Tech Password addio, per effettuare l’accesso basta il cuore

Tech Pubblicato il 29 settembre 2017

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Un sistema messo a punto dai ricercatori dell’Università di Buffalo che consente l’autenticazione attraverso la forma e la dimensione del cuore.

Per sostituire le password oggi vengono utilizzati diversi sistemi di autenticazione come l’impronta digitale e il riconoscimento dell’iride. Tali sistemi comportano che ci si debba trovare dinanzi al dispositivo di autenticazione, che sia il lettore biometrico o la videocamera. La stessa Apple ha prima introdotto sul suo iPhone il Touch ID e ora il Face ID che usa la fotocamera frontale per il riconoscimento facciale.

Nel prossimo futuro questi sistemi potrebbero diventare obsoleti perché per autenticarsi sarà sufficiente il proprio cuore. Alcuni ricercatori dell’Università di Buffalo hanno implementato un sistema che riconosce la persona in base alla forma e alla dimensione del suo cuore. Si, hai letto bene, proprio il cuore.

I ricercatori affermano che fino ad oggi non sono state trovate due persone che abbiano il cuore identico, e questo renderebbe il nuovo sistema di autenticazione sicuro almeno quanto gli altri. Inoltre il nostro cuore non subisce cambiamenti durante la vita adulta, a meno di situazioni estreme come una malattia cardiaca.

Il sistema di autenticazione biometrico basato sul cuore funziona in modo passivo usando un radar Doppler che, assicurano gli scienziati, è assolutamente sicuro per la nostra salute. Il segnale radar usato è di circa 5 milliwatt, meno dell’1% della radiazione emessa dai nostri smartphone.

Il sistema impiega circa 8 secondi per effettuare una scansione del cuore la prima volta, e successivamente monitora la persona controllando i suoi movimenti. Rispetto ad altri sistemi ha il vantaggio di essere un sistema passivo che non richiede alcun contatto con un dispositivo fisico.

Basta avvicinarsi per essere riconosciuti ed effettuare l’accesso. Se ci si allontana, il sistema blocca automaticamente il computer evitando il rischio che ci si possa dimenticare di disconnettersi lasciando la postazione accessibile ad altri.

Il sistema è in grado di monitorare una persona fino a 30 metri di distanza, e quindi potrebbe essere utilizzato anche in altri contesti. Ad esempio potrebbe riconoscerci all’imbarco di un volo rendendo il check-in molto più veloce.

La sfida dei ricercatori è ora quella di riuscire a miniaturizzare il radar per integrarlo in una tastiera, così come in un dispositivo mobile, ma le premesse ci sono tutte.  Naturalmente non tutto è perfetto e ci sono cose che devono essere implementate perché il sistema funzioni bene. Lo stesso fatto che una persona possa essere riconosciuta a distanza non è detto che sia un vantaggio. Essere vicini al proprio computer, ad esempio, potrebbe inavvertitamente sbloccarlo senza che ci sia l’effettiva volontà a farlo.

Non resta che attendere per vedere le soluzioni che adotteranno in merito i ricercatori dell’Università di Buffalo.


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