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Connessione a internet lenta: si può recedere senza penali?

29 settembre 2017


Connessione a internet lenta: si può recedere senza penali?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 settembre 2017



Se la velocità di navigazione è inferiore a quella indicata dal contratto, è possibile la disdetta.

Convinto dal prezzo basso e dalla campagna pubblicitaria che promette una perfetta velocità di navigazione, hai stipulato un nuovo contratto con un operatore telefonico per avere internet a casa sulla rete fissa. Dopo però qualche giorno che hai installato il modem wi-fi e hai testato la funzionalità del servizio, ti sei reso conto che la realtà è completamente diversa da quanto promesso in sede di conclusione del contratto: accedere alle pagine web è sempre molto difficile e, spesso, la connessione va e viene. Per vedere un video in streaming o YouTube il computer impiega troppo tempo e la visione dell’immagine è tutt’altro che sciolta e lineare. A questo punto ti stai chiedendo se, in presenza di una connessione a internet lenta, si può recedere senza penali. A leggere il modulo che hai sottoscritto al negozio sei tenuto a rimanere con l’operatore per almeno un anno, altrimenti dovrai pagare una penale elevata. Cosa fare, dunque, se non sei soddisfatto della velocità di navigazione a internet?

La risposta è contenuta nelle norme che regolano il diritto del consumo e i servizi di comunicazioni, per come specificato dall’AgCom (l’Autorità Garante delle Comunicazioni) sul proprio sito istituzionale.

La società telefonica che vende la connessione a internet deve garantire la velocità promessa in pubblicità (in tv, sui giornali, sui dépliant) e/o al momento della conclusione del contratto. Il fornitore non può quindi limitarsi a reclamizzare solo la velocità massima di navigazione; al contrario è tenuto a indicare tutti gli standard specifici di velocità promessa, sia minima che massima. Secondo l’AgCom è ingannevole la pubblicità che sponsorizza una velocità di navigazione a internet “massima teorica” con la dicitura «velocità fino a… ».  Tali informazioni, oltre ad essere ben specificate sul contratto sottoscritto dall’utente che ha chiesto l’accesso a internet da rete fissa, devono essere presenti anche sui siti internet dell’operatore, onde consentire a tutti i consumatori di confrontare i valori offerti dai vari operatori e orientare la propria scelta.

A questo punto aprirai una segnalazione con la società fornitrice e parlerai con il servizio clienti dopo numerosi minuti di attesa, di risponditori automatici e di tasti di preselezione automatica. L’operatore telefonico, molto probabilmente, troverà scuse di tutti i tipi: ti dirà che sono comunque possibili dei rallentamenti dovuti all’eccesso di traffico, specie se ti colleghi via wi-fi e non tramite cavo. Darà la colpa all’elevato numero di utenze sulla zona. Cercherà di convincerti che, in verità, è solo una tua impressione e che a loro risulta una velocità di navigazione spedita e senza problemi. Ti farà insomma intendere che il problema è tuo e non loro. Ma le bugie hanno le gambe corte. Esistono numerosi strumenti su internet in grado di misurare la velocità di navigazione. Noi ti consigliamo di usare quello ufficiale messo a disposizione dalla stessa AgCom: «Nemesys». Si tratta di un tool gratuito, da scaricare sul tuo computer a seconda del sistema operativo che utilizzi, e che ti consente di misurare la velocità di navigazione a internet. Il software può essere scaricato gratuitamente sul sito www.misurainternet.it.

A questo punto non ti resta, quindi, che verificare se quello che ti ha detto l’operatore telefonico è vero o no, se la velocità di navigazione riportata dal «Misura Internet» (così è detto Nemesys) è la stessa che indica il contratto. Se il contratto che hai sottoscritto non dovesse contenere l’indicazione della velocità minima puoi recedere senza penali. In altre parole puoi mandare una lettera di disdetta, motivando le ragioni del recesso, e smettere di pagare le bollette.

Ultima importante precisazione: i risultati delle misurazioni fatte con Nemesys sono certificati da un report pdf, che può essere utilizzato per chiedere chiedere all’operatore il ripristino delle specifiche tecniche previste dal contratto ovvero per recedere, senza costi, per inadempimento dell’operatore.

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