Diritto e Fisco | Editoriale

Si può fare a meno di internet?

1 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2017



È giusto o no che, in nome del progresso, falliscano migliaia di aziende?

Internet è stata la più grossa rivoluzione che il mondo abbia mai avuto. Più della scoperta della luna: sulla luna ci sono andati 12 astronauti, su internet ci andiamo tutti ogni giorno. Più della televisione: davanti alla tv siamo soggetti passivi, su internet diventiamo interattivi e artefici dei contenuti. Più dell’auto: se con la macchina, per attraversare da un lato all’altro la terra dobbiamo perdere “un po’ di tempo”, con internet lo facciamo in un secondo. Ma come tutte le rivoluzioni, anche internet ha, oltre ai benefici, dei costi. E i costi sono sia di tipo legale che economico.

 Costi legali di Internet

Tutta una serie di reati che, fino a ieri, venivano allegramente e impunemente commessi perché considerati “insignificanti”, oggi sono sotto gli occhi di tutti e occupano il lavoro di centinaia di Procure. Quando, durante una festa, parlavamo male di un amico assente, nessuno diceva nulla; oggi, se lo facciamo sulla bacheca di Facebook, dobbiamo rispondere di diffamazione aggravata. Se facciamo leggere una lettera di uno/a spasimante a qualche amico, era un momento di scherzo e allegria; oggi il forward di un’email è violazione della privacy. Se copiavamo un disco su una cassetta magnetica per farne una compilation per l’auto nessun poliziotto ci arrestava; oggi, se scarichiamo un file mp3 ci troviamo i federali a casa. Ed ancora, se facevamo una foto a nostro figlio, durante la sua festa di compleanno, insieme a tutti i suoi compagni e la mostravamo a tutti, era una cosa normale; se oggi la pubblichiamo su Instagram, i genitori degli altri bambini ci chiederanno il risarcimento dei danni.

È giusto bloccare il progresso e la tecnica per salvare milioni di posti di lavoro?

Uno degli effetti più distorti di Internet è il diritto all’oblio. Una notizia pubblicata sui giornali tradizionali, quelli di carta stampata, il giorno dopo serviva per pulire i vetri di casa. Oggi le informazioni restano online per sempre. Risultato: se, ti sei trovato malauguratamente implicato in una vicenda – anche la più sciocca – il tuo nome sarà ripetuto decine di volte dal motore di ricerca e non ci sarà modo di pulire il web, a meno che non passino diversi anni e che tu non abbia un buon avvocato. E per quanto la giurisprudenza dica che le notizie devono sempre essere attuali, e quindi vanno rimosse le informazioni non più di pubblico interesse – anche quelle attinenti a crimini –, il diritto all’oblio non è ancora una legge. Non ti resta che affidarti alla bontà del web master che, con le buone, cancelli almeno i tag per non farti trovare dal motore di ricerca. Qual è la posta in gioco? Non solo che i tuoi figli conoscano i tuoi errori di gioventù, ma anche che li scopra il datore di lavoro a cui hai chiesto un posto e che, proprio per questo, non ti assuma.

Costi economici di Internet

Internet ha rivoluzionato il mercato. Non c’è che dire. Non credo alla storia della crisi economica. Credo piuttosto a una profonda trasformazione. I soldi si sono accentrati su poche persone che hanno capito come funziona internet e le sue grosse possibilità. Basti pensare che l’uomo più ricco del mondo non è più un industriale, un petroliere o un bancario: è l’inventore di Amazon. Questo significa una redistribuzione completa del denaro.

Internet è la seconda rivoluzione industriale. Molto più drammatica della prima

Come fare soldi su internet?

Ma come fare soldi su internet? Tutto il web si basa su tre lettere: ADV ossia advertising, pubblicità. È un meccanismo diverso da quello a cui siamo stati abituati sino ad oggi: «io ti do tanto, tu mi devi dare tanto». Siamo usciti fuori dalla logica per cui, se una persona chiede un servizio a un’altra la deve necessariamente pagare. Su internet tutto è gratis e a pagare il servizio è un soggetto terzo, che si inserisce in questo rapporto, per un proprio vantaggio. È una persona che chiede di farsi conoscere, che chiede pubblicità. Immagina di aprire un piccolo negozio di 30 mq in una enorme piazza grande quanto tutta la terra: che possibilità hai di vendere se i tuoi concorrenti sono raggiungibili allo stesso modo, e con la stessa velocità, con cui lo sei tu? Solo in un modo: facendo pubblicità.

5mila euro. A tanto ammontava fino a ieri il costo per chi voleva sponsorizzarsi su una pagina del Sole24Ore. Oggi, con pochi centesimi, puoi acquistare un’inserzione online. E con pochi euro la puoi tenere su centinaia di siti. Risultato: il giornale tradizionale va in fallimento, e con lui va in fallimento il trasportatore che portava le copie in edicola; fallisce l’edicola e quindi il bar vicino al giornalaio, che per forza deve licenziare il dipendete; il quale non andrà più a comprare la televisione, mettendo in crisi il grande distributore e tutta la catena. Così a cascata. Tanto c’è Amazon che ti vende lo stesso prodotto con il 30% di sconto.

Ti piaccia o non ti piaccia questa è la nuova regola. «È il progresso, baby», direbbero gli americani. E il progresso non ha etica: detta le sue leggi e non puoi dire se sono giuste o sbagliate perché tanto lui va per la sua strada. Nessuno ha alzato un dito in favore dei maniscalchi che battevano ferri di cavallo quando è stata inventata l’automobile. Nessuno ha alzato un dito in favore dei cinematografi quando sono usciti fuori i lettori di videocassette. E nessuno alzerà un dito in favore tuo quando lo studio o l’azienda di famiglia che si reggeva da generazioni non avrà più mercato. Certo, potresti fare come Newton che, per una vita, ha sostenuto che la forza di gravità non esiste e così anche tu sostenere che internet non sia un problema. Ma Newton si è guardato bene dal buttarsi da una finestra per dimostrarcelo. Tu, che invece non lavori (anche) con internet, lo stai facendo. Ti stai buttando dalla finestra.

Non puoi fare a meno di ignorare internet, internet è entrato nelle nostre realtà e non puoi farlo più uscire. Sei salito su un treno da cui non si più scendere. A meno ché tu non voglia sfracellarti.

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Autore immagine: 123rf com

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