come si ottiene il risarcimento se c’è il Cid?

Abbiamo detto che il Cid, oltre a vincolare le parti – che pertanto non possono più ritrattare una versione diversa del sinistro rispetto a quella indicata nel modulo – serve anche per accelerare le pratiche di risarcimento. Infatti l’assicurazione, una volta ricevuta la richiesta, è tenuta a formulare una proposta di risarcimento entro:

  • 30 giorni, quando il Cid è stato firmato da entrambe le parti coinvolte nel sinistro;
  • 60 giorni, quando il Cid non è stato firmato da entrambe le parti;
  • 90 giorni, in caso di lesioni fisiche alle persone.

Questo significa che il Cid può anche essere presentato da una sola delle parti ed in esso indicare come si è svolto l’incidente; ma tale ricostruzione non ha ovviamente valore per l’altro automobilista.

Come si ottiene il risarcimento se non c’è il Cid?

Se le parti non hanno firmato il Cid è ugualmente possibile ottenere il risarcimento. Il danneggiato dovrà dimostrare di aver subito un danno per comportamento imprudente dell’altro soggetto, prova che può essere data o coi verbali della polizia (se intervenuta) o con testimonianze.

Insomma, in caso di incidente senza Cid si può ugualmente ottenere l’indennizzo dalla compagnia. Sul punto leggi Incidente stradale: meglio fare l’assicurazione o risarcire di tasca propria?

Il Cid si può compilare in un secondo momento?

Diamo ora la risposta al secondo e al terzo interrogativo. Il Cid si può compilare anche in un secondo momento, ossia non nell’immediatezza dell’incidente. Le parti, ad esempio, potrebbero trovare un accordo solo qualche giorno dopo (ad esempio quando il danneggiante si rende conto di non poter sostenere la spesa di tasca propria e preferisce “fare l’assicurazione”). Ma fino a quando può essere compilato il Cid? A rispondere ci aiuta una sentenza della Cassazione uscita proprio l’altro ieri [1].

Cid compilato prima della denuncia di sinistro

I due automobilisti ben possono compilare il Cid dopo l’incidente, purché prima di andare dalle rispettive assicurazioni a fare la denuncia di sinistro. In tal caso il valore del Cid è quello di cui abbiamo detto poc’anzi: vincola le parti ma non l’assicurazione o il giudice.

Cid compilato dopo la denuncia di sinistro ed esibito solo in causa

Che succede se il Cid salta fuori solo in causa, mentre della sua esistenza non era mai stata fatta menzione all’assicurazione in sede di denuncia del sinistro? Secondo la Cassazione, se il modulo di constatazione amichevole è portato per la prima volta a conoscenza dell’assicuratore nel corso del giudizio nei suoi confronti, le dichiarazioni in esso contenute hanno valore soltanto indiziario.

La Cassazione, a riguardo ha infatti sempre sostenuto che la denuncia di sinistro stradale deve esser trasmessa all’assicurazione prima di citarla in giudizio, non solo per informarla delle circostanze, modalità e conseguenze dell’incidente – onde consentirgli la liquidazione stragiudiziale del danno derivatone – ma anche, nel caso di denuncia congiunta. In conclusione il modulo della constatazione amichevole deve essere portato a conoscenza dell’assicuratore prima di citarlo in giudizio, assumendo in caso contrario mero valore di indizio.

note

[1] Cass. ord. n. 22415/2017.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 20 aprile – 26 settembre 2017, n. 22415
Presidente Amendola – Relatore D’Arrigo

Ritenuto in fatto

La motivazione del presente provvedimento può essere redatta in forma semplificata.
La sentenza impugnata ha confermato la decisione di primo grado, anche nella parte in cui ha accolto l’eccezione proposta dalla compagnia assicurativa Unipol Sai s.p.a. relativa alla tardività con cui l’assicurata P.R. ha denunciato il sinistro.
Contro tale decisione la P. ricorre per due motivi, concernenti solamente la domanda di manleva proposta nei confronti della compagnia assicurativa. Gli intimati non hanno svolto attività difensiva.

Considerato in diritto

La corte d’appello ha ritenuto applicabile, a proposito della tempestività della denuncia del sinistro da parte dell’assicurata, il termine di cui all’art. 1913 cod. civ..
Tale decisione si pone in contrasto con l’orientamento di questa Corte, secondo cui la denuncia di sinistro stradale (cui sia applicabile ratione temporis l’art. 5 legge 26 febbraio 1977 n. 39) deve esser trasmessa, pur senza la prefissione di un termine, all’assicuratore prima di citarlo in giudizio, non solo per informarlo (artt. 1334 e 1913 cod. civ.) delle circostanze, modalità e conseguenze del sinistro, onde consentirgli la liquidazione stragiudiziale del danno derivatone, ma anche, nel caso di denuncia congiunta, ai fini della presunzione, fino a prova contraria a carico di esso assicuratore, della veridicità delle dichiarazioni ivi contenute; se invece il modulo di constatazione amichevole è portato per la prima volta a conoscenza dell’assicuratore nel corso del giudizio nei suoi confronti, le predette dichiarazioni hanno valore soltanto indiziario (Sez. 3, Sentenza n. 3276 del 16/04/1997, Rv. 503719).
Pertanto, nel caso di specie non trovava applicazione il termine perentorio invece ravvisato dalla corte d’appello e la sentenza deve essere cassata, nei termini di cui in motivazione.

P.Q.M.

accoglie il ricorso nei termini di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di appello di Palermo in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

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