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Stipendio netto: come si calcola?

2 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2017



Quali sono le trattenute e le detrazioni in busta paga che portano il lordo al netto dello stipendio, tra contributi, Irpef, addizionali, indennità e bonus. 

È pratica abituale, quando si fa un colloquio di lavoro, pattuire uno stipendio lordo. Il lavoratore, però, deve essere in grado di capire quanti soldi porterà veramente a casa, così com’è importante sapere a quanto ammontano i contributi previdenziali, giusto per capire se l’accumulo che fa per la sua futura pensione arriva alla soglia della decenza.

Quando si parla di stipendio netto, però, come si calcola? Da quella cifra che l’ufficio del personale ci ha proposto, come si arriva al netto in busta? È quello che vedremo in seguito.

 

Il calcolo globale dello stipendio netto

Per capire come si calcola lo stipendio netto bisogna fare un passo indietro e partire dallo stipendio annuo lordo. Da quel valore sarà necessario togliere alcune voci: contributi previdenziali (cioè la parte che l’azienda versa all’Inps o alla propria cassa di previdenza per l’accantonamento della pensione) e le detrazioni Irpef, cioè la parte da pagare al Fisco. È importante, inoltre, sapere che il calcolo può cambiare a seconda del luogo di residenza: le addizionali Irpef regionali e comunali sono diverse.

Ma ci sono altri elementi che possono contribuire ad avere uno stipendio netto maggiore, come il fatto di avere familiari a carico, di avere diritto ad un’indennità per infortunio o malattia, oltre all’ormai famoso bonus Renzi di 80 euro.

Queste, in sintesi, le voci che possono influire sul calcolo dello stipendio netto:

  • contributi previdenziali (cambiano a seconda del contratto collettivo e della categoria del dipendente);
  • detrazioni fiscali (cambiano, come vedremo tra poco, a seconda del reddito);
  • familiari a carico ed eventuale disabilità di qualcuno di loro;
  • malattia o maternità;
  • infortunio;
  • buoni pasto o mensa aziendale;
  • assegni familiari;
  • Tfr;
  • tredicesima e quattordicesima se prevista dal contratto nazionale;
  • ferie non godute;
  • bonus 80 euro (dal 2016 convertito in detrazione).

Complessivamente si arriva a una differenza tra lo stipendio lordo e lo stipendio netto del 25-40% circa, dipendendo dalle variabili. Tradotto in «soldini»: se viene pattuito una retribuzione lorda di 2.000 euro, il lavoratore deve sapere che porterà a casa più o meno tra 1.200 e 1.500 euro.

 

Stipendio netto: differenza di calcolo tra i vari contratti

Come si sa, i diversi settori produttivi del nostro Paese sono regolati dai rispettivi contratti nazionali collettivi. Si tratta di accordi siglati tra i sindacati e le associazioni degli imprenditori che stabiliscono le condizioni generali dei rapporti di lavoro.

Trattandosi di contratti diversi tra le varie categorie (commercio, industria metalmeccanica, industria tessile, e così via) succede che due dipendenti che non lavorano nello stesso settore possono avere uno stipendio netto diverso pur partendo dallo stesso lordo. Questo perché cambiano le trattenute ed anche le mensilità annue (c’è chi ne prende 13 e chi 14).

Stipendio netto del contratto di apprendistato

I contratti di apprendistato sono stati, per molte aziende, una valida alternativa agli scomparsi co.co.co. in quanto permettono alcune agevolazioni fiscali. Come si calcola lo stipendio netto in questo caso? La voce che fa la differenza è quella dei contributi previdenziali da scalare dal lordo è più bassa: il 5,84% anziché il 9% abbondante di un normale contratto di lavoro.

Stipendio netto del contratto part time

La particolarità del contratto part time per sapere come si calcola lo stipendio netto la si trova nelle ore impegnate e, di conseguenze, nello scaglione Irpef su cui si applica la trattenuta fiscale. Più è basso questo scaglione, meno viene trattenuto in busta dallo stipendio lordo.

Mettiamo, ad esempio, che un lavoratore a tempo pieno impegnato, quindi, 40 ore settimanali percepisca 1.800 euro. Non è detto che il collega con un contratto part time di 20 ore guadagni 900 euro solo perché lavora la metà delle ore di quello full time. Lo scaglione Irpef di quest’ultimo sarà più alto rispetto a quello di chi è in azienda mezza giornata. Pertanto, le trattenute Irpef sul lordo saranno maggiori di quelle applicate sulla busta paga del part time.

Le trattenute Irpef

Quali sono questi scaglioni Irpef che abbiamo appena citato?

  • fino a 15.000 euro: 23%;
  • tra 15.001 e 28.000 euro: 27%;
  • tra 28.001 e 55.000 euro: 38%;
  • tra 55.001 e 75.000 euro: 41%;
  • sopra i 75.000 euro: 43%.

A questa imposta lorda vanno applicate de detrazioni per parenti a carico e per lavoro dipendente.

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2 Commenti

  1. E’ una lezione di filosofia e, pertanto, “con la quale e senza la quale “si rimane tale e quale. Così si diceva ai tempi di mio nonno e nello stesso modo si ripete oggi. Tanto per acculturale l’operaio o l’impiegato non addentrato alle segrete norme ” vitali “.
    Giuseppe Mastropasqua

  2. E’ un articolo un po’ fine a se stesso……per passare dalla teoria alla pratica si potrebbe usare qualche semplice esempio!

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