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Wedding planner occasionale, devo aprire partita Iva?

4 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2017



Il professionista che organizza saltuariamente matrimoni è obbligato all’apertura della partita Iva?

Devo aiutare una fioraia ad allestire un matrimonio come wedding planner e riceverò un compenso di 2mila euro: sono obbligato ad aprire la partita Iva oppure no perché non super 5mila euro? Come mi comporto se vengono gli ispettori del lavoro?

Innanzitutto, il lavoro autonomo può considerarsi occasionale non perché non è stata superata una determinata soglia di ricavi (per la precisione, il superamento della soglia di 5mila euro obbliga soltanto all’iscrizione alla Gestione separata dell’Inps ma non all’apertura della partita Iva), ma perché mancano i requisiti dell’autonoma organizzazione e della professionalità nello svolgimento dell’attività.

Questi requisiti non sono individuati con precisione dalla normativa, ma devono essere valutati caso per caso.

Quando il lavoro autonomo è occasionale

La saltuarietà dell’attività si può desumere dall’assenza di un impegno continuativo nel tempo, quindi dall’assenza di una certa costanza nel lavoro: ad esempio, è più probabile che possa essere contestata una prestazione resa, nei confronti dello stesso committente, per un paio di giornate ogni mese, se vertente sempre sullo stesso ambito, anche se pagata con un compenso esiguo, piuttosto che un’unica prestazione, anche se molto impegnativa e con compensi notevoli.

Se devono essere emesse più fatture nei confronti dello stesso committente, non vi sono comunque problemi se l’oggetto delle prestazioni è differente, o se non si ravvisa continuità nell’attività; lo stesso vale se sono rese più prestazioni nei confronti di committenti diversi.

Bisogna porre particolare attenzione, poi, alla presenza di un apparato organizzativo per lo svolgimento dell’attività lavorativa: sono indici di un’attività organizzata la disponibilità di un ufficio o la presenza di un sito e-commerce o, in generale, la pubblicizzazione dei servizi erogati. Riguardo al mero possesso di pc e cellulare, queste attrezzature un tempo erano considerate indice di autonoma organizzazione: considerando i notevoli progressi tecnologici degli ultimi decenni e il possesso di cellulare e pc da parte della generalità dei privati, dal loro possesso non è più possibile desumere automaticamente la presenza di un’attività autonomamente organizzata.

Considerando il caso di specie, in base a quanto esposto dal lettore la prestazione di lavoro in qualità di wedding planner sarebbe meramente occasionale, dato che non dovrebbe fornire un supporto continuativo alla fioraia, ma soltanto per l’organizzazione di uno specifico matrimonio: non vi sono dunque dubbi in merito alla saltuarietà dell’attività.

Lavoro autonomo occasionale e lavoro subordinato: verifiche degli ispettori del lavoro

Per quanto riguarda la possibilità di verifiche da parte di ispettori del lavoro, la firma di un regolare contratto di prestazione autonoma occasionale, nel quale sia illustrata nel dettaglio l’attività da effettuare, dovrebbe escludere la riconducibilità del rapporto al lavoro subordinato. Se si vuole aggiungere una “copertura” ulteriore per evitare contestazioni sulla genuinità del contratto, senza arrivare alla registrazione dello stesso presso l’Agenzia delle Entrate (operazione piuttosto dispendiosa), si può dare data certa al documento, spedendo il contratto tramite pec, oppure apponendo una marca temporale, una marca postale elettronica, una marca da bollo (che deve essere annullata da un pubblico ufficiale)o spedendolo in una raccomandata senza busta.

In ogni caso, se gli ispettori del lavoro ravvisano degli indici di subordinazione il contratto non basta ad escludere la riconducibilità al lavoro dipendente. Ad esempio, sono indici di subordinazione la presenza di una postazione di lavoro fissa presso il committente o di un orario lavoro e, ingenerale, modalità e tempistiche di lavoro organizzate unilateralmente dal committente.

Adempimenti legati al contratto di lavoro autonomo occasionale

Per quanto riguarda i compensi, il lavoratore, non potendo emettere fattura, dovrà rilasciare una ricevuta al committente.

Il committente dovrà poi redigere una certificazione unica (Cu) in merito ai compensi riconosciuti e alle ritenute effettuate (pari al 20% dei compensi).

Il lavoratore autonomo occasionale dovrà poi dichiarare i compensi corrisposti e le ritenute subite  nel quadro Altri redditi del 730 (quadro D) o del modello redditi (quadro RL). Nello stesso quadro, può anche dichiarare e dedurre dai compensi le spese inerenti all’attività occasionale.

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